Cos’è e come si cura la sciatalgia

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Cos'è e come si cura la sciatalgia
Cos'è e come si cura la sciatalgia

La sciatalgia, un problema tanto diffuso quanto doloroso

La sciatalgia, o sciatica, è una delle manifestazioni dolorose più frequenti, in grado di colpire chiunque, soprattutto dopo i 35 anni d’età. Ma come si cura la sciatalgia? Facile da riconoscere, è caratterizzata da un dolore acuto e persistente, che parte dalla zona lombosacrale e si irradia lungo la gamba, fino a raggiungere la pianta del piede. A causa dell’intensità del dolore e della sua estensione, una delle domande più frequenti che i pazienti fanno è: come si cura la sciatalgia e in che modo è possibile alleviarne i sintomi? È molto importante far luce sulle cause scatenanti del disturbo: questo può essere legato sia ad eventuali patologie a carico della colonna vertebrale (protrusioni o ernie), che ad altri fattori traumatici o patologici. Il nervo sciatico infiammato rende difficoltoso ogni genere di movimento, spesso compromettendo la riuscita delle normali attività quotidiane. Ma cos’è il nervo sciatico e perché tende ad infiammarsi? Il nervo sciatico parte dal midollo spinale e si estende lungo gli arti inferiori, quindi si suddivide in due fibre differenti: una di queste scende verso la pianta del piede, mentre l’altra raggiunge il dorso del piede. Hai dubbi se si tratta della sciatica, leggi come riconoscere i principali disturbi alla schiena.

Le principali cause della sciatica

A favorire l’infiammazione del nervo sciatico è la compressione del nervo stesso. Il risultato di tale compressione è un dolore acuto, accompagnato da evidenti difficoltà di deambulazione e da una forte alterazione della sensibilità nell’area compresa tra gamba e piede. La principale causa della sciatalgia riguarda la presenza di un’ernia del disco, la quale comprime la radice del nervo provocando l’infiammazione. Per lo stesso motivo, il deterioramento vertebrale fisiologico legato all’avanzare dell’età può provocare episodi di sciatica, anche in assenza di diagnosi di ernia discale. I dischi vertebrali, infatti, tendono a deteriorarsi facendo fuoriuscire parte del nucleo molle che in condizioni normali agisce da cuscinetto tra una vertebra e l’altra. Questo materiale polposo preme sul nervo sciatico il quale inizia a dolere. Possono rivelarsi decisive in tal senso anche talune abitudini errate, quali la vita sedentaria, condizioni di forte sovrappeso, l’abitudine ad assumere posture scorrette, microtraumi, attività sportive o lavorative pesanti, condizioni di forte stress psico-fisico. Esistono soggetti maggiormente a rischio a causa di alcuni fattori costituzionali, quali la spondilolistesi (lo scivolamento di una vertebra sull’altra), la stenosi congenita del canale vertebrale e la scoliosi. Anche la gravidanza può scatenare la sciatalgia, poiché l’utero tende a comprimere il nervo sciatico.

Sintomi e diagnosi della sciatalgia

Tra i sintomi comuni, oltre al tipico dolore, figurano altri segnali inequivocabili quali: sensazione di intorpidimento degli arti inferiori, formicolio alle dita dei piedi, bruciore o pizzicore localizzato, perdita di forza muscolare nelle gambe. In molti pazienti la sensazione dolorosa si manifesta in maniera più evidente dopo eventuali sforzi, movimenti repentini, starnuti o colpi di tosse. In genere, il dolore tende a interessare una sola metà del corpo (in tal caso la patologia viene chiamata sciatica monolaterale), tuttavia, non mancano casi in cui il disturbo coinvolge entrambi gli arti (sciatica bilaterale). In presenza di una compressione grave del nervo sciatico o di una lesione profonda, il disturbo può comportare alcune complicanze, tra cui zoppia, perdita di controllo degli sfinteri viscerale e anale e assenza di sensibilità negli arti inferiori. Ma come si cura la sciatica e, soprattutto, in che modo la si diagnostica? Le cause dell’infiammazione possono essere individuate mediante alcuni test medici, come la radiografia della colonna vertebrale (nel caso i sospetti ricadano sulla presenza di un’ernia del disco), la risonanza magnetica lombo-sacrale, la TAC, la neurografia e l’elettromiografia. Soltanto dopo un’attenta anamnesi del problema sarà possibile programmare un iter terapeutico ad hoc con un fisioterapista specializzato nel trattamento dei dolori alla schiena.

Come si cura la sciatalgia?

Innanzitutto, sarà bene rivolgersi ad un medico di base, il quale provvederà a circoscrivere la causa della sciatalgia. Il trattamento della sciatica dipende dalla gravità della sintomatologia e dal fattore scatenante. Se il disturbo è lieve e non è originato da cause che destano particolare preoccupazione, il medico con ogni probabilità riterrà inutile prescrivere medicinali o trattamenti, in quanto la guarigione nella maggior parte dei casi avviene spontaneamente. L’unica raccomandazione riguarda il riposo e, qualora necessario, la correzione della postura (la fisioterapia della sciatica può rivelarsi risolutiva). Se la sciatalgia è legata a cause più gravi e non migliora con il semplice riposo, allora il medico sarà tenuto ad adottare trattamenti farmacologici specifici piuttosto che cure fisioterapiche o, in casi estremi, un intervento chirurgico. Tra i farmaci somministrati troviamo antinfiammatori di tipo FANS (tra cui l’ibuprofene), miorilassanti, corticosteroidi a somministrazione endovenosa (molto potenti e consigliati soltanto nei casi più gravi), anticonvulsionanti o, in alternativa, antidepressivi triciclici. In genere consigliata per scopi diversi (casi di epilessia o depressione), quest’ultima classe di medicinali ha mostrato una buona efficacia anche sui dolori da neuropatie periferiche.

La fisioterapia della sciatica, un trattamento utile per evitare eventuali ricadute

Come si cura la sciatalgia con la fisioterapia? L’iter terapeutico include esercizi utili a recuperare la curvatura ideale della colonna vertebrale e prevenire eventuali episodi recidivanti. I programmi riabilitativi includono una gamma di movimenti capaci di aiutare il paziente a correggere la postura, oltre che a rinforzare i muscoli della schiena e ad aumentare la flessibilità del rachide e del tronco. Data la natura del disturbo e la complessità dei sintomi, è necessario farsi seguire da un fisioterapista: uno sforzo eccessivo, un movimento scorretto o un difetto posturale prolungato possono peggiorare le condizioni del paziente in maniera sensibile. Solitamente, il lavoro effettuato comprende alcuni esercizi di stretching. Questi tuttavia non possono essere considerati universali, poiché ogni manifestazione dolorosa è a sé stante. La pratica più comune riguarda l’estensione della gamba da seduti, con il secondo arto piegato verso l’interno e la pianta del piede poggiata sulla coscia opposta. Tenendo la schiena dritta, ci si allunga fino a toccare la punta del piede. Un altro movimento utile riguarda il sollevamento delle ginocchia fino al petto aiutandosi con le braccia. In tal modo è possibile ottenere una profonda distensione della regione lombare ed un momentaneo sollievo dai sintomi. Chi vuol capire come si cura la sciatica in maniera permanente dovrebbe prendere in seria considerazione la fisioterapia.

3 COMMENTS

  1. Buongiorno ho 1 ernia del disco e 2 alla cervicale sono un ora ultimamente da circa 3 mesi ho un forte dolore al collo o destra sono andata dal fisioterapista ma il dolore permane a presto andrò a fare 1 risonanza

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