I dolori alla schiena: quali sono e come riconoscerli

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I dolori alla schiena e la loro origine

Il mal di schiena è uno dei fastidi più diffusi. Nella maggior parte dei casi, si manifesta come un dolore episodico della durata di pochi giorni, che finisce per risolversi spontaneamente, oppure grazie a un iter terapeutico breve e di modesta entità. I dolori alla schiena possono insistere in qualsiasi parte della regione dorsale e irradiarsi fino alla testa e ai glutei. Chi ne soffre in genere non accusa fastidi ben localizzati e definiti, fatta eccezione nel caso di fratture alle vertebre. Scopriamo I dolori alla schiena: quali sono e come riconoscerli.  Il mal di schiena può essere acuto o recidivante. La quasi totalità degli episodi acuti che coinvolgono la regione dorsale è originata da traumi, sforzi intensi, colpi di freddo e posture sbagliate, in grado di provocare stiramenti, rigidità e tensioni muscolari. Il mal di schiena acuto insorge in maniera brusca: il dolore è improvviso e lancinante e può causare una totale impotenza funzionale. Il fastidio da postura errata si manifesta dopo aver tenuto una posizione obbligata per molte ore (alla scrivania, alla guida, etc.). Può essere originato da tensioni muscolari eccessive, alimentate da un forte stress meccanico, dal sovrappeso o da un tono muscolare scadente. Quando il mal di schiena diventa una condizione recidivante e tende ad irradiarsi lungo le gambe (sciatalgia) può dipendere da una eccessiva compressione nervosa, causata da un’ernia del disco o altre patologie.

I dolori dorsali

I dolori dorsali compaiono nel tratto centrale della schiena e tra le scapole. Tale manifestazione è meno frequente rispetto a lombalgie e cervicalgie, eppure può essere altrettanto invalidante. I dolori possono accentuarsi adottando determinate posizioni; al contrario, diminuiscono con il riposo. In genere, questo sintomo è legato a posture scorrette, lesioni discali o alterazioni a carico delle articolazioni intervertebrali. Qualora i dolori dorsali dovessero cronicizzarsi, allora potrebbero dipendere dall’adozione abituale di posture errate, scoliosi, osteoporosi o artrosi della colonna vertebrale. Sovrappeso, scarso tono muscolare e alcune patologie legate agli organi interni (contrattura del diaframma o disturbi come la gastrite) possono peggiorare la situazione. La dorsalgia si manifesta attraverso un forte dolore localizzato nel tratto dorsale e più precisamente tra la vertebra 1 e la vertebra 12. Da lì può estendersi fin lungo le coste e al torace. Il dorso tende ad irrigidirsi e i muscoli prossimi alla colonna vertebrale risultano dolenti e contratti. Per alleviare il dolore può essere utile ricorrere a sedute di fisioterapia o ultrasuoni. Sarà opportuno anche correggere eventuali posture scorrette, magari prendendo parte a sedute di chinesiterapia posturale o indossando un busto correttivo.

I dolori cervicali

Il disturbo in questione coinvolge la parte posteriore del collo, la nuca, la testa e le spalle. La cervicalgia è uno dei disturbi muscolo-scheletrici più diffusi. A soffrirne sono soprattutto gli adulti oltre i 45 anni, con particolare riferimento a chi svolge uno stile di vita sedentario e a coloro che assumono abitualmente posture scorrette. Anche lo stress può causare questo disturbo. Tra i sintomi della cervicalgia possiamo riconoscere rigidità del collo e delle spalle, mal di testa e giramenti, vertigini, fastidi alla vista e all’udito, formicolio agli arti e torcicollo. La cervicalgia può risolversi spontaneamente, ma può anche cronicizzarsi, peggiorando drasticamente la qualità della vita di che ne soffre. Una delle cause più frequenti dei dolori cervicali è l’artrosi, ovvero la lenta e progressiva erosione della cartilagine che occupa gli spazi articolari. Col progredire dell’artrosi e del deterioramento della cartilagine, le ossa cominciano a sfregare tra loro, causando dolori, rigidità e limitazioni importanti della mobilità. La cervicalgia legata all’artrosi è particolarmente frequente dopo i 55 anni. Il freddo, l’umidità e il movimento possono peggiorarne i sintomi.

I dolori lombari

Nei paesi industrializzati circa l’80% della popolazione soffre o ha sofferto almeno una volta di dolori lombari. La lombalgia è una sindrome dolorosa che coinvolge la parte inferiore della schiena e si irradia nei segmenti lombare e sacrale della colonna vertebrale, a volte interessando anche i glutei e gli arti inferiori. Può manifestarsi in forma acuta, spesso risolvibile in breve tempo e senza particolari interventi. La lombalgia cronica, invece, può sfociare in lombo-sciatalgia: in tal caso il dolore si irradia verso gli arti inferiori, peggiorando la deambulazione. Gli sforzi eccessivi, la sedentarietà, le posture scorrette e alcune patologie quali l’ernia del disco e la spondilolistesi possono causare o peggiorare le manifestazioni dolorose. La mancanza di tono muscolare e condizioni di forte sovrappeso possono aggravare la situazione, così come influiscono eventuali alterazioni della spina dorsale, quali la lordosi e la scoliosi. A seconda della diagnosi, le terapie possibili riguardano: antidolorifici e antinfiammatori, farmaci miorilassanti e cortisonici, massoterapia, manipolazioni e ginnastica posturale insieme a professionisti come quelli che operano per EpiCura, tecar, laser e tens terapia e, nel peggiore dei casi, intervento chirurgico.

Come prevenire i dolori alla schiena

Il mal di schiena è un disturbo dai costi sociali ed economici estremamente elevati. Per prevenire i dolori alla schiena, siano essi dorsali, lombari o cervicali, è molto importante un’accorta prevenzione. Per combattere e prevenire questo disturbo è necessario correggere alcune abitudini sbagliate. La prevenzione secondaria, invece, si fonda su interventi rieducativi che coinvolgono figure come medici e terapisti della riabilitazione. In questo modo si tenta da un lato di ristabilire le condizioni precedenti al trauma e dall’altro di allontanare il rischio di eventuali recidive. Per prevenire il mal di schiena è necessario curare la qualità del riposo notturno tramite una scelta accorta del materasso e della rete, che dovranno essere abbastanza rigidi, oltre che di qualità. Evitare condizioni di forte sovrappeso è un altro dovere cui non sottrarsi, così come imparare le giuste tecniche di sollevamento, pratica fondamentale per prevenire lesioni, strappi e problemi ancora più gravi, come l’ernia del disco. L’attività fisica è un vero e proprio toccasana per la schiena. L’obiettivo principale di qualsiasi programma riabilitativo è rendere la muscolatura spinale, addominale e lombare più tonica ed elastica. Nel 90% dei casi, il mal di schiena regredisce spontaneamente entro trenta giorni dalla sua comparsa. Tuttavia, se non si procede all’eliminazione delle cause e dei fattori predisponenti, il dolore si ripresenterà nel giro di pochi mesi.

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