Somministrazione farmaci a domicilio, quando richiedere l’intervento di un infermiere professionista

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Somministrazione farmaci a domicilio
Somministrazione farmaci a domicilio

Assistenza domiciliare: una necessità sempre più attuale

L’aspettativa di vita cresce rapidamente, a dispetto di un numero di nascite sempre più basso. Come questo impatta sulla questione della somministrazione farmaci a domicilio? Ne consegue un rapido invecchiamento della popolazione (attualmente, in Italia gli over 60 superano il 25% del totale), che si traduce in una maggiore necessità di cure ambulatoriali. Le stime dicono che entro il 2030 gli over 65 potrebbero superare abbondantemente il 25% della popolazione e che il tasso di over 80 aumenterà in maniera vertiginosa: 7 milioni entro i prossimi 20 anni, contro gli attuali 3 milioni. Tuttavia, le politiche di assistenza agli anziani vedono l’Italia agli ultimi posti tra le nazioni industrializzate. Insomma, se l’aspettativa di vita continua a crescere, la salute e le istituzioni non stanno al passo, anzi. E per far fronte a tale crisi assistenziale, le famiglie italiane fanno sempre più ricorso a badanti, OSS ed infermieri privati (a seconda delle condizioni del paziente). Purtroppo, però, le stesse famiglie trovano grosse difficoltà nel riuscire a fronteggiare le impellenti necessità dei loro cari non più autosufficienti, ma soprattutto nel reperire risposte qualificate e tempestive sul territorio. Ecco perché nasce EpiCura, una rete composta da professionisti selezionati, operativa su tutto il territorio nazionale e in grado di garantire interventi personalizzati 365 giorni l’anno e 24 ore su 24.

Perché affidarsi all’assistenza domiciliare?

È presto spiegato. I motivi stanno nella capacità degli specialisti di raggiungere in breve tempo il domicilio del paziente, nelle cure di alto livello erogate da infermieri, OSS e fisioterapisti, nella carenza in termini di qualità e presenza sul territorio dei servizi garantiti dallo Stato, i quali non riescono a far fronte ad una richiesta in costante aumento. Inoltre, il modello assistenziale offerto da EpiCura affonda il proprio successo in precise motivazioni etiche e psicologiche, in quanto permette al paziente di restare all’interno del suo ambiente di vita e vicino ai propri affetti. Tutto ciò evita ricoveri spesso gestiti in maniera frettolosa e consente un miglioramento della qualità della vita dell’assistito. In Italia, sono migliaia le famiglie che si rivolgono alle reti che forniscono assistenza privata. Ogni centro si attiene alle linee guida generali e ad un codice deontologico comune. L’assistenza a domicilio ad anziani e persone allettate è un compito che porta con sé grandi responsabilità: consiste, infatti, nel supportare il malato con competenza ed empatia, aiutandolo durante la maggior parte delle mansioni quotidiane. Ma non soltanto. Spesso, si rendono necessarie ulteriori competenze, tra cui la somministrazione dei farmaci ad orari specifici oppure la medicazione di ferite chirurgiche o lesioni da decubito.

Somministrazione farmaci a domicilio: un impegno da non sottovalutare

L’assistenza infermieristica a domicilio non si rivolge soltanto al paziente, ma anche a chi lo assiste quotidianamente (il cosiddetto caregiver). Il suo obiettivo è alleviare le sofferenze del paziente e migliorare le sue condizioni di vita, assicurando anche un’interazione costante con l’ambiente familiare. L’infermiere domiciliare agisce in maniera analoga ai suoi colleghi impegnati nei presidi sanitari e su di lui ricadono tutte le responsabilità dell’assistenza infermieristica (gestione, pianificazione e valutazione degli interventi assistenziali). L’infermiere a domicilio assicura la corretta applicazione delle prescrizioni terapeutiche e diagnostiche. Tra le sue competenze rientrano anche eventuali interventi complessi, quali terapie infusive, antalgiche e iniettive fino alla somministrazione farmaci a domicilio. Se in ambito ospedaliero è presente una netta stratificazione delle mansioni, ciò non avviene in ambito domiciliare, dove i confini appaiono molto più sfumati. L’operatore sanitario incaricato, infatti, opera da solo e si espone in prima persona, affidandosi unicamente al proprio bagaglio esperienziale e tecnico. Ecco perché è fondamentale affidare i propri cari a professionisti scelti, in grado di instaurare un rapporto con il paziente e con il suo nucleo familiare. La difficoltà maggiore sta nell’individuare le soluzioni più appropriate ed efficaci ad eventi imprevedibili. Motivo in più per affidarsi ad un infermiere professionista, soprattutto qualora si rendano necessarie cure specifiche o la somministrazione di farmaci a domicilio.

La somministrazione dei farmaci a domicilio migliora l’aderenza alla terapia

Una terapia efficace passa attraverso l’assunzione dei medicinali prescritti dal medico. La somministrazione dei farmaci a domicilio aiuta il paziente a seguire in maniera più precisa il percorso terapeutico, sollevandolo dall’impegno di dover ricordare ogni cosa da solo e dallo stress causato dagli eventuali inconvenienti. Assumere con costanza i farmaci indicati, tenere sotto controllo le proprie scorte e recarsi in farmacia per acquistare nuove confezioni, possono sembrare incombenze semplici da portare a termine. Eppure, non sempre è così, soprattutto se il paziente non ha la possibilità di spostarsi autonomamente e il caregiver è costretto a far combaciare i propri impegni lavorativi con l’assistenza al malato. Inoltre, se consideriamo che per molte malattie croniche la distribuzione dei medicinali spetta unicamente alle farmacie ospedaliere, gli spostamenti che pazienti e caregiver sono costretti ad affrontare possono diventare ostacoli importanti, a volte in grado di indurre il malato ad interrompere anzitempo il trattamento o a sospenderlo in attesa del rifornimento. La somministrazione dei farmaci a domicilio aiuta ad essere costanti nell’assunzione della terapia, migliora la qualità della vita del paziente, esenta i pazienti e i loro cari da un’incombenza importante, che rischia di cozzare con gli impegni personali e lavorativi.

Somministrazione farmaci a domicilio a pazienti non deambulanti

Come detto in precedenza, in campo sanitario, uno dei principi riconosciuti come validi e necessari è quello secondo il quale debba essere privilegiata, quando possibile, la degenza domiciliare a fronte di quella ospedaliera. Le motivazioni sono di ordine sociale, medico, economico e psicologico. Inoltre, è fondamentale che la durata di un’eventuale ospedalizzazione si riduca allo stretto necessario (ovvero al trattamento della fase acuta della patologia), mentre gli interventi terapeutici, quando programmati, vanno attuati presso il domicilio del paziente anzichè in ospedale. Per assicurare la continuità terapeutica al malato e quindi la somministrazione di farmaci H/OSP (prodotti per nutrizione parenterale, medicinali antimicrobici iniettivi, miscele in fleboclisi per terapia antalgica, etc) è quindi opportuna la presenza di un infermiere professionista. Per i pazienti complessi, infatti, potrebbe essere necessario l’avvio di una terapia a domicilio, allo scopo di evitare ricoveri “impropri”, finalizzati alla sola somministrazione del farmaco (pazienti affetti da patologie infettive gravi, pazienti che necessitano di cure palliative, etc).

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