Alzheimer primissimi sintomi – Storia di una giornata

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Alzheimer Primissimi sintomi
Alzheimer Primissimi sintomi

Hai appena scoperto che una persona molto importante per te potrebbe avere l’ Alzheimer, scorgi che potrebbe essere alzheimer primissimi sintomi.

Non sai cosa aspettarti, non sai quali accorgimenti prendere, non sai come occupartene.

Alzheimer Primi Sintomi

In questo articolo capirai come saranno le giornate del tuo caro dal secondo stadio della malattia e come, attraverso la consapevolezza, potrai migliorare la qualità della tua vita e di quella della persona di cui ti prenderai cura.

Alzheimer Primi Sintomi : Mattino.

Il risveglio può essere complicato. Il malato di Alzheimer, quando apre gli occhi nel buio della sua stanza, ha paura: pensa di essere bendato, non ricorda il posto in cui si trova, non capisce perché sia buio. Il primo istinto da cui il degente viene colto è quello della fuga ed ogni spiraglio di luce diventa una possibile via di salvezza nella sua mente offuscata, per questo è consigliabile che ci siano luci notturne lievi per non disturbarne il sonno ma sempre accese nelle ore buie per conciliare la tranquillità del degente in caso di risveglio.

Il lavaggio è spesso causa di rabbia e frustrazione nel malato, che avrà comunque il desiderio di occuparsi di sé in autonomia. Aiutare l’anziano in maniera discreta e delicata gli darà la percezione di riuscire  a prendersi cura di sé da solo. Un indumento bagnato può essere sostituito mentre uno sfogo di rabbia incontrollato non sarà facilmente arginabile. 

Il lavandino è bianco? 

È una domanda lecita perché il malato di Alzheimer non riconosce questo colore e non percepirà i contorni del lavandino e degli altri sanitari. Organizzare la casa per l’anziano: Adesivi per le superfici, vernici per le ceramiche ed accessori da bagno dalle tinte tenui e ben distinguibili, aiuteranno la persona ad orientarsi con più autonomia all’interno delle mura domestiche. 

Gli utensili sono pericolosi?

Il degente non ricorda a cosa serva lo spazzolino da denti. Potrebbe servire per spazzolare le sopracciglia piuttosto che per lavare il viso o i piedi. La spazzola per capelli, nella fantasia del malato, potrebbe servire da grattaschiena. Non lasciare che il tuo caro si occupi da solo dell’utilizzo di questi oggetti: la malattia, cancellando progressivamente la consapevolezza, lo rende come un bambino che prende in mano quegli oggetti per la prima volta.

Ti piacerebbe se qualcuno ti vestisse?

Non rinunceresti mai a questa indipendenza. Lascia che la persona di cui ti stai prendendo cura si vesta in autonomia dopo aver sistemato gli abiti in ordine di vestizione dal primo all’ultimo sul suo letto. Intervieni ad aiutare solo in caso di necessità e con naturalezza, scherza e sorridi molto per non generare sentimenti di diffidenza nell’altro.

Il malato, nell’ Alzheimer primi sintomi, non ti riconosce sempre. Ricordargli che tu sei la figlia o il marito o la sorella non lo aiuterà ma lo confonderà. “Io non ho mai avuto figli”, “io non mi sono sposata con te”, “io sono figlia unica” sono frasi dolorose per te ma immagina quanto debba essere doloroso non riconoscere chi hai davanti né ricordarti perché quella persona si stia prendendo cura di te. Ricorda che dentro quello sconosciuto che ti parla con frasi sconnesse e non ti riconosce c’è la persona che hai amato e che ti ha amato. Sii gentile quando ti rivolgi al malato e se non ti riconosce e diventa minaccioso non spiegargli il vostro rapporto familiare ma presentati con un sorriso. Non forzare un riconoscimento,  il ricordo mancante genererebbe nel degente un sentimento di ansia e frustrazione e ti vedrebbe come un impostore. Accetta la figura che il malato assocerà a te. 

L’Alzheimer cancella il ricordo ma anche le capacità. Ci si dimentica di masticare il cibo e lo si deglutisce intero, ci si dimentica di averlo in bocca ed questo ristagna fra i denti.  La disfagia è diagnosticata nella maggior parte dei casi durante la fase terminale della malattia di Alzheimer. Mangiare con la persona accudita sarà d’aiuto ad entrambi per recuperare i sentimenti positivi nella convivialità. Cosa servire? Minestre dense (fredde o tiepide poiché il cibo caldo è rischioso), purea, frullati di ogni tipo, yogurt e budini.

I piatti bianchi sono difficili da riconoscere, inconsistenti agli occhi del tuo caro a causa della malattia: il colore aiuterà l’orientamento della forchetta all’interno della stoviglia e del bicchiere nel suo tragitto verso la bocca, anche se è consigliabile non mettere sul tavolo l’acqua ed offrirla solo dopo il pranzo al malato.

Nei casi più gravi di disfagia e soprattutto durante la fase terminale della malattia è opportuno servire i liquidi con dell’addensante in modo che siano gelatinosi e si riduca il rischio di soffocamento.

Alzheimer Primissimi Sintomi : Pomeriggio.

Il riposo è importante ma il malato non và relegato a letto:  spesso la frustrazione per la perdita dei ricordi e la confusione generata dalla patologia degenera in una leggera depressione, che spesso viene diagnosticata clinicamente. È bene, dopo la siesta, coinvolgere il degente in attività ludiche poco faticose ed affidargli piccoli e semplici incarichi per non isolarlo.  Brevi passeggiate all’aria aperta nelle ore di luce favoriranno il buonumore e la calma del tuo caro.

Le ore pomeridiane scorrono veloci sino al tramonto. In queste ore il malato, quando si aggrava, prepara i bagagli per partire, nasconde gli oggetti di valore perché non possano essergli sottratti, sputa le medicine di nascosto, fruga nei mobili in maniera concitata e viene preso da una grande ansia, rischiando di ferirsi durante gli spostamenti domestici perché troppo agitato. Distribuisci gli oggetti in maniera ordinata e lascia dello spazio fra tutti, in modo che la persona di cui ti stai prendendo cura possa distinguerli bene e non si agiti troppo. Arginare i sentimenti negativi attraverso l’affidamento di bambole alla persona affetta da Alzheimer ridurrà l’aggressività fisica e verbale tipica della patologia. La relazione tra i cambiamenti organici del cervello che caratterizzano la demenza e l’ambiente psicosociale è molto importante. 

Mai sentito parlare della “sindrome da tramonto”? 

Colpisce l’80% delle persone affette da Alzheimer che, con lo scorrere delle ore,  subiscono alterazioni nell’umore e diventano più aggressive. Ridurre gli stimoli e le richieste in modo da creare un ambiente più rilassante, anche con aiuto di un massaggio decontratturante, e confortevole, ascoltare musica classica con il degente ed aumentare l’illuminazione può essere un modo per ridurre gli effetti negativi della sindrome da tramonto.

Alzheimer Primissimi Sintomi : Sera.

Il malato di Alzheimer, quando si guarda allo specchio, non si riconosce. Uno sconosciuto lo osserva dall’altra parte della superficie e questa idea, insinuatasi nella sua mente, crea visioni e sintomi paranoici. 

Le pareti bianche così inconsistenti ed il mobilio fitto generano nella persona una sensazione di imprigionamento e nelle ore serali il degente potrà tentare la fuga. 

Indossare il pigiama può diventare un problema perché la persona può rifiutare di metterlo, avendo il desiderio di uscire nelle ore serali. Vestire l’anziano in prima persona potrebbe diventare necessario e la violenza fisica difficilmente potrà essere evitata perché il malato potrà percepire una situazione di pericolo dovuta dall’obbligo di vestirsi e formulare richieste con gentilezza anziché ordini favorirà il processo di messa a letto del degente, che è bene sorvegliare anche di notte per evitare che si metta in pericolo, ad esempio confondendo la finestra con la porta del bagno. 

Prendersi cura di un malato di Alzheimer è non solo faticoso ma anche frustrante ed esaurente se l’impegno comporta un totale annullamento delle proprie necessità. Affidarti al supporto di un assistente familiare selezionato che ti consenta di non rinunciare a vivere sarà fondamentale per te e ti permetterà di affrontare con positività i momenti trascorsi insieme al tuo caro e trasformare il tempo in tempo di qualità.

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