Reflusso gastro-esofageo: l’importanza della postura per stare meglio

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guarire dal reflusso con la postura
curarsi dal reflusso con la postura Foto di Елизавета Кардасева da Pixabay

Qual’è la relazione fra postura e reflusso gastroesofageo?

In questo intervento la fisioterapista di Epicura, Annalisa Grasso, analizza come il diaframma abbia un ruolo fondamentale nel reflusso e come quindi sia importante adottare una corretta postura indicata dal fisioterapista.

Il ruolo del Diaframma nel reflusso gastro-esofageo ed ernia natale

Il diaframma gioca un ruolo fondamentale sulle problematiche legate al reflusso gastroesofageo ed ernia iatale.

In virtù della sua anatomia e dei suoi rapporti strutturali, è coinvolto sia in dinamiche posturali che di funzionalità viscerale.

Il diaframma è un muscolo a forma di cupola che separa la cavità toracica da quella addominale. 

Le sue inserzioni scheletriche sono a livello lombare L1-L3, sul processo xifoideo dello sterno e a livello costale nel margine interno dalla 6° alla 12° costa. 

All’interno della sua cupola ci sono 3 fori per il passaggio di vasi sanguigni, organi, radici nervose:

  • iato cavale: vena cava e branche terminali del nervo frenico 
  • iato esofageo: esofago, nervo vago, arteria e vena gastrica di sinistra
  • iato aortico: aorta, dotto toracico, vena azigos

Durante l’inspirazione la cupola diaframmatica si abbassa e la gabbia toracica si espande, creando una pressione polmonare negativa che permette l’ingresso dell’aria.

L’attivazione muscolare necessaria all’inspirazione mette in gioco oltre al diaframma anche i muscoli accessori della respirazione quali: m. scaleni, m. sternocleidomastoideo, m.intercostali esterni,  m.grande e piccolo pettorale, m. dentato anteriore..

Durante l’inspirazione la colonna vertebrale, per effetto della spinta del centro frenico (il tendine centrale del diaframma) si estende e si verticalizza.

L’inspirazione è un movimento attivo.

L’espirazione è data dal ritorno elastico del tessuto polmonare, dal ritorno del diaframma nella sua posizione iniziale, dal movimento di ritorno del torace, che per gravità porta la gabbia toracica verso il basso.

La colonna nella espirazione ritrova le sue curve fisiologiche.

L’espirazione è definita per questo non volontaria.

Lo diventa nel momento in cui si attua una respirazione profonda che attiva i muscoli addominali.

L’espirazione è molto importante perché libera le tensioni del diaframma, svincola il m.ileopsoas ed il m.quadrato dei lombi.

Annalisa Grasso

Il reflusso e l’importanza del peso corporeo

Anomale pressioni addominali interferiscono sul funzionamento dello stomaco.

Il viscere in questione, infatti, se non è libero di muoversi correttamente nel suo spazio, non sarà in grado di svolgere le sue funzioni regolarmente.

Il sovrappeso, creando tensione addominale e iperpressione,  interferisce con un rallentamento motorio delle fibre muscolari dello stomaco.

Di conseguenza, lo svuotamento gastrico rallenta con ristagno di cibo e fermentazione.

La fermentazione del cibo, a sua volta, induce aria nello stomaco (bolla d’aria) e spingendo verso l’alto, solleva il diaframma con spinta fino alla punta del cuore e sintomi quali tachicardia ed extrasistole.

Guarire dal Reflusso: Atteggiamenti posturali 

Gli atteggiamenti posturali in caso di sintomi di ernia iatale e reflusso gastroesofageo possono essere di diverso tipo.

In ognuno di questi gioca un ruolo primario il “tendine centrale del diaframma”, ossia quell’insieme di parti anatomiche che, disposte in serie, formano un unicum dal diaframma alla testa ed assumono il ruolo di “tendine sospensore”.    

  

Ci si riferisce al diaframma, al pericardio, allo sterno, legamenti sterno-pericardici superiore ed inferiore, alle vertebre dorsali, ai legamenti vertebro-pericardici, alle coste e vertebre cervicali, alla nuca  e m.sternocleidomasotideo e scaleni.

La rigidità del muscolo diaframma, del suo tendine centrale e dei muscoli inspiratori accessori, compare sempre con evidenza in ogni stato di sofferenza esofago-gastrica. 

Fare degli esercizi specifici mirati al ripristino e mantenimento dell’elasticità di tali muscoli, risulta fondamentale per gestire al meglio tali disturbi.

Una tale rigidità si può organizzare nel corpo realizzando differenti tipi di atteggiamenti posturali:

  • ipercifosi dorsale con intrappolamento dell’esofago. Durante l’inspirazione, il diaframma spinge in basso creando una trazione sullo stomaco verso l’alto favorente l’erniazione 
  • rettilineizzazione della colonna con petto in fuori. L’atteggiamento petto in fuori è mantenuto da un costante atteggiamento inspiratorio del diaframma. Con la forte rigidità delle sue fibre posteriori crea una iperpressione sullo stomaco 

  •   iperlordosi lombare. Poiché il diaframma si inserisce sulle vertebre lombari, una iperlordosi  lombare crea una tensione importante delle fibre posteriori del diaframma con alterazioni conseguenti della meccanica esofago-gastrica
  • torace rigido

Un torace rigido determina delle tensioni anomale sulla colonna dorsale, sul diaframma e di conseguenza sull’addome.

L’addome ed il torace, infatti, si trovano costantemente in un equilibrio dinamico di pressioni interne reciproche ed il diaframma è l’elemento comunicante tra le due cavità attraverso i suoi movimenti di contrazione e rilassamento. 

Una situazione di questo tipo determina oltretutto una forte trazione sul cardias con alterazione della sua contrattilità e di funzione barriera antireflusso.

Annalisa Grasso

Trattamento fisioterapico della postura

Gli obbiettivi del trattamento fisioterapico saranno:

Gli obbiettivi del trattamento fisioterapico saranno:

Gestione del respiro  

Rieducare la respirazione vuol dire: 

a) migliorare l’elasticità del diaframma, dei muscoli accessori e della gabbia toracica

b) ripristinare un miglior equilibrio pressorio tra torace ed addome

c) migliorare il drenaggio dei fluidi sanguigno e linfatico

Rieducazione posturale delle curve rachidee e delle tensioni muscolari

Stimolare le curve rachidee verso un miglior allineamento ed una maggiore flessibilità.

Eliminare le tensioni muscolari che creano un corpo rigido permette ai visceri di funzionare regolarmente.

Il m.diaframma è anche un muscolo posturale ed il suo accorciamento, tipico nel reflusso gastroesofageo ed ernia iatale, determina dei cambiamenti posturali che necessitano essere riequilibrati

Riequilibrio del sistema nervoso autonomo. 

L’esofago è innervato dal sistema nervoso autonomo attraverso il n. vago e laringei ricorrenti per quanto riguarda il parasimpatico.

L’innervazione ortosimpatica è data invece dai gangli cervicali e toracici del ganglio celiaco (plesso solare).

Compito del trattamento fisioterapico è di riequilibrare questi sistemi di controllo neurologico.

Manovre di svincolo gastrico.

Si tratta di terapia manuale viscerale con azione di svincolo gastrico e liberazione della giunzione gastroesofagea.

Fondamentale per le persone affette da tali disturbi essere seguite da mani esperte, per un progetto di recupero funzionale nel tempo ed idonee norme di comportamento quotidiane.

Solo un approccio integrato che agisce sulla struttura, sulla biochimica, sulla psiche, sullo stile di vita può determinare un effettivo cambiamento dello stato di salute. 

Annalisa Grasso

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