Descrizione

L’apparato genito-urinario comprende reni, ureteri, vescica, prostata e gli organi genitali. I disturbi dell’apparato genitale maschile possono ricondursi ad infiammazioni locali o a conseguenze di rapporti sessuali non protetti. Nelle donne, le problematiche principali riguardano sindromi premestruali, infezioni batteriche, disturbi dell’ovulazione o malattie dell’utero e dell’ovaio. Nelle persone anziane, invece, prevalgono i problemi legati alla prostata. Le malattie di tipo genito-urinario vengono trattate prevalentemente dal fisioterapista; l’osteopata tratta in ambito preventivo.

Osteopatia viscerale

L’osteopatia viscerale mira a ristabilire la corretta mobilità e funzionalità degli organi qualora fossero compromesse da restrizioni.
 Applicando una tecnica specifica, l’osteopatia permette all’organo di trovare la sua fisiologia naturale e corregge i disordini legati alla restrizione di mobilità. Esiste inoltre, da un punto di vista anatomico e funzionale, una relazione tra i visceri e la struttura muscolo-scheletrica. Un cattivo funzionamento della colonna vertebrale può influenzare uno o più visceri e viceversa. In persone che soffrono di mal di schiena, si possono riscontrare problemi di mobilità del fegato, del colon, del rene o dell’utero. Il trattamento osteopatico mira, attraverso l’addome ed il diaframma, a ristabilire una buona mobilità viscerale.
Le patologie più comuni trattate con questo tipo di tecnica sono coliti, reflusso gastro-esofageo, gonfiore addominiale, nausea e cefalee.

Fisioterapia uroginecologica

La riabilitazione uroginecologica è il settore della fisioterapia che si occupa della prevenzione e della cura delle disfunzioni urologiche e ginecologiche in seguito ad eventi patologici congeniti o acquisiti. Essa tratta prevalentemente i disordini delle funzioni del pavimento pelvico. I pazienti adatti per questo tipo di trattamenti hanno solitamente subito interventi chirurgici addomino-pelvici. Nell’uomo il più comune è la prostatectomia che, se radicale, procura quasi sempre un’incontinenza urinaria. Per la donna si tratta invece generalmente di un parto naturale travagliato con trauma ai nervi sacrali e/o epifisiotomia o isterectomia. La forma più comune di incontinenza però è quella “da sforzo”. Essa si manifesta nella donna come conseguenza di banali “sforzi” fisici come il tossire, lo starnutire e il sollevare pesi. L’incontinenza da sforzo è fra le patologie che rispondono meglio al trattamento riabilitativo. Anche la chirurgia per cancro del colon-retto può essere causa di disfunzione del pavimento pelvico per entrambi i sessi.
Tutte queste problematiche alterano la forma del pavimento pelvico portando disturbi come l’incontinenza, le dispareunie (dolori durante i rapporti sessuali) e la tendenza al prolasso degli organi pelvici (in particolare nella donna).