I trattamenti del mal di schiena dopo un evento traumatico

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I trattamenti del mal di schiena dopo un evento traumatico
I trattamenti del mal di schiena dopo un evento traumatico

Il mal di schiena, un problema “sociale” che colpisce gran parte della popolazione

Con questo articolo cerchiamo di capire quali traumi possono avvenire alla schiena ed i conseguenti trattamenti del mal di schiena dopo un evento traumatico. La colonna vertebrale, o rachide, è una struttura ossea dinamica formata dalle vertebre (cervicali, toraciche, lombari e sacrali) e da tessuti molli. Questi ultimi sono costituiti da legamenti, fasci muscolari e nervi. Il compito più importante della colonna vertebrale è sostenere il corpo impedendo che sia vittima degli effetti della gravità. Il rachide e le strutture ossee che lo compongono, inoltre, proteggono il midollo spinale, dal quale si snodano le radici nervose che irradiano tutte le strutture del corpo, mettendo in comunicazione il sistema nervoso centrale con le zone periferiche. Essendo costantemente soggetto ad elevate forze di compressione e rotazione, il rachide è tra i distretti che risentono maggiormente della sintomatologia dolorosa, generalmente causata da traumi, lesioni, posture sbagliate, etc. Si stima che almeno l’80/90% della popolazione mondiale abbia sperimentato almeno una volta nel corso della propria vita dolori alla schiena, che si tratti di cervicalgia, lombalgia o dorsalgia. A causa della complessità di questo distretto e della sua conformazione, la colonna vertebrale è frequentemente minata da sovraccarichi ed infortuni, in grado di causare dolori di vario tipo. Per fortuna esistono tutta una serie di programmi riabilitativi specifici e trattamenti del mal di schiena.

Il recupero post infortunio

I giochi di forza che intervengono durante la flessione e la rotazione della schiena possono provocare grosse tensioni, in grado di gravare in maniera più o meno importante sulle strutture anatomiche che costituiscono la colonna vertebrale. Pertanto, movimenti errati o il sollevamento di pesi importanti possono causare infortuni anche di una certa entità. L’impatto con forze esterne ad alta velocità, magari derivanti da contatti fisici rimediati durante l’attività sportiva, oppure i traumi derivanti da cadute e incidenti stradali hanno un’elevata probabilità di arrecare danni al rachide. Tra i disturbi più importanti provocati da eventi traumatici di questo tipo figurano le ernie discali, le fratture vertebrali, la spondilolisi, la spondilolistesi, la lombalgia, la dorsalgia, la frattura dell’osso sacro o del coccige. È molto importante sottoporsi a visite specialistiche e ad esami strumentali in grado di consegnare una panoramica dettagliata del trauma al personale qualificato che si occuperà dell’impostazione di un trattamento riabilitativo adeguato. Ad ogni infortunio e a ciascuna fascia d’età corrispondono trattamenti di riabilitazione della schiena differenti, i quali devono tener conto anche delle esigenze e delle caratteristiche psico-fisiche del paziente.

Il recupero post intervento chirurgico

La chirurgia della spina dorsale annovera una serie di interventi di tipo ortopedico e neurochirurgico. Questi vengono eseguiti in relazione alla patologia presente e all’entità del danno riportato dal paziente. Gli interventi più comuni riguardano la correzione posturale, la correzione dell’instabilità vertebrale (casi di spondilolistesi gravi), la rimozione di ernie del disco, l’osteosintesi di fratture vertebrali ed alcuni interventi mini-invasivi. La riabilitazione post chirurgica può rivelarsi un processo particolarmente lungo ed impegnativo, soprattutto nel caso di interventi di chirurgia posturale o di stabilizzazione, i quali richiedono una profonda attenzione durante i mesi successivi all’operazione. Per questo motivo, è molto importante richiedere l’intervento di un fisioterapista per la riabilitazione della schiena, il quale sarà in grado di stilare un programma terapeutico ad hoc e prescrivere esercizi tesi al recupero delle corrette funzionalità osteo-articolari e muscolari. Come detto, la fisioterapia per la riabilitazione della schiena in seguito ad un intervento chirurgico può essere un processo molto lungo, che vale la pena affidare alle capacità e alle conoscenze di un professionista serio e preparato come quelli che operano per conto di EpiCura.

I principali trattamenti per la riabilitazione della schiena

Gli obiettivi di un trattamento di fisioterapia per la riabilitazione della schiena riguardano la riduzione del dolore, il recupero dell’articolarità, il riequilibrio muscolare e il ripristino del benessere del paziente e della possibilità di eseguire le normali attività quotidiane. Il trattamento si compone di varie fasi, che annoverano la valutazione del caso clinico, la scelta del percorso riabilitativo più efficace, il lavoro con il fisioterapista e il recupero funzionale. Alla fisioterapia passiva, che fa ricorso principalmente a massaggi e manipolazioni, fa da contraltare un approccio attivo, che predilige il movimento. E proprio i meccanismi che stanno alla base del movimento consentono una corretta stimolazione del sistema muscolare e nervoso, con l’obiettivo di una graduale ripresa della forza e dell’elasticità muscolare e articolare. Ogni parte del corpo è progettata per lavorare in armonia, ma quando sopraggiunge un evento traumatico in grado di alterare tale equilibrio, allora si producono dolori e blocchi forieri di malesseri fisici e psichici. L’intervento di un fisioterapista per la riabilitazione della schiena è indispensabile per capire quali possano essere gli obiettivi realizzabili, da valutarsi in relazione all’entità del trauma, all’età del paziente e alle sue condizioni generali. Tra i trattamenti del mal di schiena più indicati figurano la fisioterapia, la fisiokinesiterapia, l’osteopatia e l’idrokinesiterapia.

Trattamenti del mal di schiena a domicilio

La conseguenza diretta di un trattamento che mira a rinforzare la muscolatura della schiena è ovviamente la fatica. Proprio in relazione a quest’aspetto diventa importante individuare la giusta cadenza delle sedute fisioterapiche, anche in caso di tele-riabilitazione. Per farlo sarà opportuno valutare l’età del paziente e la confidenza che ha con altre attività sportive. In genere, l’ideale è affrontare due o tre sedute a settimana. Tuttavia, se il paziente è giovane e necessita di recuperare un determinato gesto atletico, è possibile programmare anche sedute quotidiane. Ad ogni appuntamento andranno associate manipolazioni decontratturanti ed esercizi di stretching, attività in grado di accorciare i tempi di ripresa. Purtroppo, non sempre è facile programmare un iter riabilitativo. Ciascun paziente, infatti, oltre al trauma porta con sé esperienze e sensazioni che possono influire sul dolore e sull’atteggiamento verso la riabilitazione stessa. Un paziente svogliato o al quale pesa dover raggiungere la clinica otterrà benefici minori rispetto a chi affronta l’iter con voglia e cognizione di causa. Uno dei compiti più importanti del fisioterapista è invogliare il paziente indolente affinché possa trarre vantaggio dalle cure. A ciò si affianca la possibilità offerta da EpiCura di svolgere il programma fisioterapico a domicilio, in modo che un luogo amichevole e confortevole come la propria abitazione possa influire positivamente sull’impegno profuso dal paziente.

I trattamenti del mal di schiena dopo un evento traumatico
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