Cos’è la ginnastica respiratoria?

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Ginnastica respiratoria
Ginnastica respiratoria - riabilitazione respiratoria

Ginnastica respiratoria e malattie dell’apparato respiratorio

La ginnastica respiratoria è un programma di riabilitazione multidisciplinare, che mira a curare i pazienti che lamentano disfunzioni respiratorie.

Ciascun piano di allenamento va calibrato in base alle capacità del paziente ed è finalizzato a migliorarne l’autonomia.

I pazienti affetti da BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) presentano una resistenza allo sforzo assai limitata, a causa dell’instaurarsi di un meccanismo che li obbliga a ridurre gradualmente l’attività fisica per colpa della dispnea.

Ne consegue una parallela perdita di forza e trofismo nei muscoli periferici.

Purtroppo, questa spirale negativa tende a rafforzarsi per effetto di alcune concause quali ansia e depressione.

I pazienti affetti da BPCO sviluppano una progressiva perdita di autonomia e una forte limitazione durante le attività quotidiane.

Tali disabilità finiscono per ridurre drammaticamente la qualità della vita dei pazienti.

Nei decenni passati la convinzione generale era che gli individui con BPCO non fossero in grado di allenare la muscolatura (la ginnastica respiratoria mirava esclusivamente a rinforzare i muscoli deputati alla respirazione e a rieducare il diaframma).

Agli inizi degli anni ’90 è stato invece dimostrato come nei pazienti con BPCO grave sia possibile osservare miglioramenti significativi con un piano di riallenamento allo sforzo.

In quali casi è necessario ricorrere a questa terapia?

È possibile usare la ginnastica respiratoria per trattare la dispnea causata da alcune patologie dell’apparato respiratorio. Tra queste vale la pena citare:

BPCO, malattia che provoca l’ostruzione dei bronchi, nonché difficoltà respiratorie gravi, in parte legate a un processo infiammatorio progressivo e degenerativo.

Asma bronchiale. Questa patologia causa sintomi molto simili alla BPCO, ma a differenza di quest’ultima è reversibile.

Enfisema polmonare. Si tratta di una patologia secondaria, tipica della terza età, e ben nota a chi assiste gli anziani, e caratterizzata da un lento deterioramento degli alveoli polmonari.

Fibrosi cistica, malattia genetica che determina la produzione di un muco particolarmente denso, da distinguersi nettamente dalla fibromialgia, in grado di chiudere i bronchi fino a causare infezioni respiratorie gravi.

Insufficienza respiratoria cronica, patologia secondaria che causa una progressiva dispnea, responsabile della riduzione dei livelli d’ossigeno e dell’incremento di anidride carbonica nel sangue.

Gli obiettivi e i vantaggi della ginnastica respiratoria

Gli obiettivi della ginnastica respiratoria sono numerosi e includono:

  • un miglioramento della qualità della vita
  • una riduzione significativa dell’impatto psicologico causato dalla perdita funzionale e dalla disabilità
  • la riduzione delle ospedalizzazioni
  • l’aumento della capacità di resistenza allo sforzo e la contemporanea diminuzione del consumo di ossigeno
  • la riduzione del numero e della gravità delle riacutizzazioni della patologia
  • una maggior capacità di controllo dei sintomi
  • la riabilitazione del paziente a una corretta modalità di respirazione
  • l’attenuazione della dispnea (la respirazione faticosa)

Ma quali sono i vantaggi offerti da questo tipo di approccio?

I pazienti affetti da BPCO lieve-moderata riescono ad ottenere miglioramenti importanti, mentre i pazienti gravi migliorano la sensazione di benessere e la resistenza allo sforzo senza incorrere in incrementi significativi del VO2max (il consumo delle scorte di ossigeno).

Benefici che contribuiscono a migliorare la qualità di vita in tutti i soggetti affetti da patologie croniche, nonostante la presenza di alterazioni strutturali irreversibili.

Quanto detto è possibile poiché la disabilità non deriva soltanto dalla patologia respiratoria in sé, ma anche dalle altre malattie associate.

Ad esempio, nonostante i livelli di iperinsufflazione o di ostruzione bronchiale non cambino significativamente in seguito ad un programma di ginnastica respiratoria, una corretta postura e un allenamento costante della muscolatura fanno in modo che il paziente cammini più rapidamente e con meno dispnea.

Prima di pianificare l’allenamento è necessario valutare le funzionalità del paziente

Per pianificare un programma di allenamento efficace è necessario valutare le funzionalità residue del paziente, misurandone i livelli di dispnea e disabilità.

Per farlo il fisioterapista si avvale di alcuni test, quali:

Shuttle test, utile a misurare la tolleranza del paziente allo sforzo durante una camminata in piano.

Il soggetto viene invitato a camminare modificando ritmo e velocità, i quali vengono scanditi da alcuni segnali acustici.

Il test del cammino, utile a determinare la massima distanza che il paziente è in grado di percorrere in un determinato lasso di tempo.

Lo specialista monitora la saturazione dell’ossigeno nel sangue (SpO2) e la frequenza cardiaca.

Il primo parametro indica i livelli di ossigenazione del sangue; un valore compreso tra 100% e 94% è considerato normale, mentre valori inferiori all’80% indicano un grave stato ipossico.

I test descritti permettono di misurare il carico di lavoro che il paziente è in grado di sopportare (VO2max).

Tale parametro, che indica il consumo massimo di ossigeno, corrisponde al potenziale del metabolismo aerobico, ovvero alla capacità dell’organismo di ossigenare i tessuti e alla capacità dei tessuti di estrarre l’ossigeno necessario.

Questo valore permette di programmare l’allenamento di riabilitazione regolandone durata, intensità e frequenza.

Allenare gli individui con BPCO al 60 / 70% del carico massimo di lavoro produce una riduzione dei livelli di acido lattico e di ventilazione e un incremento della capacità di esercizio (una minor dispnea a parità di sforzo).

Com’è composto un programma di ginnastica respiratoria?

Il fisioterapista programma l’allenamento in base ai risultati dei test descritti in precedenza, quindi segue il paziente durante l’allenamento.

Quest’ultimo è finalizzato all’aumento della resistenza e al rafforzamento dei gruppi muscolari più grandi.

Tra gli esercizi consigliati figurano la cyclette, il tapis roulant, le scale ed alcune combinazioni di movimenti a corpo libero.

Per quanto riguarda la frequenza dell’allenamento è necessario che il paziente raggiunga valori di VO2max pari al 60 / 70% per 20 o 30 minuti, con una cadenza di 3 / 4 volte a settimana.

Un programma simile è consigliato alla maggior parte dei pazienti affetti da BPCO, ma non a tutte le persone che presentano un’ostruzione grave delle vie aeree.

L’alternativa è costituita da una tipologia di allenamento a intervalli regolari, che consiste nel lavorare al 60 / 80% della capacità massima per 3 o 4 minuti, riposando per altri 3 o 4 minuti.

Ciascun programma riabilitativo va osservato per un periodo di circa 12 settimane, sufficienti per ottenere determinati benefici.

È necessario che i pazienti rispettino tutte le indicazioni del fisioterapista circa la durata, l’intensità e la frequenza dell’allenamento.

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