Cosa sono le Stomie? ecco cosa c’è da sapere sulla stomia intestinale, temporanea e sulla sacca della stomia.

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Cosa sono le stomie

Cosa sono le Stomie? Parliamo di:

  • stomia intestinale  
  • stomia temporanea  
  • stenosi stomia: cosa fare  
  • come cambiare la sacca della stomia

Ci aiuta in questo percorso Simona Cardano, infermiera professionista ed esperta in forza ad Epicura, Roma.


In base alla posizione dell’apertura si distinguono differenti tipi di stomie: urostomia, ilestomia e colostomia.


Un’ulteriore classificazione delle stomie può essere fatta sulla base della durata di utilizzo, se temporanea – ossia se definita in un arco temporale e quindi utilizzata per il tempo necessario alla guarigione del tratto di intestino compromesso – o definitiva.  

Per capire come un infermiere tratta la stomia clicca qui.

In Italia si contano oltre 70 mila pazienti portatori di stomia. Il numero più alto di stomie confezionate è rappresentato dalle colostomie (55%), seguito da ileostomie (31%) e urostomie (14%).

La stomia può esser definita, in termini semplici, un’estroflessione (ripiegamento verso l’esterno) di una parte di intestino o uretere, creata chirurgicamente a livello addominale, per permettere l’eliminazione di feci o urine quando una determinata zona dell’organo non può ricevere elementi di scarto.

La conseguenza è l’incontinenza.

L’urostomia permette l’abboccamento diretto degli ureteri alla cute, invece ileostomia e colonstomia diversi tratti dell’intestino (e in base a questi avremo feci di consistenza diversa).

L’impatto psicosomatico a cui è sottoposto lo stomizzato è molto forte; la partecipazione in prima persona del soggetto è fondamentale, deve essere educato (qualora ci siano le possibilità) alla gestione della stomia in prima persona, in quanto l’indipendenza porta alla libertà, la quale è in questi casi necessaria per poter riprendere la vita di tutti i giorni.

L’adattamento al nuovo stato è possibile con una buona educazione da parte degli operatori sanitari e soprattutto con l’affetto e il sostegno della famiglia e delle persone vicine.

Ci sono delle nozioni base di cui tener conto per poter gestire al meglio l’ordine e la cura delle stomie.

I presidi che occorrono per la cura della stomia sono: una placca adesiva raffigurante più cerchi da ritagliare in base alla grandezza dello stoma e le sacche di raccolta, che possono essere monouso o riutilizzabili (queste ultime hanno un’apertura sul fondo).

È importante valutare alcuni punti base:

  •  il colore dello stoma; dovrebbe apparire rosso come la mucosa interna delle guance. Stomie molto pallide o scure, tendenti al bluastro violaceo indicano un’insufficiente circolazione sanguigna dell’area.
  • Misura e forma dello stoma; nella maggior parte dei casi gli stoma sporgono leggermente dall’addome. Avere un po’ di gonfiore a livello dell’ansa le prime settimane può essere normale, oltre le sei settimane può essere espressione di un’occclusione
  • Sanguinamento dello stoma; una leggera emorragia iniziale quando viene sollecitato è normale, ma ulteriori sanguinamenti devono essere segnalati al medico
  • Stato della cute intorno allo stoma: le irritazioni temporanee dopo la rimozione di sostanze adesive possono essere normali, quelle persistenti e di media estensione sono da segnalare al medico.

COSA SONO LE STOMIE INTESTINALI: SOSTITUIRE LA SACCA

Per prima cosa lavarsi le mani e osservare le procedure per il controllo delle infezioni, effettuare una tricotomia (volgarmente “depilazione”) della cute intorno allo stoma, per permettere un’ottimale funzione adesiva della sacca, tirare via il sacchetto lentamente, aiutandosi con l’asticella sporgente di plastica.

Pulire con carta igienica le feci in eccesso, usare poi acqua calda, sapone neutro e batuffoli di cotone per pulire la stomia.

In caso di fuoriuscita continua delle feci porre una sorta di tampone sullo stoma, senza fare pressione, e pulire intorno. Successivamente asciugare tamponando in modo accurato, con asciugamano o batuffoli di cotone (strofinamenti eccessivi possono causare escoriazioni della cute).

Per gli arrossamenti intorno allo stoma e per togliere la colla dovuta all’adesivo si può tamponare con batuffoli di cotone imbevuti di olio d’oliva , facendo attenzione a rimanere nella zona peristomiale. Asciugare per bene la cute per creare maggiore aderenza alla placca.

La placca che aderisce alla cute va tagliata adeguatamente alla grandezza dello stoma, ci sono diversi cerchi che definiscono le varie misure, quindi si taglia con le forbici il segno tracciato per creare un’apertura sulla placca.

Rimuovere lo strato posteriore in modo da esporre il lato adesivo da applicare sulla cute. Porre il liquido sigillante intorno alla cute peristomale, per dare maggiore aderenza, prima di attaccare la parte adesiva.

Tagliare poi il cerchio disegnato sulla parte di attacco del sacchetto, in modo che combaci con la grandezza della placca attaccata alla cute e applicarla sopra premendo delicatamente ma in modo deciso fino a sentire un “click”. 

Una variazione che potrebbe facilitare può essere l’applicazione della placca protettiva e il sacchetto come una singola unità, attaccando subito il sacchetto alla placca e successivamente la placca con tutto il sacchetto direttamente alla cute peristomiale.

I sacchetti possono essere monouso o riutilizzabili, quelli monouso sono privi del foro di uscita regolarizzabile sul fondo.

Uno dei più frequenti disagi è quello di non riuscire a far aderire bene la placca alla cute per mancanza di aderenza spesso dovuta all’umidità della pelle causata dal sigillante, creme idratanti, disinfettanti, acqua.

Bisogna quindi asciugare bene la zona ripetutamente e mantenere la cute intatta e non stressata. A volte possono venire utilizzati dei cerotti di seta attorno alla placca, sarebbe sempre meglio evitarli per non rovinare la pelle, soprattutto nei mesi più caldi.

COSA SONO LE UROSTOMIE

Il materiale occorrente è determinato da: guanti, materiali per l’igiene (acqua calda, garze, asciugamani) un sacchetto o sacca di raccolta, a uno o due pezzi, un morsetto di chiusura, guida per la misurazione dello stoma, penna e forbici, padella o cilindro graduato.

Con l’urostomia il rischio di irritazione della cute è maggiore per l’acidità delle urine, una sensazione di bruciore attorno alla stomia può indicare un’escoriazione sotto la placca del sacchetto.

È importante verificare la capienza della sacca per urostomia, in quanto il peso di un sacchetto troppo pieno può allentare la placca e staccarla dalla cute. 

Cambiare il dispositivo se è presente una perdita o un fastidio alla stomia o intorno ad essa.

Lavare le mani e osservare le procedure per il controllo delle infezioni, far mettere il soggetto stomizzato seduto o sdraiato, svuotare e rimuovere il dispositivo per urostomia, ma, poiché l’urina defluisce continuamente, rilevare la misura della placca prima di rimuovere quella vecchia.

Svuotare il sacchetto nella padella o cilindro (svuotandolo prima della rimozione si evitano maggiori possibilità di fuoriuscite di urina sulla cute).

Cambiare la sacca della stomia tenendo la cute tesa, per diminuire i fastidi e prevenire abrasioni cutanee.

Posizionare delle garze sopra lo stoma e sostituirle quando necessario. Questo permette l’assorbimento del gocciolamento di urina dallo stoma. Pulire con acqua calda e asciugare la cute senza strofinare, ma tamponando bene.

Per la dimensione dello stoma si può tagliare l’anello adesivo di circa 5 cm più grande dello stoma, ciò diminuisce il rischio che l’urina venga a contatto con la cute intorno.

Rimuovere la parte posteriore per esporre la parte adesiva della placca, centrare la placca sopra lo stoma e premere delicatamente sopra la cute eliminando eventuali bolle d’aria.

Rimuovere l’aria dalla sacca per urostomia per facilitare l’applicazione di questo sull’addome. Chiudere il sacchetto girando il fondo più volte, piegando la parte finale a ventaglio, ed assicurandolo con un morsetto di chiusura.

COME VIVERE CON UNA STOMIA

La vita per le persone stomizzate può continuare tranquillamente, bisogna superare la fase iniziale di “non accettazione del sé”. Molte sono le testimonianze di persone con la stomia che hanno combattuto per ritrovare la loro quotidianità. 

È stata istituita la federazione delle associazioni degli stomizzati, dove è possibile trovare vari tipi di informazioni, articoli, testimonianze e sostegni psicologici per la conoscenza e condivisione delle esperienze di chi ha una stomia. È possibile visitare il sito www.fais.info 

“Non può esserci vergogna per qualcosa che salva la vita”. Parla così Samia Kouider, 57 anni, italiana di origine algerina, sociologa e esperta di diritti umani. E stomizzata.

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