Come funziona la terapia del dolore?

Terapia del dolore: come funziona?

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Cos’è la terapia del dolore e in cosa consiste?

La terapia del dolore, detta anche medicina del dolore o terapia antalgica, è un insieme di metodologie il cui obiettivo è individuare, valutare e trattare il dolore cronico nella maniera più efficace possibile.

A questo scopo vengono impiegate diverse classi di farmaci ed altrettante tecniche non farmacologiche, quali la fisioterapia, i massaggi, la radioterapia, l’agopuntura, la termoterapia e la crioterapia.

Inoltre, considerato il fatto che la componente psicologica riveste un ruolo determinante nella percezione del dolore, si sono rivelate particolarmente utili alcune tecniche psicologiche e cognitive, tese a migliorare le condizioni di rilassamento del paziente e la sua capacità di controllare ansia e dolore.

Tornando all’approccio standard (quello farmacologico), le tipologie di farmaci impiegate variano in relazione all’origine, alla natura e all’intensità degli stimoli dolorosi.

Di conseguenza, prima di illustrare i farmaci e le metodologie maggiormente utilizzati in quest’ambito, è necessario comprendere bene cos’è il dolore cronico e quali sono le cause scatenanti di una condizione che può rivelarsi persino invalidante.

Dolore cronico: da cosa dipende e quando si manifesta?

Ad offrire la definizione medica di dolore cronico è l’International Association for the Study of Pain, secondo cui il dolore cronico è “un’esperienza emozionale e sensoriale spiacevole associata a danno tissutale, potenziale o in atto.

Si tratta di un’esperienza soggettiva, nella quale convergono componenti sensoriali (nocicezione) dipese dallo stimolo doloroso e componenti affettive ed esperienziali, in grado di modulare in maniera significativa quanto percepito”.

In buona sostanza, le emozioni, le risposte al dolore, il controllo dello stesso, le convinzioni personali e i condizionamenti culturali alterano la modalità in cui l’esperienza dolorosa viene vissuta, modificando la trasmissione dello stimolo spiacevole al cervello.

È possibile distinguere tre diverse tipologie di dolore: cronico, acuto e da procedura.

Come accennato poc’anzi, il bersaglio della terapia del dolore è appunto il dolore cronico, che si caratterizza per l’elevata persistenza e per la capacità di risultare debilitante, oltre che di causare danni non soltanto fisici, ma anche psicologici.

Per questo motivo, il dolore cronico va considerato una vera e propria patologia. Generalmente, si ritiene che questo tipo di dolore sia una caratteristica intrinseca delle malattie neoplastiche.

Tuttavia, il cancro non è l’unica causa scatenante.

Il dolore cronico può essere anche di tipo neuropatico, oppure provocato da patologie degenerative di diversa natura.

Terapia del dolore: come funziona?

La legge 38 del 2010 tutela il diritto del cittadino ad accedere alla terapia del dolore e alle cure palliative.

A questo scopo, durante il ricovero, esiste l’obbligo da parte di medici e infermieri di riportare, all’interno della cartella clinica di ciascun paziente, le peculiarità del dolore lamentato da quest’ultimo, la sua evoluzione e l’eventuale terapia utilizzata, allo scopo di poter effettuare un monitoraggio costante e puntuale del dolore.

Qualora il dolore dovesse diventare persistente, allora il medico sarà chiamato a scegliere la terapia più adeguata; vengono definiti cronici tutti quei dolori che perdurano anche dopo la guarigione e/o le dimissioni, compresi quelli che all’apparenza non sembrano collegati a nessuna patologia scatenante.

Il dolore cronico si differenzia da quello acuto, il quale figura tra i sintomi principali della malattia e che tende a sparire in seguito all’eliminazione della causa scatenante.

Il dolore cronico può essere:
– nocicettivo, ovvero associato all’attivazione dei nocicettori, provocata da un danno tissutale;
– neuropatico, collegato a disfunzioni del sistema nervoso centrale o periferico;
– psicosomatico, legato a particolari condizioni psico-relazionali vissute dal paziente;
– misto, quando include diverse componenti.

Il dolore cronico può dipendere anche da determinate patologie con andamento cronico, tra cui le malattie reumatiche, ossee, metaboliche e oncologiche; queste ultime necessitano di una terapia specifica, detta appunto terapia del dolore oncologico.

Terapia dolore: quali farmaci vengono utilizzati?

Tra i farmaci impiegati per la terapia del dolore figurano gli antidolorifici, gli analgesici (narcotici e non) e gli anestetici locali.

Vengono utilizzati i FANS (ketoprofene, diclofenac, naprossene e nimesulide) per lenire la maggior parte dei dolori nocicettivi, mentre i dolori neuropatici possono richiedere la somministrazione di antidepressivianticonvulsivanti e antiepilettici (amitriptilina, clomipramina, gabapentin, pregabalin, duloxetina).

Inoltre, possono essere impiegati anche cannabinoidi e oppioidi (codeina, tramadolo, buprenorfina, fentanil, ossicodone, metadone, idromorfone e morfina), la cui somministrazione è regolamentata da specifiche norme emanate dal Ministero della Salute.

Infine, tra gli anestetici locali più utilizzati nella terapia del dolore cronico troviamo la lidocaina, utilizzata anche in odontoiatria e spesso associata all’adrenalina, per ottenere effetti analgesici prima di interventi quali otturazioni, estrazioni dentali, devitalizzazioni e terapia canalare.

La terapia del dolore viene spesso associata alle cure palliative, espressione con cui si fa riferimento all’insieme di interventi diagnostici, terapeutici ed assistenziali dedicati ai pazienti affetti da patologie caratterizzate da un’evoluzione inarrestabile e che non rispondono più ad alcuna terapia specifica.

Terapia del dolore: esempi

Il dolore cronico figura tra le principali cause di disabilità e richiede adeguati trattamenti farmacologici e psicoterapeutici.

Pertanto, è fondamentale rivolgersi a professionisti esperti, che sappiano indagarne le cause ed alleviarne la sintomatologia.

EpiCura mette a disposizione infermieri, fisioterapisti e altri specialisti in grado di intervenire laddove si renda necessaria una terapia efficace e risolutiva.

Ad oggi, esistono decine di trattamenti specifici, scelti a seconda della patologia, della severità del dolore e delle condizioni del paziente.

Una delle più efficaci in ambito neuropatico ed oncologico è la Scrambler Therapy, terapia non invasiva in grado di agire sui recettori delle fibre C (neuroni specializzati nel trasmettere la sensazione di dolore in modo lento e profondo) e trasmettere una “contro informazione”.

Tutto ciò avviene attraverso l’applicazione di alcuni elettrodi esterni; la terapia risulta efficace anche nel caso dei pazienti farmaco-resistenti.

Per contrastare il dolore neuropatico vengono spesso adottate terapie fisioterapiche e di stimolazione nervosa, quali la TENS (Stimolazione Elettrica Nervosa Transcutanea) e la PENS (Stimolazione Elettrica Nervosa Percutanea).

Nella terapia dell’artrite psoriasica, patologia infiammatoria che interessa le articolazioni, vengono impiegate, oltre ai FANS e ai farmaci antireumatici, infiltrazioni intra-articolari di corticosteroidi.

La terapia dell’artrite psoriasica effettuata mediante infiltrazioni è un’operazione estremamente delicata che può essere eseguita solo da personale specializzato.

Tra i diversi corticosteroidi utilizzati figura il metilprednisolone. Anche la terapia intramuscolare è una forma di terapia del dolore, impiegata per garantire un assorbimento più rapido dei farmaci e per contrastare il dolore causato da lesioni, traumi, infiammazioni, etc.

La terapia canalare, invece, viene eseguita soprattutto in caso di dolore ai denti, provocato da infiammazioni del nervo e carie profonde.

La terapia canalare viene eseguita su denti morti in cui è presente un’infiammazione batterica.

Bibliografia
– https://www.webmd.com/pain-management/guide/pain-management-treatment-overview#1
– https://www.betterhealth.vic.gov.au/health/ConditionsAndTreatments/pain-and-pain-management-adults

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