Pressione sanguigna e malattie cardiovascolari: sintomi e cure

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infermiera controlla pressione sanguigna e pressione arteriosa
infermiera controlla pressione sanguigna e pressione arteriosa _ Foto di Yerson Retamal da Pixabay

Il controllo della pressione sanguigna e pressione arteriosa è fondamentale per diagnosticare o prevenire le malattie cardiovascolari. Ecco come e consigli utili dalla dott.ssa Simona Cardano

Pressione sanguigna e le malattie del cuore

L’ipertensione arteriosa è una malattia che sta coinvolgendo sempre di più molte persone. La probabilità che ognuno ha di sviluppare una malattia del cuore e dei vasi sanguigni aumenta con l’età e con il peso. 

Definiamo un soggetto iperteso quando la pressione minima supera frequentemente il valore di 90 mmHg (millimetri di mercurio) e la massima la soglia di 140 mmHg.

I valori della pressione possono però cambiare durante il corso della giornata; diventa patologico quando spesso, se non sempre, la pressione è alta nell’arco delle ventiquattro ore.

La pericolosità dell’ipertensione sta nel fatto che è una malattia asintomatica, cioè che non si fa sentire.

Arteriosclerosi

Una delle principali cause del problema pressorio è l’arteriosclerosi, una malattia che porta un problema di circolazione a livello dei vasi sanguigni.

Con il tempo si possono formare delle placche definite in medicina aterosclerotiche, che sono degli accumuli di lipidi(grassi), tra i quali soprattutto il colesterolo. Il colesterolo è di due tipi, l’HDL è quello definito positivo e LDL è quello negativo per l’organismo; il suo valore limite è di 200, oltre questa soglia ci sono dei rischi notevoli di affaticamento del cuore e della circolazione.

Con il tempo gli accumuli di grasso nei vasi del corpo tendono ad aumentare sempre di più in grandezza e a creare dei veri e propri ostacoli alla circolazione del sangue. Per questo motivo i vasi sanguigni tendono ad indurirsi e a perdere elasticità, fattore che crea maggiormente disagi all’andamento del flusso sanguigno, perciò il cuore è costretto a pompare con maggior forza per far defluire la circolazione nel corpo.

teleconsulto medico
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Fattori Di Rischio

I fattori di rischio di contrarre l’ipertensione arteriosa possono essere modificabili o non modificabili.

Quelli che purtroppo non sono evitabili sono quelli dovuti a:

  • ereditarietà (il fattore genetico comporta un deficit maggiore. Chi ha parenti con problemi cardiaci ha maggiori probabilità di contrarre patologie cardiovascolari)
  •  il sesso (le donne sono meno soggette all’aterosclerosi coronarica, prima della menopausa) 
  •  l’età, i soggetti maggiormente a rischio hanno età avanzata (questo è dovuto all’aumento e concomitanza con altre malattie, vedremo in seguito come il deficit di qualche organo può portare scompensi in altri sistemi dell’organismo).

I fattori di rischio che invece sono modificabili sono: 

Il fumo, il monossido di carbonio, che è presente nelle sigarette

Il fumo diminuisce la quantità di ossigeno presente nel sangue che favorisce la formazione delle placche aterosclerotiche (lipidi).

Questa sostanza nociva, che viene assorbita nei polmoni attraverso il fumo, si attacca all’emoglobina (una proteina di trasporto presente nel sangue che serve ad “agganciare” le molecole di ossigeno da trasportare nell’organismo). Il monossido di carbonio mette fuori gioco parte dell’emoglobina e quindi si avrà meno ossigeno trasportato.

Alimentazione

Quando si ha una dieta ricca di grassi (specialmente di origine animale) e sale.

Tutto ciò che viene ingerito nel corpo ha uno scopo e una funzione. Gli eccessi o i difetti delle sostanze nutritive sono sempre dannosi.

L’eccesso di zuccheri comporta un aumento di carico di lavoro per il pancreas (la ghiandola che si occupa del metabolismo degli zuccheri) che con il tempo avrà degli scompensi e non riuscendo più a lavorare in modo ottimale lascerà accumuli di zuccheri, i quali favoriscono la formazione e compattazione dei grassi nei vasi sanguigni, che dovranno essere eliminati con i farmaci.

Le proteine in eccesso danno un carico di stress ai reni in quanto vengono metabolizzate, cioè trasformate per poi essere espulse, a livello renale.

I reni, attraverso degli ormoni che producono, regolano la pressione sanguigna, i quali fanno allargare o restringere i vasi.

I grassi in eccesso si accumulano appunto nei vasi sanguigni e ostacolano il flusso del sangue, che ha bisogno di una spinta maggiore da parte del cuore per poter defluire bene. 

Si può dire quindi che la circolazione del sangue e la sua giusta pressione sono dovuti ad un equilibrio generale di tutti gli organi del corpo.

Se ciascuno funziona in modo regolare e svolge correttamente il proprio compito la circolazione del sangue non subisce fisiologicamente (cioè in condizioni di normalità) cambiamenti dannosi.

Ciò che viene assunto con l’alimentazione, poi metabolizzato, assorbito ed infine espulso ha una funzione, ed è quindi importante prestare attenzione a ciò che si fa al proprio corpo.

Sedentarietà

La mancanza di movimento fisico, specie se associata a eccessiva alimentazione, aumenta la probabilità di malattie cardiovascolari, sempre per un discorso di eliminazione di sostanze biochimiche (ad esempio nutrienti ed ormoni) accumulate in eccesso nel corpo.

La movimentazione standard ideale e consigliata dai medici per manternersi in forma è di 10000 passi al giorno (ovviamente da rivalutare secondo le varie condizioni di ciascuno)

Diabete

l’eccesso di zuccheri nel sangue favorisce la formazione delle placche aterosclerotiche (lipidi) che, come detto prima , ostacolano la circolazione.

Si vedano le cause del diabete per approfondire.

Stress psicologico

Lo Stress psicologico porta squilibri ormonali che possono aumentare i battiti del cuore e la pressione. 

CONCLUSIONE

Ci sono a livello farmacologico molti rimedi per regolare gli scompensi cardiocircolatori (del cuore e del circolo sanguigno).

Con vari farmaci è possibile dilatare i vasi e ottimizzare al meglio la pressione del cuore

È importante effettuare dei controlli periodici della pressione arteriosa. Chi scopre di essere iperteso o avere i valori al limite  può essere consigliabile misurarla la mattina appena svegli e in tarda mattinata e due volte il pomeriggio/sera.

Seguire sempre le indicazioni di un medico di riferimento, verificare e chiedere esclusivamente al medico se la posologia (la determinazione delle dosi) del farmaco è da cambiare a seconda delle stagioni.

Ad esempio per alcune persone può essere consigliabile dimezzare il farmaco antipertensivo con l’arrivo dell’estate, appunto per l’aumento del caldo che dilata i vasi sanguigni.

L’importante è avere sempre un’indicazione del cardiologo e non modificare le terapie autonomamente, in quanto il piano terapeutico generale è strettamente personale e di competenza medica.

Promuovere il benessere della pressione arteriosa con delle modifiche al nostro stile di vita come l’alimentazione, il movimento, l’evitare il fumo e le sostanze nocive può aiutarci a migliorare la qualità della nostra vita e ad evitare di dover assumere farmaci, che creano dipendenze e possono avere delle controindicazioni ed effetti indesiderati per il nostro organismo.

Promuovere il nostro organismo all’autosufficienza e indipendenza da farmaci può essere sinonimo di benessere.

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