Frattura femore anziano, un vademecum per le cure a casa

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frattura femore anziano
frattura femore anziano

La frattura del femore nell’anziano è uno dei momenti più difficili per l’assistenza a domicilio.

In questi casi sarà necessario concepire correttamente la sua assistenza a casa e le pratiche di cura.

La frattura del femore nell’anziano: localizzazione e tipologie

Il femore è l’osso più resistente, voluminoso e lungo dello scheletro.

È situato nella coscia, sorregge tutto il peso del corpo e congiunge l’anca al ginocchio.

Nel punto in cui si articola con l’osso dell’anca, sono situate l’articolazione coxo-femorale e la cosiddetta testa del femore.

Ed è proprio questo il tratto maggiormente a rischio in caso di cadute, spesso vittima di infortuni anche piuttosto gravi.

I pazienti più funestati dalle fratture al femore sono gli anziani oltre i 70 anni.

I motivi di questo aumento del rischio in età avanzata sono legati soprattutto alla riduzione del tessuto osseo e alla variazione della sua densità (spesso aggravata da una patologia come l’osteoporosi), fattori che possono predisporre alla frattura anche in occasione di traumi lievi.

I classici sintomi di una frattura includono dolore, un accorciamento della gamba e un suo eventuale posizionamento anomalo, oltre alla perdita delle funzionalità.

La frattura può essere composta o scomposta.

Nel primo caso, i segmenti dell’osso mantengono inalterata la loro posizione.

Nel secondo, invece, si spostano dalla loro sede.

Una frattura può essere anche multipla, qualora si verifichi la rottura contemporanea di più porzioni del femore.

Attualmente, una frattura al femore nell’anziano può essere affrontata mediante il ricorso ad alcune tecniche particolarmente efficaci.

Tuttavia, è fondamentale che l’intervento chirurgico avvenga tempestivamente e che il paziente venga supportato da un fisioterapista che lo aiuti a recuperare la sua indipendenza.

Cause, sintomi e complicanze

La causa principale di frattura del femore nell’anziano riguarda le cadute, che a causa di una densità ossea ridotta, rischiano di tradursi in una rottura dell’osso.

Più rare sono le fratture legate alla degenerazione ossea, sintomo di alcune malattie quali l’artrite reumatoide e il diabete.

Generalmente, la sintomatologia di una frattura al femore include:

dolore intenso e sordo che tende ad irradiarsi verso ginocchio, inguine e caviglia;

– incapacità a muovere la gamba, a stare in piedi e soprattutto a caricare il peso del corpo sull’arto;

gonfiore e lividi a livello dell’anca e un leggero accorciamento dell’arto.

Ogni frattura, se non curata in maniera tempestiva ed adeguata, rischia di evolvere negativamente ed apportare complicazioni anche piuttosto gravi, tra cui infezioni e artrosi.

Sono possibili inoltre danni permanenti alle strutture nervose, che si evidenziano attraverso fastidio, infiammazioni e formicolio e deformità delle strutture ossee.

Nel peggiore dei casi è possibile sviluppare la “sindrome compartimentale“, una patologia abbastanza rara che si manifesta attraverso una compressione eccessiva di muscoli, vasi sanguigni e nervi.

Tale condizione riduce l’apporto di ossigeno ai tessuti e può persino comportare la necrosi e la conseguente perdita dell’arto.

In particolare per quanto riguarda l’anziano, consideriamo i sistemi di monitoraggio che le tecnologie per l’anziano mettono a disposizione, consideratele particolarmente importante quando il soggetto si trova spesso solo o comunque lontano dai cari.

frattura femore anziano
frattura femore anziano

La riabilitazione che segue una frattura del femore

In seguito a una frattura del femore, l’anziano deve attenersi all’iter riabilitativo prescritto dal medico.

La maggior parte delle fratture riguarda i pazienti che hanno già superato i 70 anni, il cui equilibrio può rivelarsi precario a causa di patologie specifiche o di condizioni legate all’età avanzata.

In caso di rottura del femore, la soluzione è un approccio multidisciplinare, l’unico in grado di assicurare il pieno recupero fisico al paziente.

Pertanto, sarà molto importante pianificare un programma adeguato insieme a tutte le figure mediche di riferimento.

A tal proposito, EpiCura mette a disposizione numerosi servizi utili, riguardanti l’assistenza domiciliare e l’intervento di specialisti quali OSS, infermieri e fisioterapisti.

Subito dopo l’operazione, il paziente avrà bisogno di un supporto medico professionale, che monitori la situazione e scongiuri l’insorgere di eventuali complicazioni.

Successivamente, sarà il momento di affrontare l’iter riabilitativo, volto a garantire il recupero della deambulazione e delle funzionalità dell’arto.

Il supporto medico include anche una riabilitazione di tipo nutrizionale, che intende fornire al paziente tutti gli elementi necessari per un corretto recupero delle energie.

L’importanza della fisioterapia

Ci sono molte tipologie di fratture ed specifici modelli riabilitativi.

In relazione alla tipologia e alla sede in cui è avvenuta la rottura, è possibile distinguere numerose tipologie di frattura del femore (addirittura 15 secondo la classificazione proposta da Winquist-Hansen).

Pertanto, la durata e la qualità del trattamento riabilitativo saranno di volta in volta differenti e legate ad un gran numero di variabili, che includono anche l’età del paziente e le sue condizioni prima dell’infortunio.

Possiamo immaginare come si trova un anziano in casa, con le sue esigenze quotidiane!

Il principale obiettivo della riabilitazione è rendere autonomo il paziente, migliorandone il tono muscolare e la capacità di carico sull’arto infortunato.

Il trattamento fisioterapico si compone di alcune fasi necessarie.

La prima ha come obiettivo il pieno recupero dell’articolarità, mediante esercizi sul controllo del dolore e movimenti di auto-mobilizzazione.

Quindi sarà il momento di rinforzare il tono muscolare della regione interessata dall’infortunio: quadricipite, adduttori, glutei, flessori dell’anca, polpacci e muscoli del “core”.

Contestualmente, sarà possibile riprendere in maniera progressiva le attività indicate dal fisioterapista.

Dopo aver ritrovato le forze, il paziente dovrà completare la riabilitazione con l’obiettivo di recuperare i normali schemi motori e rieducare il movimento.

Questo anche con l’ausilio di tecnologie riabilitanti, come per la fisioterapia a distanza.

Consigli pratici in caso di frattura del femore nell’anziano

La rottura del femore anziano è un evento frequente e potenzialmente invalidante, da trattare con la massima cautela e senza lasciare nulla al caso.

Ragion per cui è necessario affidarsi alle cure di uno degli specialisti che operano per conto di EpiCura, il poliambulatorio al quale richiedere assistenza a domicilio in qualsiasi parte d’Italia.

Durante la fase post operatoria sarà necessario provvedere alla movimentazione dell’arto, in quanto la prolungata immobilità può causare sindrome da allettamento (o immobilizzazione), a sua volta in grado di comportare danni irreversibili.

Naturalmente, sarà il caso di chiedere l’ausilio di un fisioterapista esperto, che spiegherà ai parenti dell’assistito come comportarsi in sua assenza.

Un altro obiettivo è prevenire le ferite da decubito, possibile solo aiutando il paziente a cambiare frequentemente posizione.

In presenza di infortuni di questo tipo è necessario procedere per gradi: quando il medico permetterà al paziente di alzarsi, sarà opportuno sorreggerlo prima di cominciare la deambulazione.

Oltre al sostegno fisico, potrebbe essere utile ricorrere a un deambulatore.

Durante il movimento è importante prestare molta attenzione alle posizioni assunte dalla gamba infortunata, soprattutto in presenza di protesi all’anca.

Infine, per recuperare il tono muscolare, la cyclette rappresenta un ottimo alleato, naturalmente non senza il supporto di una dieta adeguata, precedentemente concordata con il medico (ricca di proteine, calcio, vitamina C e vitamina D).


15 COMMENTI

    • Ciao Marisa,

      per informazioni chiamaci al numero verde gratuito 800 909 209, le nostre operatrici sono disponibili 7 giorni su 7.

      Il team di EpiCura

  1. La vostra presentazione è molto ( ben concepita e spero molto utile,adesso vi spiego la mia situ azione il 13-2 – 2020 sono stato operato al femore destro intervento di riduzionee e sintesi della frattura con chiodo endomvaidollare (pfn-a) ha eseguito esami ematochimici esami X grafici, TAC cranioECG, ECG consulenza NCH,e visita cardiologica. dessonon so che tipo di esercizzi fare la asle ha chiuso gli ambulatori io a chi mi rivolgo come faccio a sapere uali esercizi serve eseguire per guarire?

  2. Buongiorno mia mamma e stata operata x la rottura del femore con chiodo endomvaindollare dopo due settimane dalla caduta perciò allettata con problemi polmonari. Ora trasferita in un ospedale x programma riabilitativo ove pultroppo
    non è consentita la presenza di nessun parente tenendo conto che ha 85 anni fisicamente fragile ma lucida e collaborante ma allo stesso tempo molto depressa x la, situazione mi chiedevo Se era possibile portarla a casa e poterle dare le stesse cure? O ci sono controindicazioni

    • Buongiorno Emanuela,

      dipende dalla situazione fisica della paziente. Puoi chiamarci al numero verde gratuito 800 909 209 per avere un consulto e considerare le cure domiciliari.

      Un caro saluto
      Il team di EpiCura

  3. Mia mamma (97 anni) in seguito alla frattura dle femore è stata operata il 27 luglio con inserimento di una protesi. Dopo una settimana dimessa dall’ospedale e inviata in una struttura per la riabilitazione. Dopo qualche giorno nella struttura ha iniziato ad avere una febbricciattola quotidianamente. Fatto urocoltura risultata negativa, RX torace risultato negativo, tamponi Covid negativi. Trattata con antibiotici, ora dicono che la febbre non c’è più anche se ha 37.2 /37.4 e l’assunzione quotidiana di tachipirina per il dolore. Però da alcuni giorni lamenta forti dolori all’inguine che si irradiano lungo la gamba operata. Si tratta di forti fitte che durano pochi secondi ma la fanno gridare dal male e si ripresentano continuamente. Vorrei capire se è normale tutto questo dolore a distanza ormai di 3 settimane dall’intervento o quale potrebbe essere la causa. Grazie infinite

    • Buongiorno Carla,

      no, dolori del genere non sono comuni. I medici cosa dicono? Quali motivazioni danno al dolore? Si trova ancora nella struttura di riabilitazione? Dovresti sentire i medici immediatamente se i dolori persistono.

      Un caro saluto
      Il team di EpiCura

  4. Mi madre 74 anni è stata operata al femore il 18.09.2020 tuttora ricoverata in ospedale e la dimitteranno tra qualche giorno.
    Essendo un soggetto con problemi neurologici (sospetto parkinsonismo e demenza senile degenrativa)
    ci hanno consigliato di portarla a casa e farle fare la riabilitazione li.
    E’ fattibile fare la riabilitazione a casa?

    • Buongiorno Brunella,

      sì, può essere fatta riabilitazione domiciliare, soprattutto in casi delicati come quello di sua madre. Può chiamarci al numero verde gratuito 800 909 209, i nostri fisioterapisti sono disponibili a domicilio, entro 24 ore, nelle maggiori città italiane.

      Buona giornata
      Il team di EpiCura

  5. Salve,
    Mia mamma 88 enne verrà operata per frattura al femore,avvenuta ieri.Al momento della dimissione, visto che io sono ingessata per frattura alla rotula, quindi immobilizzata, sarebbe opportuno ricoverarla presso una struttura per la riabilitazione.Abito a Marina di Carrara , vicino c’è una struttura della Don Gnocchi, come posso fare affinchè venga accettata ?
    Cordialità
    Maddalena Giuliani

    • Buongiorno Maddalena,

      ci dispiace ma noi forniamo esclusivamente servizi di assistenza e medicina domiciliare. Nel caso ne avesse bisogno ci trova al numero verde gratuito 800 909 209.

      Buona giornata
      Il team di EpiCura

  6. Buon giorno mia madre Rosina di 95 anni e’ stata operata per frattura dell’acetabolo con inserimento di chiodo il 22 settembre poi in riabilitazione dal 29 in struttura adeguata. Non essendo persona collaborativa il trauma l’ha resa molto ribelle e nervosa inoltre ha forti problemi di stitichezza che sono ancora piu’ evidenti per la porto a casa domani 5 ottobre 2020. In attesa di fisioterapista quali accortezze bisogna avere per gli spostamenti dentro casa? Grazie

    • Buongiorno Stefano,

      ovviamente il primo consiglio che sentiamo di darle è di affidarsi a una persona specializzata in modo da diminuire il rischio di traumi o complicazioni ulteriori, soprattutto vista l’età avanzata della paziente. Da non sottovalutare anche il fattore psicologico. Non possiamo dispensare consigli senza conoscere il quadro clinico generale. Avrebbe però bisogno di un’assistenza continua, almeno fin quando non si rimetterà completamente.
      Nel caso abbia bisogno disponiamo di personale con esperienza, può chiamarci al numero verde gratuito 800 909 209.

      Buona giornata
      Il team di EpiCura

  7. Salve, volevo chiedervi: mio padre 91enne ha avuto una frattura diafisaria femore destro ed è stato sottoposto ad intervento chirurgico di riduzione e osteosintesi con Chiodo gamma long, ora sono in attesa della visita fisiatrica domiciliare da parte dell’ASL, nel frattempo sono passati 12 giorni dall’intervento e mio padre è allettato ed ha ancora con i punti di sutura che gli verranno tolti tra 5 giorni, io un paio di volte al giorno lo cambio di posizione nel letto e gli ho messo sotto un materasso antidecubito, quelli che volevo chiedervi in attesa che venga il fisiatra e mi prescrive una terapia, posso fare qualcosa? Potete indicarmi se esiste qualche esercizio da fargli fare per non farlo addormentare i muscoli?

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