Sanità digitale, un viaggio con Adriano Fontanari fra salute ed innovazione

0
157
intelligenza artificiale e e salute
intelligenza artificiale e e salute

Buongiorno Adriano, benvenuto e grazie per aver accettato quest’intervista da parte di Epicura. Noi sappiamo che tu sei una persona che da anni si occupa dei temi della salute e dell’innovazione. Un attenzione speciale la rivolgi ai temi della sanità digitale ed intelligenza artificiale, e che questi due elementi diciamo fanno parte del tuo pedigree e anche di quello di Epicura, quindi siamo felici di averti qua!

Come nasce il tuo interesse per la sanità digitale e l’innovazione?

Grazie Alessandro della disponibilità e dell’interesse. Diciamo che la mia storia inizia anni fa con una ricerca su internet. Non avevo trovato una piattaforma legata ad un problema, una patologia cronica, che avevamo allora in famiglia.

Da lì appunto è nata un’idea che ho presentato ad uno startup weekend Brescia 2013 per una piattaforma di medicina narrativa ossia un luogo in cui i pazienti cronici potessero condividere le loro storie. Assieme a Dennis Deavi e sotto la supervisione di un team di psicoterapeuti (InMente), ebbe inizio un percorso che ha portato alla nascita di Ponterosso, un servizio di care management basato a Trento. Il progetto è supportato dalla Fondazione Cassa Rurale di Trento ed anche da una serie di realtà partner facenti parte del terzo settore.

Ho un background in economia, mi sono laureato in gestione aziendale nel 2018 e sto attualmente frequentando un corso di laurea magistrale in Innovation Management presso la Scuola superiore Sant’Anna e l’Università di Trento. Inoltre negli anni ho seguito diversi corsi a livello internazionale sui temi della sanità digitale.

Ci sono stati tre momenti che mi hanno indirizzato particolarmente. Una Summer School ad Heidelberg, legata proprio alle malattie croniche, un corso intensivo in healthcare innovation tra il Massachusetts Institute of Technology e l’Harvard Medical Schoool e la specializzazione di 8 mesi, StarShip Fellowship di EIT Health, svoltasi da marzo a novembre 2019.

In questi percorsi ho studiato una metodologia che si chiama Biodesign, nata a Stanford ad inizio 2000. Il punto centrale di questa metodologia è l’individuazione di un bisogno relativo ad una chiara popolazione e gli outcome dello stesso need. Da qui si generano delle ipotesi (concept) che vanno testate.

Dopodiché si valuta il potenziale business del progetto, esplorando possibili business model e il percorso di regolamentazione della soluzione. Nel Biodesign, un punto di riferimento nel mondo dell’innovazione e salute, vengono utilizzate anche altre metodologie, quali il design thinking.

In questo modello è particolarmente importante l’allineamento fin dall’inizio dei diversi stakeholder coinvolti, dal soggetto pagante (es. ospedale), dello specialista medico e delle altre parti coinvolte nel processo.

In questo modello è particolarmente importante l’allineamento fin dall’inizio del beneficiario, che poi acquisterà la soluzione, dello specialista medico e delle altre parti coinvolte nel processo.

il processo di innovazione biodesign come viene insegnato a Stanford. Courtesy by: http://biodesign.stanford.edu/about-us/process.html

Attualmente sto collaborando con Nina Capital, un fondo di Venture Capital, che investe in startup health tech in tutta Europa.

Scrivo  per diversi blog, dove racconto la mia esperienza nel mondo della salute e dell’innovazione. Sono Ambassador di Impactscool e Digital Health Today (un podcast  di divulgazione sui temi della sanità digitale e innovazione). Sono inoltre il rappresentante in Italia di EIT Health Alumni, un network di professionisti del mondo della salute.

Molto interessante il metodo biodesign a cui facevi riferimento. Hai avuto modo di seguire qualche specifico progetto applicando il Biodesign?

Da marzo a novembre 2019 abbiamo sviluppato un progetto legato all’endometriosi. Si tratta di una patologia specifica delle donne, parti del mucosa endometriale si staccano e si disseminano in giro per il corpo. Il grande problema è che richiede dai 5-7 anni solitamente per essere diagnosticata. Sintomi comuni sono dolori addominali.

Abbiamo sviluppato EDNA, chatbot di intelligenza artificiale per supportare le donne affette da endometriosi, la cui funziona principale è di offrire supporto psicologico. La soluzione cerca di costruire una relazione empatica con la persona al fine di fornire informazioni utili, subito dopo la diagnosi (es. i documenti necessari per una visita dallo specialista).

adriano fontanari salute digitale e innovazione

Quali sono i temi che tratti nei tuoi articoli, sempre e solo sanità digitale ed innovazione?

I miei articoli si occupano di diverse tematiche: da ricerche di mercato che svolgo sui temi della sanità digitale, report di eventi specialisti a cui partecipo ed interviste con imprenditori ed esperti del settore.

Quale è secondo te una tecnologia che avrà un grande impatto in sanità?

Si sente spesso parlare di intelligenza artificiale. Ogni giorno c’è un articolo su un giornale o blog di come essa abbia superato i medici nella capacità di diagnosi. La Digital transformation della sanità non è un aspetto meramente tecnologico ma coinvolge più livelli. La tecnologia è infatti solo un mezzo e non un fine.

Il suo scopo ultimo deve essere quello di favorire la relazione tra le persone. Come evidenzia Eric Topol, nel suo recente libro Deep Medicine, l’Intelligenza Artificiale permetterà di salvare tempo al medico per favorire l’umanizzazione delle cure.

Bisogna inoltre considerare che il digitale ha permesso alle persone di essere più informate, su canali che possono essere affidabili o meno. Costruire una relazione di fiducia con il medico è quindi fondamentale nell’aderenza alla terapia

Come sta cambiando l’assistenza domiciliare grazie a queste nuove tecnologie?  

Smartphone, Smartwatch, Assistenti vocali e altri sensori indossabili stanno radicalmente cambiamento l’assistenza domiciliare. L’analisi e la raccolta dei dati supportano la diagnosi precoce di malattie (es. fibrillazione atriale), in un paradigma di medicina predittiva. La comunicazione con i dispositivi simulerà sempre più l’uomo, grazie a delle interfacce conversazionali e l’uso dell’intelligenza artificiale.

Vi sono inoltre sempre più startup che offrono soluzioni per migliorare la gestione delle malattie croniche. Per esempio la società Onedrop ha un sistema di IA che permette di predire il livello di glucosio del sangue fino ad 8 ore prima. La salute mentale è un altro tema da non trascurare. Ci sono molte startup che offrono soluzioni (es. chatbot, programma di mindfulness) per supportare le persone nel gestire la propria mental health.

Le parole chiave per il futuro sono integrazione e Clinical Decision Support System. Le tecnologie che riusciranno ad integrarsi nei processi ed offrire al clinico dati a supporto del processo diagnostico rappresenteranno un punto di cambiamento importante per la sanità.

Innanzitutto ti ringrazio perché sei stato chiarissimo. E’ stata sicuramente un’apertura sul mondo di quello che sarà la salute digitale forse già in parte ora e probabilmente sarà nei prossimi anni. Ci hai dato tantissimi spunti e quindi adesso ti ti ringrazio e sicuramente ci piacerebbe averti ancora nostro ospite per un futuro intervento. Grazie.

teleconsulto medico
teleconsulto medico

LASCIA UN COMMENTO

Per favore scrivi il tuo commento qui!
Per favore inserisci il tuo nome qui