Paleodieta: un menù tipo

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Cos'è la Paleodieta?

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Indice

1. Cos’è la Paleodieta?2. Paleodieta menu: le regole della dieta Paleolitica3. Le principali controindicazioni della Paleodieta4. Paleodieta Menu: schema settimanale5. Il parere dell’esperto

Cos’è la Paleodieta?

La Paleodieta, o dieta Paleolitica, è un regime alimentare molto discusso, ispirato alle abitudini nutrizionali degli uomini vissuti prima che l’agricoltura e l’allevamento fossero introdotti e, quindi, circa 10.000 anni fa (durante il Paleolitico, appunto).

La Paleodieta è stata riproposta nella sua accezione moderna da Loren Cordain, nutrizionista presso l’Università del Colorado e appassionato di abitudini alimentari preistoriche.

Gli uomini che vissero durante l’età della pietra erano abituati a procacciarsi il cibo tramite la caccia, la pesca e la raccolta.

Non praticavano né l’agricoltura né l’allevamento, ma si nutrivano esclusivamente di frutti spontanei, carne, pesce e bacche.

Secondo i promotori di questo regime alimentare, ancora oggi dovremmo seguire un’alimentazione così composta.

E il motivo sta nel fatto che saremmo geneticamente programmati, così come lo erano i nostri antenati, a nutrirci di proteine animali, frutta e ortaggi.

Ma è davvero così?

E quali sono i rischi collegati a una dieta così composta?

Paleodieta menu: le regole della dieta Paleolitica

La dieta Paleolitica proibisce il consumo di tutti i cibi che rientrano nei gruppi II, III e IV (latte e derivati, cereali, legumi).

A causa di questo divieto, la Paleodieta non riesce ad assicurare il fabbisogno di numerosi principi nutritivi (in particolar modo calcio e carboidrati).

Ma quali sono gli alimenti consentiti e quali quelli vietati dalla dieta Paleolitica?

È bene sottolineare come questo regime alimentare non imponga nessun calcolo o progettazione.

Permette, infatti, di mangiare ogni volta che insorge l’appetito, a patto che vengano consumati soltanto i cosiddetti cibi “paleo”.

Questi sono: selvaggina e carni non lavorate, pesce, uova, frutta e verdura di stagione, bacche, ortaggi, radici, semi oleosi, molluschi, crostacei e miele.

Tra gli alimenti categoricamente vietati, invece, figurano: cereali, latte e derivati, leguminose, zucchero, sale, grassi da condimento, cibi lavorati (salumi, insaccati, dolci, zuppe pronte, etc) e tutti gli alimenti confezionati.

L’adattamento della dieta Paleolitica ai gusti e alle necessità contemporanee ha fatto sì che fosse consentito l’uso di carni bianche e olio per i condimenti.

Le principali controindicazioni della Paleodieta

A causa degli squilibri nutrizionali cui è possibile andare incontro, la Paleodieta non è un sistema accettato dalla comunità scientifica, che reputa questo metodo difficilmente applicabile, poco equilibrato e potenzialmente dannoso.

La dieta Paleolitica contiene proteine e grassi in eccesso e favorisce la chetosi (l’acidosi metabolica), senza supportare in maniera efficace la pratica delle discipline sportive di tipo aerobico.

Inoltre, è assolutamente sconsigliata in caso di gravidanza, allattamento e rischio osteoporotico elevato.

Nel lungo periodo, la dieta Paleolitica può causare effetti dannosi su fegato e reni, costretti a smaltire quantità eccessive di sostanze derivanti dal metabolismo delle proteine animali, con particolare riferimento all’acido urico.

Medici e nutrizionisti invitano chiunque soffra di disturbi al fegato e / o ai reni ad evitare tassativamente questo modello alimentare.

La Paleodieta, inoltre, può favorire la comparsa di mal di testa e disturbi dell’umore, oltre che un aumento di trigliceridi e colesterolo.

Paleodieta Menu: schema settimanale

Ecco un “Paleodieta menu” a titolo puramente esemplificativo.

  1. Lunedì
    Colazione: 30 g di mandorle e due uova sode
    Pranzo: 200 g di carote, 100 g di bresaola con rucola e un cucchiaino di olio extravergine d’oliva
    Cena: 200 g di salmone accompagnato da verdure di stagione, condite con un cucchiaino di olio extravergine d’oliva
  2. Martedì
    Colazione: 30 g di noci e 1 arancio
    Pranzo: 200 g di petto di pollo con insalata e un cucchiaino di olio extravergine d’oliva
    Cena: 200 g di spezzatino di manzo con verdure crude
  3. Mercoledì
    Colazione: 100 g di fesa di tacchino e 30 g di noci
    Pranzo: 200 g di insalata di gamberi con rucola
    Cena: 200 g di pesce spada alla griglia con verdure di stagione e un cucchiaino di olio extravergine d’oliva
  4. Giovedì
    Colazione: 100 g di prosciutto crudo e 100 g di macedonia di frutta
    Pranzo: 1 omelette con insalata di pomodori e un cucchiaino di olio extravergine d’oliva
    Cena: 200 g di pollo arrosto e 200 g di finocchi
  5. Venerdì
    Colazione: 2 uova sode e 30 g di noci
    Pranzo: 200 g di vitello con 200 g di asparagi conditi con un cucchiaino di olio extravergine d’oliva
    Cena: 200 g di zuppa di verdure e 200 g di fuso di tacchino
  6. Sabato
    Colazione: 30 g di noci di macadamia e 1 mela
    Pranzo: 200 g di coniglio in umido con carciofi
    Cena: 200 g di scaloppine con verdure grigliate e un cucchiaino di olio extravergine d’oliva
  7. Domenica
    Colazione: 1 frullato di frutta con latte di cocco
    Pranzo: 200 g di pollo con insalata e un cucchiaino di olio extravergine d’oliva
    Cena: 200 g di salmone e 200 g di sedano

Paleodieta menu: gli spuntini sono concessi?

Assolutamente sì.

A metà mattina e durante il pomeriggio è possibile consumare un frutto a scelta insieme a 30 g di frutta secca (pistacchi, noci, anacardi, arachidi, mandorle, nocciole o pinoli).

Il parere dell’esperto

Secondo la maggior parte dei dietologi e dei nutrizionisti, la Paleodieta non è un regime alimentare equilibrato, in quanto elimina circa la metà dei cibi disponibili.

Si tratta, inoltre di una dieta iperproteica, in cui la maggior parte delle proteine deriva dalla carne, essendo vietati sia i latticini che i legumi.

E’ anche ipoglucidica, poiché elimina completamente i cereali e i loro derivati.

Gli unici carboidrati disponibili sono quelli della frutta e della verdura.

La Paleodieta non è l’unica dieta ipoglucidica e iperproteica.

Altri esempi sono le diete Dukan, Atkins e South Beach.

Nonostante molte persone che seguono la dieta paleo abbiano ottenuto risultati incoraggianti, questi vanno interpretati con cautela, poiché gli studi scientifici eseguiti finora hanno una durata limitata e sono parecchio eterogenei.

Al contrario, quelli eseguiti sulla dieta mediterranea hanno coinvolto migliaia di persone per lunghi periodi di tempo.

Inoltre, nonostante garantisca una rapida perdita di peso, dovuta soprattutto al potere saziante della carne e alla riduzione dei carboidrati, la maggior parte delle persone tende a recuperare rapidamente il peso perduto una volta abbandonata la dieta.

Chi decide di attuarla deve godere di uno stato di salute ottimale ed evitare tassativamente il fai da te.

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