Dieta chetogenica, funziona per perdere molto peso ed eliminare i grassi?

Dieta chetogenica per dimagrire velocemente: il parere della nutrizionista

Filomena Vitale

Indice

Dieta Chetogenica, cos’è? Quali alimenti per la dieta Chetogenica? Funziona? Dieta Chetogenica risultati: ne abbiamo parlato con la nutrizionista Filomena Vitale. Ecco cosa c’è da sapere.

Parliamo della dieta chetogenica. Cos’è e come funziona la dieta chetogenica?

Innanzitutto, è doveroso fare una premessa ovvero: come il nostro corpo ricava l’energia necessaria.  

Il nostro organismo per produrre energia utilizza il glucosio, che ricaviamo dai carboidrati.

Se l’organismo non riesce ad accedere al glucosio entrano in gioco le riserve energetiche provenienti dai grassi: dalla loro ossidazione si ottengono i cosiddetti chetoni.

Questo è alla base della dieta chetogenica:

UN REGIME ALIMENTARE CHE LIMITA LA DISPONIBILITÀ DI CARBOIDRATI NEL NOSTRO ORGANISMO PER FAR SÌ CHE VENGANO USATI I GRASSI COME FONTE DI ENERGIA, PERDENDO DI CONSEGUENZA PESO.

Questo meccanismo “brucia grassi” fa sì che la dieta chetogenica venga persino chiamata liposuzione alimentare.

È un regime dietetico molto particolare ovviamente, che si può consigliare solo a chi deve perdere molto peso, soprattutto perché aiuta a bruciare grassi laddove ci sono più depositi adiposi (come glutei e addome).

risultati della dieta chetogenica sono soddisfacenti perché si vede abbastanza presto un fisico più asciutto.

In linea generale dunque, nella dieta chetogenica, non si mangiano molti carboidrati, ma si mangiano più grassi e proteine.

Nello specifico è importante non superare i 50 grammi di carboidrati al giorno, limite oltre il quale si esce dalla cosiddetta “chetosi”.

La chetosi, come ho accennato prima, è un processo che permette l’ossidazione dei grassi e dunque la perdita di peso.

Dopo i primi 3 giorni della dieta chetogenica viene infatti effettuato il keto-test, uno stick che si colora in base al PH e consente di vedere se si è usciti dalla fase di chetosi.

In questo caso il nutrizionista che suggerisce la dieta deve valutare come applicare le successive fasi della dieta.

Dunque, nella dieta chetogenica si preferiscono proteine e persino grassi. Ma come è possibile dimagrire immettendo più grassi nel proprio corpo? Sembra quasi un controsenso!

Quello che noi dobbiamo capire è che i grassi non sono tutti uguali.

Quando parliamo di grassi non significa per forza parlare di strutto, burro o margarina, i cosiddetti “grassi cattivi”, ma parlare di grassi buoni per il nostro corpo, come quelli derivanti dalla frutta secca o dall’olio extra-vergine di oliva, alimenti utilizzati in buona quantità in questa dieta.

Comunque non si può mangiare quello che si vuole come accade nella dieta mima digiuno.

Qual è lo schema tipico della dieta chetogenica?

La dieta chetogenica si basa su tre fasi.

La prima fase dura 21 giorni e si chiama “fase d’attacco”.

In questo periodo si deve mangiare rispettando rigorosamente il piano alimentare fornito dal nutrizionista per non uscire dalla chetosi.

Poi c’è una seconda fase, detta “fase di transizione”, che dura invece 10 giorni.

Questa è una fase in cui si iniziano ad introdurre altri alimenti nella dieta, come yogurt e frutta.

Questi sono alimenti che contengono carboidrati ma sono a basso indice glicemico.

In questo modo si riabitua lentamente l’organismo a ricevere nuovamente carboidrati.

La terza fase, infine, dura 32 giorni, e si chiama “fase di mantenimento”.

In questa fase può essere adoperata una tradizionale dieta mediterranea, in cui si introducono carboidrati attraverso, ad esempio, cibi integrali.

Questa fase è molto importante perché ci si abitua nuovamente a mangiare carboidrati ma senza rimettere peso.

La dieta chetogenica funziona davvero, fa dimagrire?

Assolutamente sì, è lo scopo principale di questo regime dimagrante.

Ovviamente, come già detto, essendo una dieta particolare è necessario che la persona che la esegue debba perdere molto peso, deve esserci molto grasso a disposizione per una buona riuscita dei processi.

CONTROINDICAZIONE: SE SI DEVE PERDERE POCO PESO, ASSOLUTAMENTE NON LA CONSIGLIO.

Di fatti ci troviamo di fronte a una condizione stressante per il nostro organismo, una situazione non fisiologica.

Poi, se vogliamo parlare di altre applicazioni, oggi la dieta chetogenica è usata innanzitutto per dimagrire ma è anche utilizzata come protocollo in tanti altri casi.

È applicata, ad esempio, in casi di epilessia o per mantenere costanti i livelli di glicemia.

Un effetto interessante dell’applicazione di questa dieta è che riesce a ridurre l’infiammazione, addirittura contrastando l’acne e le impurità della pelle.

È anche usata in alcuni casi di ovaio policistico o patologie neurodegenerative, come ad es. il trattamento del parkinson.

Ci troviamo di fronte a un regime dietetico particolare dunque, mirato al dimagrimento ma usato anche, in alcuni casi, per motivi di salute.

Quali alimenti include la dieta chetogenica?

Come già spiegato, l’aspetto principale è la riduzione dei carboidrati, soprattutto nella fase d’attacco, con un limite di 50 grammi al giorno.

C’è da sottolineare che anche frutta e verdura possono essere compresi in questa categoria, è necessario quindi sapere cosa si può mangiare e cosa no per evitare di uscire dalla chetosi.

In generale si mangiano ad esempio uova, frutta secca, carne, pesce, insalata… e il condimento principale è ovviamente l’olio extra-vergine d’oliva. 

Qual è un esempio di menù di dieta chetogenica per dimagrire?

La mattina, ad esempio, si può fare colazione con due uova, o dell’albume o persino con degli affettati. (Forse può ricordare il paleodieta menù? ndr)

Come spuntino poi si possono sgranocchiare delle mandorle e delle noci.

pranzo, invece, si può mangiare un secondo piatto che comprenda magari della carne bianca come pollo o tacchino, con qualche verdura di contorno.

È IMPORTANTE RISPETTARE LA STAGIONALITÀ DEGLI ALIMENTI PERCHÉ LE SOSTANZE NUTRITIVE CONTENUTE IN FRUTTA E VERDURA FUORI STAGIONE SONO VERAMENTE IRRISORIE, PER ESEMPIO NON HANNO ABBASTANZA VITAMINE, E HANNO QUINDI MENO BENEFICI DI QUELLI CHE DOVREBBERO.

Tornando al nostro menù di dieta chetogenica, a merenda si potrebbe mangiare ad esempio dello yogurt bianco.

cena invece, se a pranzo si è mangiata della carne, si può preferire del pesce con un contorno di insalata.  

Per quanto tempo si può fare la dieta chetogenica?

Come prima detto è importante seguire tutte e tre le fasi ed è importante che queste abbiano la durata indicata, dunque 21 giorni per la prima fase, 10 per la seconda e 32 per l’ultima.  

Questo è necessario per rendere la dieta chetogenica efficace, e dunque ottenere i risultati, ma anche per non stressare eccessivamente l’organismo, soprattutto nella prima fase, quella di attacco. 

Poi ci sono casi particolari, ad esempio di persone che per vari motivi escono dalla chetosi… in quel caso i tempi si accorciano e si passa direttamente alla fase successiva, ma il rischio è quello di vanificare tutto.

Per questo è importante avere il supporto delle nutrizioniste.

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Qual è il ruolo del nutrizionista nell’impostazione di una dieta chetogenica?

IL NUTRIZIONISTA HA COMPITO DI MONITORARE, CONTROLLARE E DARE SUGGERIMENTI PER LA BUONA RIUSCITA DELLA DIETA.

Aiuta a impostare le fasi e a rispettarle, consigliando gli alimenti e gli abbinamenti per ognuno dei tre periodi.

Ma ha anche e soprattutto un ruolo educativo nei confronti degli alimenti e dei regimi alimentari.

Personalmente, infatti, consiglio la dieta chetogenica solo a chi ha bisogno di perdere molto peso. (Ci sono molte diete che funzionano nel 2020, secondo diverse nutrizioniste ndr)

I risultati ci sono, c’è una notevole perdita di peso con la dieta chetogenica ma, come già detto è essenziale che ci sia una massa grassa significativa di partenza, sennò è persino sconsigliata.

Ci sono effetti collaterali o controindicazioni nella dieta chetogenica?

È accertato che le condizioni che si creano nella prima fase, la fase d’attacco, non creano danni all’organismo.

Ma è importante in termini di controindicazioni nella dieta chetogenica che questo periodo non duri oltre i 21 giorni, perché come già detto è una situazione non fisiologica in cui l’organismo è comunque stressato.

Infatti, chi non è abituato a mangiare pochi carboidrati può soffrire di nausea o di giramenti di testa durante la prima fase.

A quali soggetti è sconsigliata la dieta chetogenica?

Ad esempio le donne in gravidanza o in fase di allattamento non possono farla, così come non possono seguire la dieta chetogenica persone con insufficienze renali o epatiche.

Queste, infatti, rischiano compromissioni a fegato e reni.

Anche chi soffre di diabete non dovrebbe fare la dieta chetogenica.

In linea generale è una dieta che possono seguire solo i soggetti sani, che non hanno disturbi o patologie.  

Il nutrizionista, infatti, prima di prescrivere la dieta, fa un’attenta e scrupolosa anamnesi del paziente per verificare se sta bene e se può seguire quel regime alimentare senza problemi.

Come si interrompe la dieta chetogenica? È necessario un passaggio graduale?

Assolutamente, la fase di transizione è necessaria per interrompere la dieta chetogenica.  

Un’interruzione improvvisa non solo può far male, perché si crea uno scompenso, ma rischia persino di vanificare i risultati raggiunti fino a quel punto.

Ogni fase quindi deve essere obbligatoriamente seguita: se c’è una variazione dei tempi, derivante ad esempio dal fatto che non si riesce a completare la prima fase, è necessario consultarsi con un nutrizionista.

Il consulto del nutrizionista, infatti, aiuta ad evitare il cosiddetto “effetto yo-yo”, che fa riprendere il peso perso…e anche qualche chilo in più.

Ad ogni modo la fase più difficile dura circa tre settimane, poi ci si abitua e, soprattutto, la terza fase si ispira molto alla dieta mediterranea, con una buona varietà di alimenti sani e gustosi. 

Chi è Filomena Vitale?

Il mondo della nutrizione mi ha da sempre affascinata, fin da quando ero ragazzina.  

Poi, crescendo, mi sono iscritta a biologia e nello specifico biologia della nutrizione.

L’università è stata un modo per concretizzare questa passione e saperne di più sull’argomento, quindi ho studiato con costanza e dedizione proprio per realizzare questo mio desiderio.

In generale ho un approccio quasi amichevole con i miei pazienti, non esistono particolari rigidità o barriere.

È molto importante, infatti, che le persone si sentano a proprio agio con il nutrizionista, questo perché spesso l’alimentazione personale viene considerato un tema delicato di cui parlare, quasi una confidenza.

Se tra il medico nutrizionista e il paziente non si instaura questa confidenza anche il lavoro è più difficoltoso… ad esempio, se il paziente fa uno sgarro e non rispetta il piano alimentare perché lo trova difficile è importante che il nutrizionista lo sappia.

Inoltre, questo approccio ti aiuta anche a comprendere meglio il paziente come persona, a capire ad esempio se utilizza gli alimenti in maniera compensatoria…magari non va qualcosa in famiglia o ha problemi emotivi di varia natura, magari una forte insoddisfazione personale, e questo lo porta a mangiare più del dovuto o male.

È importante sottolineare infatti che gran parte dei disturbi alimentari, intesi anche come il mangiare troppo, possono celare problematiche di natura psicologica, in cui ci si conforta con il cibo ad esempio.

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Filomena Vitale

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