Quali sono i primi sintomi del morbo di parkinson? ecco come riconoscere i sintomi iniziali

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Quali sono i primi sintomi del morbo di parkinson Come riconoscere i sintomi del Parkinson
Quali sono i primi sintomi del morbo di parkinson Come riconoscere i sintomi del Parkinson

Quali sono i primi sintomi del morbo di parkinson? Come riconoscere i sintomi del Parkinson?

Compare intorno ai 60 anni, colpisce in media più uomini che donne e in Italia ne soffrono all’incirca 230.000 persone: è il morbo di Parkinson sintomi di una malattia neurodegenerativa che interessa alcune tra le aree più profonde del cervello.

Tremore e rigidità sono i due più comuni sintomi del morbo di parkinson, ma in realtà non sono i più diffusi, in quanto riguardano soltanto il 60% dei malati.

Le ricerche sul morbo di parkinson hanno fatto passi da gigante, introducendo nello studio del morbo di parkinson cure innovative. Ora però lasciamo alla dott.sa Fasoli spazio per le osservazioni sui sintomi del parkinson, in particolare sintomi e decorso del morbo di parkinson.

Quali sono i sintomi del Parkinson?

Ecco cosa ci spiega la dott.ssa Fasoli:

I primi sintomi del Parkinson sono i tremori della mano o del piede. In particolar modo i primi tremori si avvertono a livello di un arto superiore, dunque tremore di una mano. Col tempo il tremore si estende anche all’altra mano.

Si notano poi, nei pazienti affetti da Parkinson, delle peculiarità nel modo di camminare.
C’è innanzitutto la acinesia, ovvero la difficoltà nei movimenti, dovuta a un vero e proprio blocco muscolare. Il paziente non riesce più a dare comandi ai propri arti, li sente bloccati.

C’è poi un’eccessiva lentezza dei movimenti volontari, chiamata bradicinesia. Questo porta i pazienti affetti da Parkinson a camminare con estrema lentezza oppure a bloccarsi d’improvviso. Questo fenomeno si chiama freezing (congelamento, nda) e dipende proprio dalla mancata produzione di dopamina.

Nel freezing i pazienti affermano di sentire i piedi come se fossero congelati.

Una delle tecniche per aiutarli a sbloccarsi è quella di dargli uno stimolo uditivo, come un battito di mani o uno schiocco di dita, che dia loro il ritmo per riprendere a camminare.

Altri sintomi del Parkinson riguardano la stipsi e l’incontinenza urinaria, dovuti entrambi al mancato controllo della muscolatura.

In questo può aiutare il ricorso al consulto con un infermiere professionista.

Come ci si accorge che un parente è malato? Quali sono i sintomi iniziali morbo di Parkinson?


Come dicevo prima, l’esordio più eclatante della malattia è proprio l’inizio del tremore di un arto. Nelle fasi iniziali, la mano è un po’ ricurva e irrigidita e trema come se picchiettasse.

Un altro gesto caratteristico è quello di indice e pollice che sfregano tra loro, chiamato “gesto contasoldi” proprio perché somiglia all’atto di contare delle banconote.

Si vedono i sintomi di una persona malata di Parkinson da come cammina. I passi diventano più brevi e lenti. E, per quanto riguarda la postura, si vede il paziente curvato in avanti.

È una sorta di ricerca di assestamento di equilibrio, ma derivante anche all’irrigidimento dei muscoli.

Inoltre, la voce pian piano si abbassa e il paziente diventa amimico, ovvero incapace di esprimere emozioni col volto.

Nei primi stadi della malattia è spesso il malato stesso che si accorge che qualcosa non va, perché sente una rigidità muscolare che ne rallenta i movimenti.

Parkinson: sintomi e primi segnali tipici

La costipazione è uno dei primi sintomi della patologia. Spesso chi ne è affetto avverte la sensazione di essere pieno, anche se ha mangiato pochissimo, e il fastidio non si risolve facilmente. La stipsi in questo caso interviene perché il morbo va a incidere sulla muscolatura liscia dell’intestino che diventa meno efficiente con il trascorrere del tempo, con conseguenti problemi cronici ai reni. A questo problema spesso è collegata anche l’incontinenza urinaria oppure il problema opposto ovvero il paziente presenta una certa difficoltà nell’emettere le urine.

Un altro sintomo spesso trascurato è la perdita dell’olfatto e del gusto. La maggior parte dei pazienti con il Parkinson hanno dichiarato infatti che, in un determinato momento della loro vita, hanno iniziato a non sentire più gli odori e i sapori.

Questo disturbo è uno dei più frequenti e anche il più importante perché capace di aiutare a diagnosi precoce del morbo di Parkinson. La responsabile è sempre la dopamina in quanto, mancando questo importante messaggero chimico, il nostro organismo perde la capacità di sentire il gusto e il profumo delle cose.

Cosa è la Bradicinesia e come si riconosce

La bradicinesia è tra i sintomi del Parkinson uno dei più comuni e specifici. Questo disturbo neurologico, tratto tipico della demenza senile, consiste nella difficoltà che si prova a iniziare un movimento e a portarlo a termine.

Tutti i gesti più comuni, ben noti nel trattamento degli anziani: dal vestirsi al cambiare posizione nel letto, diventano più difficili, il paziente si scoraggia e si stanca. Quello che fino a poco tempo prima era una semplice routine adesso diventa un percorso arduo e faticoso. La bradicinesia non è legata soltanto al morbo di Parkinson ma può essere una spia. Per capirlo basta sottoporre il paziente al test della scrittura. Una firma che diventa incerta, illeggibile e confusa, è la spia della presenza della malattia.

Un altro sintomo tipico è la difficoltà a stendere le braccia. Il malato lamenta la difficoltà ad “arrivare” alle cose messe in alto, come un libro su uno scaffale ad esempio. Questo sintomo è legato all’irrigidimento muscolare causato dal morbo. Le braccia non oscillano più come prima ma il paziente non avverte nessuna sensazione dolorosa ma soltanto una rigidità che riguarda gli arti e alcune delle componenti assiali, come il collo e la schiena, che cambiano lentamente postura.

In questo può essere utile la chinesiterapia rivolta agli anziani, che può aiutare il decorso della malattia.

Che cos'è il Parkinson: sintomi iniziali
Che cos’è il Parkinson: sintomi iniziali

I sintomi iniziali del morbo di Parkinson, sottovalutati

Prima di vedere le cure innovative per il Parkinson, bisogna capire che esistono una serie di sintomi del Parkinson che a prima vista non hanno nulla a che fare con questa patologia ma che in realtà sono strettamente correlati con essa. Conoscerli permette di intervenire quanto prima. Uno dei più importanti riguarda il sonno. Durante la fase più profonda alcuni pazienti gridano, digrignano i denti oppure sferrano calci.

Non sono disturbi tipici ma in alcuni casi approfondirli vuol dire posticipare l’incedere del morbo di ben dieci anni. Ci sono altri due segnali molto importanti. Il primo è l’apnea ovvero la mancanza di respiro durante il sonno per qualche secondo e la sindrome delle gambe senza riposo. Le estremità sono interessate da un forte formicolio e si avverte la necessità di muoverle in continuazione.

L’iperidrosi consiste in una sudorazione eccessiva e anomala, non legata a fattori esterni come l’eccessivo calore o uno stato ansioso. Questo sintomo, proprio perché non scatenato da nessuna causa, può rappresentare un importante campanello d’allarme. Le persone che ne soffrono iniziano a sudare copiosamente sul viso, senza riuscire a smettere. Sembrano un po’ le famose vampate di calore tipiche della menopausa e sono legate al fatto che il nostro organismo non ha più la capacità di autoregolamentarsi. Tra i Parkinson sintomi più particolari dobbiamo annoverare anche il cambiamento del tono di voce, un disturbo legato al progressivo irrigidimento dei muscoli facciali. La voce diventa flebile, il tono monocorde e spesso si hanno difficoltà a pronunciare le parole più comuni.

teleconsulto medico
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Sintomi psicologici dei malati di Parkinson

Infine la comparsa di una piccola depressione, l’ansia scatenata da situazioni nuove e sconosciute, il desiderio di rimanere sempre a casa sono delle spie molto importanti. Il morbo di Parkinson infatti si manifesta anche con una serie di cambiamenti dell’umore e della personalità che non vanno mai sottovalutati. Il paziente si deprime soprattutto perché ravvisa in sé una progressiva incapacità nello svolgere insieme più di due cose oppure perché non riesce più a concentrarsi come prima.

In conclusione, convivere con il Parkinson è possibile a patto di non dimenticare mai un aspetto molto importante: la fisioterapia. Spesso il malato si sente solo, incompreso o abbandonato. Condividere con il proprio fisioterapista e con gli altri ammalati sensazioni, dubbi o sentimenti è il primo passo per riconquistare la serenità perduta.

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