Anatomia caviglia. Ossa, legamenti e articolazioni. La caviglia debole ed il tutore

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Anatomia caviglia. Ossa, legamenti e articolazioni. La caviglia debole ed il tutore_by Sherilyn Hawley via pixabay
Anatomia caviglia. Ossa, legamenti e articolazioni. La caviglia debole ed il tutore_by Sherilyn Hawley via pixabay

La caviglia è tanto importante quanto delicata, data la partcolare anatomia della caviglia. Quante volte abbiamo subito una distorsione della caviglia? o peggio una frattura delle ossa della caviglia?

In questo articolo, la fisioterapista Annalisa Grasso ci introduce all’anatomia della caviglia e ci spiega le cause della caviglia debole e gli esercizi per la caviglia.

GENERALITA’

articolazione della caviglia
articolazione della caviglia

La caviglia è un’articolazione molto compatta ed incastonata, poiché deve sostenere delle sollecitazioni importanti date dalla totalità del peso del corpo, a sua volta aumentato dall’energia cinetica durante la deambulazione, corsa o altri movimenti.

La caviglia rappresenta il punto di raccordo tra la gamba ed il piede.

Il termine caviglia deriva dalla parola tardo-latina cavìcla (cavicchia), che indicava un grosso chiodo, evolutasi poi nel provenzale cavilha (molto simile al termine italiano attuale).

L’articolazione della caviglia propriamente detta è l’articolazione tibio-tarsica.

Nasce dall’unione delle parti distali della tibia e del perone con le superfici superiore, esterna ed interna dell’osso astragalo.

ANATOMIA Di SUPERFICIE

Impariamo a conoscere il nostro corpo e sapere cosa stiamo toccando e muovendo e come farlo nel modo giusto.

L’anatomia di superficie ci insegna proprio questo!

anatomia della superfice della caviglia
anatomia della superfice della caviglia Foto: Valutazione chinesiologica, Clarkson, Gilewich

Figura 8.1

  1. testa del perone
  2. margine tibiale anteriore
  3. tendine di Achille
  4. malleolo laterale del perone: terminazione distale del perone, risulta sporgente sulla faccia laterale della caviglia
  5. base del quinto metatarso
  6. calcagno

Figura 8.2

2) margine tibiale anteriore

3) tendine di Achille

4) malleolo mediale della tibia: terminazione distale della tibia, sporgente sulla faccia mediale della caviglia

6) tuberosità dell’osso scafoide

8) capo del primo metatarso

9) calcagno

ANATOMIA DELLA CAVIGLIA

Ossa della caviglia

L’articolazione della caviglia appartiene al gruppo definito delle TROCLEE, dove una superficie articolare è a forma di gola concava che si inserisce nella faccia convessa dell’altra.

In effetti la troclea astragalica, una superficie cilindrica convessa è strettamente mantenuta nel mortaio bimalleolare,vale a dire la pinza tibia-perone di forma concava, complementare, posta superiormente all’astragalo.

Ossa della caviglia
Ossa della caviglia

Le ossa della caviglia coinvolte nell’articolazione della caviglia sono pertanto 3:

  • malleolo tibiale
  • malleolo peroneale
  • astragalo, faccia superiore, mediale e laterale

La tibia ed il perone costituiscono una “morsa” al di sotto della quale l’astragalo scivola anteriormente e posteriormente determinando i movimenti di flessione (circa 20°) ed estensione (circa 50°) della caviglia.

Legamenti della caviglia

L’apparato legamentoso dell’articolazione tibio-tarsica è costituito da 2 sistemi legamentosi principali:

Legamenti collaterali esterni

Costituiti da 3 fasci, due che si inseriscono sull’astragalo ed uno sul calcagno:

  • fascio anteriore
  •  fascio medio
  •  fascio posteriore
Legamenti della caviglia collaterali esterni
Legamenti della caviglia collaterali esterni

Legamento collaterale interno

Si divide in due piani:

  •  piano profondo
  •  piano superficiale

Esistono poi 2 sistemi accessori dati dai legamenti anteriori e posteriori. Sono dei semplici ispessimenti capsulari.

I legamenti collaterali della caviglia formano da ciascun lato dell’articolazione dei solidi ventagli fibrosi che, partendo dai malleoli tibiale e peroneale, si fissano sull’astragalo e sul calcagno.

legamenti della caviglia interni
legamenti della caviglia interni

I legamenti assicurano la stabilizzazione passiva dell’articolazione unitamente alla forza di gravità che trattiene l’astragalo sotto la superficie tibiale impedendone lo scivolamento in avanti o indietro.

La stabilità della caviglia è il complesso di delicati equilibri statico-dinamici, derivanti dalla sinergia di legamenti, capsule, muscoli, articolazioni, afferenze ed efferenze propriocettive.

I recettori presenti nelle capsule, legamenti e muscoli garantiscono le afferenze propriocettive al sistema nervoso centrale, indispensabili nel mantenere il corretto assetto in statica e in dinamica.

MOVIMENTI e MUSCOLI

In virtù della sua conformazione, l’articolazione tibio-tarsica ha un solo grado di libertà che permette di effettuare i movimenti di flessione ed estensione.

Unitamente alla sinergia delle articolazioni del piede e del ginocchio, si realizzano i movimenti di adduzione, abduzione, pronazione e supinazione del complesso caviglia-piede per orientare

la volta plantare in tutte le direzioni ed adattarla al terreno.

I centri neurologici di riferimento dei muscoli della caviglia risiedono in sede lombo-sacrale (L4-L5-S1).

Flessione dorsale o dorsiflessione

La flessione dell’articolazione tibio-tarsica è un movimento di circa 20° che avvicina il dorso del piede alla faccia anteriore della gamba.

La dorsiflessione è limitata dalla tensione del muscolo del polpaccio (m. tricipite surale), dal contatto osseo tra le superfici articolari di tibia ed astragalo anteriormente e dalla tensione della parte posteriore della capsula articolare e dei fasci posteriori dei legamenti collaterali.

I muscoli che, attivandosi sinergicamente, realizzano la flessione del piede sono:

  • muscolo tibiale anteriore
  • muscolo estensore comune delle dita
  • muscolo estensore proprio dell’alluce

Questi muscoli attraversano anteriormente il fulcro articolare ed esercitano un’azione trainante verso l’alto, in modo da mantenere la pianta in posizione orizzontale. A seconda delle esigenze dettate dalle caratteristiche del suolo, il piede conserva in dorsiflessione la possibilità di orientarsi in un senso o nell’altro.

CURIOSITA’ SUI MUSCOLI DELLA CAVIGLIA

I dorsiflessori si contraggono in attività quali tagliarsi le unghie dei piedi o allacciarsi le scarpe, così come quando ci si solleva dalla posizione seduta in stazione eretta per stabilizzare la tibia sulle ossa del tarso.

Nella deambulazione, la flessione dorsale della caviglia è alla base della fase di appoggio al suolo, quando cioè il tallone prende contatto con il terreno.

MOVIMENTI DELLA CAVIGLIA
MOVIMENTI DELLA CAVIGLIA

Quando si indossano le scarpe con i tacchi (dai 5 cm in su), la fisiologia del movimento si inverte dato che il tacco posiziona la caviglia in flessione plantare. In questo caso non sarà il tallone il primo a contattare il suolo bensì l’avampiede.

Le scarpe con il tacco, se usate quotidianamente, creano inoltre nel tempo una retrazione muscolare dei muscoli del polpaccio. E’ importante quindi utilizzarle con intelligenza…..

Estensione o flessione plantare

L’estensione della caviglia è un movimento di circa 50° che allontana il dorso del piede dalla faccia anteriore della gamba, posizionando il piede nel prolungamento della gamba.

L’estensione interviene al termine della fase di appoggio del piede al suolo nello schema del passo; rappresenta quella spinta propulsiva che innesca la fase oscillatoria della deambulazione.

In statica ha un controllo attivo sull’equilibrio posturale, opponendosi alla caduta anteriore del corpo.

Il muscolo che esegue il movimento di flessione si trova nella parte posteriore della gamba: il muscolo tricipite surale, costituito dall’insieme di muscolo Gastrocnemio e muscolo Soleo.

Il tibiale posteriore, il flessore lungo dell’alluce, il flessore lungo delle dita e i peronieri lungo e breve lavorano come accessori della flessione plantare.

Ballare sulle punte…….

muscoli della caviglia
muscoli della caviglia

Le ballerine devono avere una grande capacità di controllo della caviglia, così da garantire il costante controllo dell’aplomb dell’arto inferiore e di tutto il tronco durante l’esecuzione dei fondamentali tecnici.

Il lavoro sulle punte deve iniziare intorno agli undici-dodici anni, poiché verso quell’età l’ossatura del piede inizia a perdere la sua forma infantile prendendo una forma più adulta.

La preparazione tecnica che è necessaria per poter lavorare in punta comprende almeno due anni di danza (se si ha iniziato piuttosto tardi) e lo svolgimento di esercizi per rinforzare le caviglie e la muscolatura.

CAVIGLIE DEBOLI E DISTORSIONE CAVIGLIA

E’ definita caviglia debole o instabilità di caviglia quella condizione di cedimento articolare che si verifica frequentemente durante il movimento, come nel camminare, correre, fare le scale.

In generale si ha difficoltà nel sostenere il peso del corpo con predisposizione a traumi distorsivi, cadute o, nei casi più gravi, fratture ossee (si pensi alle similari conseguenze della frattura al polso e al suo persorso riabilitativo).

Le possibili cause di instabilità di caviglia possono essere:

  • fattori meccanici: azioni di impatto diretto sull’articolazione quali traumi distorsivi, microtraumi ripetuti, cadute che hanno causato una rottura parziale o totale dei legamenti (in genere i collaterali esterni).
  • fattori funzionali: disturbo del controllo neuromuscolare e propriocettivo. Il sistema recettoriale propriocettivo o cinestetico invia impulsi alle aree cerebrali deputate alla decodifica dei segnali relativi all’esecuzione del corretto movimento e del senso di posizione.
  • patologie: artrosi, artriti, osteoporosi, lassità legamentosa congenita, patologie reumatiche e autoimmuni. Sono condizioni patologiche del sistema osteomuscolare o a carattere autoimmune che possono creare un quadro sintomatologico di instabilità di caviglia (caviglia debole)

I sintomi tipici di tale condizione sono il dolore alla caviglia in qualsiasi situazione di carico e di movimento, il gonfiore della caviglia soprattutto nella faccia esterna della caviglia, disturbo della funzione.

Nel caso la sintomatologia si manifestasse ripetutamente, unitamente a frequenti episodi di distorsione della caviglia o microtraumi, è necessario effettuare degli esami strumentali di approfondimento diagnostico: RX in carico, ecografia, TC o RMN. Importante la valutazione medico specialistica.

teleconsulto medico
teleconsulto medico

COSA FARE IN CASO DI CAVIGLIE DEBOLI

Innanzitutto evitare situazioni di sovraccarico funzionale che espongono l’articolazione a microtraumi e sovraffaticamento, con conseguente aumento dell’instabilità funzionale e della sintomatologia dolorosa.

Il dolore alla caviglia ed il gonfiore che ne derivano possono essere gestiti con riposo, ghiaccio e creme antiedemigene e antiinfiammatorie.

Utile terapia fisica quale tens, tecarterapia.

Estremamente importante è la gestione a monte di tutto questo, vale a dire creare un sistema neuro-muscolo-scheletrico quando più forte possibile, in grado di rispondere prontamente alle esigenze di carico e di movimento.

esercizi per le caviglie
esercizi per le caviglie

A tal fine gli esercizi per le caviglie con tavole basculanti propriocettive risultano essere un efficace lavoro di rieducazione e rinforzo della caviglia.

In situazione di carico mono o bipodalico, la caviglia è chiamata ad allenarsi in condizioni di instabilità di appoggio con varie difficoltà. In tal modo si rinforzano i muscoli, il sistema propriocettivo, la coordinazione  e l’equilibrio.

Come ogni importante intervento, avevamo parlato dell‘intervento di protesi all’anca e della relativa procedura di riabilitazione, anche quello alla caviglia richiede un percorso riabilitativo fisioterapico specifico.

Sicuramente di aiuto in caso di instabilità di caviglia l’uso di idonee calzature nelle attività di vita quotidiana. Ancor più durante un’attività fisica, situazione che, in alcuni casi particolarmente delicati, potrebbe richiedere l’uso di supporti funzionali (tape, tutori, plantari funzionali…) opportunamente realizzati in base alle specifiche caratteristiche della situazione.

Bibliografia:

  • Fisiologia articolare, arto inferiore, Kapandji
  • Neurofisiologia del movimento, Marchetti&Pillastrini
  • Valutazione chinesiologica, Clarkson, Gilewich
  • I muscoli: funzioni e test, Kendall
  • Atlante di anatomia umana , Netter

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