Ernia inguinale, quando preoccuparsi? ecco i sintomi per uomo e donna

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ernia inguinale femminile e sintomi uomo
ernia inguinale femminile e sintomi uomo

D’origine congenita o acquisita, l’ernia inguinale è la più frequente tra le ernie addominali e colpisce all’incirca il 10% della popolazione, soprattutto maschile.

Nonostante la maggiore incidenza sull’uomo, anche le donne possono soffrire di questo disturbo che necessita del ricorso al chirurgo per essere risolto in modo definitivo.

Cos’è un’ernia inguinale?

Il canale inguinale è percorso da alcune strutture che devono raggiungere organi specifici che si trovano al di fuori dell’addome, come il peduncolo del testicolo nell’uomo (funicolo spermatico) o il legamento rotondo nella donna ovvero il cordone fibro-muscolare che contribuisce a mantenere l’utero in posizione.

Esistono alcune zone del canale inguinale che sono più deboli per costituzione ed è proprio qui che può nascere un’ernia.

Questa protusione si verifica quando una parte del tessuto adiposo o dell’intestino spingono attraverso una zona poco resistente del canale inguinale, situata nella parte superiore della coscia.

Questo disturbo può colpire solo il lato destro, il sinistro o anche entrambi, come nel caso dell’ernia bilaterale.

L’ernia è formata da 3 parti:

  • porta erniaria, il foro nel quale passano le viscere
  • sacco erniario, la membrana che avvolge le viscere
  • colletto, i margini della porta erniaria.

L’ernia inguinale nell’uomo: i sintomi

Gli uomini sono i soggetti più colpiti dall’ernia inguinale, soprattutto dai 50 anni in su.

Questa maggiore incidenza del disturbo sulla popolazione maschile è dettata dalla particolare conformazione anatomica che vede la presenza massiccia di nervi e vasi sanguigni nel canale inguinale.

Il parametro dell’età non deve trarre in inganno perché spesso si assiste alla comparsa dell’ernia inguinale del neonato, soprattutto tra i bambini nati prematuri.

L’ernia è spesso silente e all’inizio può passare inosservata in quanto tende ad aumentare soltanto con il trascorrere del tempo.

Questo è il motivo per cui è importante riconoscere in tempo i sintomi che accompagnano la sua comparsa per effettuare una diagnosi tempestiva.

Non è una patologia maligna ma può risultare invalidante.

Il primo sintomo che compare è una sensazione di peso e fastidio a carico dell’inguine, sensazione che con il passare del tempo può diventare un dolore vero e proprio, che spesso, quando si manifesta nella parte destra dell’addome, può essere confuso con un’appendicite.

A livello visivo, l’ernia appare come un rigonfiamento della pancia che nelle prime battute si riduce fino a scomparire quando ci si sdraia nel letto.

Allo stesso modo, sempre nelle fasi iniziali, è possibile ridurne il volume comprimendola con le mani. L’alvo subisce sostanziali modifiche e può fare la comparsa una stipsi molto fastidiosa.

Nella fase avanzata dell’ernia inguinale, i sintomi uomo si complicano, diventando molto dolorosa.

Lo scroto può ingrossarsi e il rigonfiamento persiste anche quando ci si sdraia. Le attività quotidiane diventano difficili, si sta in piedi poco o niente e il dolore diventa di tipo trafittivo, lasciando spesso il soggetto senza fiato.

Questa è la fase più insidiosa perché le viscere intrappolate nella zona debole dell’inguine possono andare incontro a una strozzatura e una conseguente necrosi.

Cause e cura

L’anatomia maschile, l’età, il sovrappeso o la scarsa attività fisica sono le cause più comuni che predispongono all’insorgenza dell’ernia inguinale.

A volte invece può essere la stitichezza, una tosse particolarmente persistente, la sedentarietà o uno sforzo fisico eccessivo a provocare la comparsa di questa protusione.

Secondo uno studio condotto dall’autorevole rivista scientifica Nature, una delle cause potrebbe essere rintracciabile nella familiarità genetica con parenti di primo grado.

Dall’ernia non si guarisce spontaneamente e non può essere curata da nessun farmaco.

All’inizio lo specialista può limitarsi a osservare la crescita della protusione nel tempo, programmando un intervento chirurgico nel momento in cui le dimensioni dell’ernia oltrepassano la soglia limite e rendono invalidante la vita del soggetto.

Nell’attesa, il medico può prescrivere l’uso di mutande elastiche o del cinto per l’ernia inguinale che, pur aiutando a sopportare i sintomi, non sono rimedi risolutivi.

L’intervento, solitamente effettuato in laparoscopia, si svolge in day surgery e dura da un minimo di 30 minuti a un massimo di un’ora e si svolge tramite anestesia generale o locale.

La convalescenza per l’ernia inguinale dura pochi giorni anche se sono vietati sforzi eccessivi e attività intense per il primo periodo per scongiurare la comparsa di recidive.

L’ernia inguinale nella donna

L’ernia inguinale nella donna è difficile da diagnosticare perché non palpabile e occulta.

I sintomi nelle donne sono diversi rispetto a quelli sperimentati dagli uomini. La presenza di un dolore pelvico ricorrente e così fastidioso da turbare il benessere della vita quotidiana, fa presupporre altre patologie, soprattutto a carico dell’apparato genitale.

La sensazione dolorosa diventa cronica e profonda, si manifesta in modo acuto e lancinante e sono proprio questi i sintomi che fanno presupporre la presenza di cisti, fibromi o di una patologia come l’endometriosi.

L’ernia inguinale femminile è insidiosa perché non solo è difficile emettere una diagnosi tempestiva ma soprattutto perché colpisce una zona delicata, legata alla sfera riproduttiva.

Le cause sono imputabili alla gravidanza, a una malattia respiratoria cronica che provoca tosse persistente oppure dettate dalla familiarità con questo disturbo.

Una ricerca condotta da un team di medici del Vivantes Hospital di Berlino e citata nella rivista Frontiers in Surgery, ha dimostrato come l’ernia inguinale femminile colpisce per la maggior parte donne molto attive con un indice di massa corporea basso.

Negli ultimi anni i ricercatori hanno anche dimostrato come un tipo di ernia inguinale dell’uomo, chiamata “Sportsman Hernia” non colpisce soltanto gli atleti ma anche chi, come le donne, conduce una vita frenetica e molto attiva.

Quindi, quella che un tempo era chiamata comunemente pubalgia (indicando così un dolore vago a livello del pube), oggi spesso viene identificata come ernia inguinale.

Nelle donne questo disturbo consiste per la maggior parte in una compressione dei nervi e dei muscoli del canale inguinale.

Questa compressione sarebbe la principale responsabile del dolore che diventa sempre più invalidante, anche dal punto di vista mentale.

L’impossibilità di prendere in braccio il proprio bambino a causa del dolore, l’impossibilità di ridere, di fare sforzi o anche una semplice passeggiata nella donna può provocare un crescente disagio a livello mentale, proprio perché, nonostante le visite accurate e ripetute nel tempo, sembra che il problema sia senza soluzione.

La cura dell’ernia inguinale femminile

L’ernia inguinale femminile può essere alleviata tramite una serie di sedute dal fisioterapista finalizzate a migliorare la gestione del dolore e a imparare ad alleviare gli spasmi muscolari che accompagnano questa patologia.

Se questi trattamenti conservativi non ottengono nessun miglioramento, è consigliabile effettuare un intervento di chirurgia laparoscopica che ripara l’area indebolita dell’addome e permette alla donna di guarire abbastanza rapidamente, recuperando così un’ottima qualità di vita.

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