Lombalgia e dolori alla schiena bassa: cause e rimedi

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Lombalgia e dolori alla schiena bassa: cause e rimedi

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La lombalgia è un problema diffuso, che affligge di dolori schiena bassa milioni di persone.

Molti soffrono di mal di schiena lombare sia in forma di lombalgia cronica che di lombalgia acuta.

Nell’aggiornamento di questo articolo siamo proprio andati a distinguere le problematiche dei dolori lombari:

Lombalgia cronica, lombalgia acuta

La lombalgia, un problema che interessa milioni di persone

dolori lombari, comunemente chiamati “dolori bassa schiena” o “dolore fondo schienarappresentano uno dei disturbi più frequenti nella popolazione adulta, soprattutto dopo i 30 anni.

La lombalgia e dolori bassa schiena colpiscono sia gli uomini che le donne e più raramente può insorgere anche in età pediatrica.

Si stima che almeno l’80% della popolazione mondiale abbia avuto a che fare almeno una volta nella vita con episodi di lombalgia.

Esistono due tipologie di dolori lombari: la lombalgia acuta e la lombalgia cronica.

La prima è caratterizzata da manifestazioni dolorose intense, legate a lesioni muscolari, articolari, legamentose e discali e che tendono ad accompagnarsi a fenomeni infiammatori.

In questi casi, dolore ed infiammazione cessano relativamente presto, perdurando per un massimo di trenta giorni. Il dolore lombare acuto, pertanto, ha un ruolo adattivo e protettivo, poiché serve ad impedire ulteriori movimenti in grado di danneggiare il rachide e i muscoli lombari / dorsali.

Tuttavia, il mal di schiena acuto può cronicizzarsi, a causa di alcuni fattori secondari, quali lo stress, un’errata gestione ergonomica della schiena e una scarsa attività fisica. A differenza di quello acuto, il dolore lombare cronico non ha alcuna funzione protettiva, in quanto autonomo e recidivo, e in grado di limitare la mobilità e le funzionalità della colonna vertebrale e dei muscoli associati.

Le cause dei dolori alla bassa schiena

Nella maggior parte dei casi, i dolori alla parte bassa della schiena sono di origine meccanica; più raramente sono collegati a neuropatie o a disturbi viscerali con irradiazione in sede lombare.

I fattori di rischio della lombalgia sono tanti e possono essere divisi in due categorie principali, ovvero quelli individuali e quelli occupazionali.

I primi includono:

  • l’età,
  • il tabagismo,
  • condizioni di forte sovrappeso,
  • eventuali sforzi,
  • posture scorrette.

I fattori di rischio occupazionali, invece, riguardano la necessità di trascorrere molto tempo in piedi o seduti (alla scrivania o alla guida dell’auto – con evidente sollecitazione e rischi di dolore in fondo alla schiena ), le vibrazioni prodotte dal veicolo e la movimentazione abituale di carichi.

Infine, come anticipato riguardo al dolore parte bassa della schiena, sono più suscettibili a lombalgia aspecifica i pazienti sottoposti ad elevati livelli di stress, ansia o depressione.

In tutti i casi appena elencati, i muscoli lombari, i legamenti e i tendini che innervano la regione lombare vengono sottoposti ad un logorio eccessivo, condizione direttamente collegata alla comparsa del dolore, che può assumere durata e intensità variabili.

Episodi ricorrenti riguardano circa la metà dei pazienti e le recidive sono caratterizzate da dolori lombari acuti ancora più intensi rispetto alla prima volta. L’incidenza del problema aumenta con l’avanzare dell’età. Raramenti possono essere collegati a patologie più gravi come il tumore rispetto al mal di schiena.

La lombalgia acuta

Riposo assoluto. Questa, fino a qualche decennio fa, era la raccomandazione dei medici in caso di lombalgia acuta. Tale prescrizione partiva dal presupposto che un mal di schiena lancinante fosse il risultato di una lesione provocata da uno sforzo violento. Eppure, nonostante l’immobilità, spesso il paziente era soggetto a tempi di guarigione troppo lunghi.

Negli anni ’90 si fa strada un’altra idea. E se la lombalgia acuta fosse paragonabile al crash di un computer?

Nessuna lesione quindi, solo un dolore molto forte da superare non con il riposo assoluto ma con un vero e proprio “riavvio del sistema”. Per far ripartire quindi l’organismo era necessario che il paziente continuasse ad avere uno stile di vita attivo nei limiti imposti dal dolore stesso.

L’obiettivo principale delle prescrizioni diventa quindi mantenere la massima mobilità possibile per risolvere nel giro di poche settimane i dolori alla schiena bassa.

La lombalgia cronica

La lombalgia cronica consiste in dolori lombari che durano da più di 3 mesi.

È la forma più grave di mal di schiena a causa delle ripercussioni individuali, professionali, sociali ed economiche che porta con sé.

La difficoltà, per un medico, è riuscire a diagnosticarla nel modo più corretto possibile, correlandola o meno alla presenza di altre patologie. Un approccio terapeutico efficace non può prescindere da un consulto specializzato con il fisioterapista ma anche multidisciplinare perché la ricerca ha dimostrato che il dolore lombare cronico può dipendere alcune volte da una serie di fattori emotivi quali ansia e depressione.

I sintomi della lombalgia

I pazienti affetti da lombalgia acuta lamentano dolori lancinanti e intensi.

Nella forma cronica, invece, il dolore tende a diventare più costante e sordo.

Il fastidio tipico della patologia è di natura muscolare, muscoli lombari e tende ad essere persistente e superficiale ed è localizzato nella regione lombosacrale.

Tuttavia, può irradiarsi fino ai glutei (dolore ai glutei) e alle cosce, senza scendere oltre il ginocchio, contrariamente a quanto accade nella sciatica, o lombo-sciatalgia( parliamo di cose’è e come si cura la sciatalgia in questa pagina), disturbo che interessa il nervo sciatico.

Quest’ultima condizione determina un dolore che ha origine nella regione lombosacrale e che interessa tutta la fascia posteriore di uno o di entrambi gli arti inferiori, scendendo fino al polpaccio o al piede.

I dolori causati dalla lombalgia possono essere acuiti da alcuni cambi di posizione o da sforzi più o meno intensi e, nei casi più gravi, possono associarsi a un’importante limitazione funzionale.

Ne conseguono difficoltà a camminare, a muoversi e talvolta persino a starnutire o a tossire. Nella speranza di lenire il dolore fondo schiena, il paziente tende ad assumere posizioni innaturali, che spesso rischiano di peggiorare ulteriormente la sintomatologia.

Ci sono poi casi di associazioni particolari, come quello fra mal di schiena lombare e pancia gonfiaOppure, da tenere presente le caratteristiche della sindrome fibromialgica.

 

Come intervenire sui dolori bassa schiena

I dolori lombari possono essere così intensi da costringere chi ne è afflitto al riposo totale. Tuttavia, è necessario limitare l’immobilità ai primi due o tre giorni, trascorsi i quali bisognerà gradualmente riprendere confidenza con i movimenti e la deambulazione. Il trattamento si basa sulla chinesiterapia e sulla fisioterapia, oltre che sull’assunzione di farmaci miorilassanti e analgesici. In questa fase, il fisioterapista deve mostrare al paziente le tecniche per gestire meglio il proprio corpo, ridurre il dolore e prevenire eventuali recidive. Gli esercizi più indicati sono finalizzati al rilassamento, all’allungamento della muscolatura e alla rieducazione posturale. Tra gli esercizi antalgici, tesi a lenire il dolore, e da eseguire anche diverse volte al giorno figurano:

– la “posizione Psoas“, che va effettuata distesi a terra in posizione supina, con le gambe piegate a formare un angolo di novanta gradi e i polpacci poggiati su un piano orizzontale. Quest’esercizio consente il rilassamento del muscolo ileo-psoas, riducendone la trazione sulle vertebre lombari.

– la “posizione della Sfinge“, da effettuarsi distesi a terra in posizione prona, con i gomiti e gli avambracci poggiati a terra e la schiena inarcata. Permette la centralizzazione del dolore in caso di ernie o protrusioni discali.

Terminata la fase acuta, bisognerà attenersi al seguente protocollo: esercizi di isometria, tesi al rafforzamento muscolare, seguiti da esercizi di stabilizzazione lombosacrale e di mobilizzazione progressiva.

Per approfondire abbiamo parlato ampiamente degli esercizi per la lombosciatalgia.

In caso di miglioramenti, sarà possibile inaugurare un trattamento conservativo. Qualora si dovessero registrare peggioramenti, allora sarà il caso di effettuare ulteriori indagini e vagliare soluzioni terapeutiche differenti, comprese quelle chirurgiche.

Prevenzione del problema

Prevenire i dolori alla bassa schiena è possibile. Per farlo occorre modificare le abitudini sbagliate, correlate soprattutto alla sedentarietà. I fattori di rischio della lombalgia sono noti e la prevenzione del disturbo si fonda essenzialmente sulla loro riduzione, per quanto possibile:

  • converrà tenere sotto stretto controllo il peso corporeo,
  • correggere eventuali posture sbagliate,
  • imparare le tecniche di sollevamento consigliate da medici e fisioterapisti,
  • evitare di sollevare pesi eccessivi.

È fondamentale fare sufficiente attività fisica, allo scopo di mantenere i muscoli tonici e allenati, senza dimenticare che lo sport permette anche di scaricare tensione, ansia e stress.

Massoterapia ed esercizi mirati sono molto importanti, sia per combattere lo stress psicologico che per evitare un eccessivo logorio meccanico.

Per mantenere in forma la schiena ed ottenere un allenamento funzionale soddisfacente è molto importante svolgere con costanza gli esercizi consigliati dai fisioterapisti, anche a domicilio, grazie all’intervento di specialisti come quelli che operano per EpiCura. Tali esercizi sono parte fondamentale del trattamento conservativo e preventivo e servono a mantenere il soggetto attivo e autonomo.

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