Cosa sono le ernie, come si riconoscono e come si trattano

0
908
Cosa sono le ernie, come si riconoscono e come si trattano
Cosa sono le ernie, come si riconoscono e come si trattano

Ernie: cosa sono e come si distinguono?

Le ernie causano la fuoriuscita, attraverso un canale anatomico, di un viscere dalla cavità che lo contiene. Le più comuni sono quelle che coinvolgono l’addome, con particolare riferimento all’inguine. Le ernie inguinali sono le più diffuse in assoluto, seguite da quelle femorali. Vi sono poi le ernie del disco (cerebrali e lombari), le ernie iatali, le ernie da incisione e le ernie ombelicali.

Un’ernia particolare è quella che si fa strada in corrispondenza di una cicatrice derivante da una ferita pregressa; in questo caso si parla di laparocele, ernia post-laparotomica o ernia da incisione (dall’inglese incisional hernia). Le ernie addominali (o esterne) si differenziano dalle erniazioni interne (ernia del disco, cervicale e diaframmatica), caratterizzate dallo spostamento del viscere all’interno del corpo. Le stime suggeriscono una distribuzione delle ernie inguinali molto più elevata tra gli uomini che hanno superato i cinquant’anni d’età. Al contrario, le ernie crurali (o femorali) colpiscono soprattutto le donne, a causa della particolare conformazione del bacino. Molto più complesse le stime relative alla diffusione delle ernie iatali, a causa della diagnosi piuttosto complicata.

Ernie addominali

Le ernie addominali si suddividono in ombelicali, epigastriche, femorali e inguinali. A queste si aggiungono quelle incisionali, provocate da una ferita o da un intervento chirurgico pregressi. Le erniazioni si fanno strada attraverso un orifizio preformato o un’area debole situata nella parete di rivestimento. Le ernie addominali, quindi, non sono altro che il risultato di un indebolimento delle pareti fasciali e muscolari, che in condizioni normali tengono i visceri nella loro sede naturale. In particolare, le ernie addominali sono dette esterne in quanto i visceri, penetrando tra le strutture della parete addominale, fuoriescono diventando evidenti. Tutte le ernie addominali hanno caratteristiche comuni, tra cui:

  • una “porta erniaria“, ovvero il varco dal quale fuoriesce il viscere. La porta erniaria può essere l’anello ombelicale (ernia ombelicale), il canale inguinale (ernia inguinale), oppure una qualsiasi zona caratterizzata da una smagliatura o da un punto più debole.
  • un sacco (una membrana sierosa che riveste gli organi addominali), all’interno del quale è collocato il viscere erniato.
  • il contenuto dell’ernia, ovvero la porzione del viscere o dell’organo che ha cambiato sede.

Per rinforzare la parete addominale e il pavimento pelvico e, quindi, prevenire il disturbo o recuperare da un intervento chirurgico, è possibile eseguire taluni esercizi prescritti dai fisioterapisti di EpiCura. Alcuni studi hanno dimostrato come gli esercizi addominali classici (spalle che si staccano dal suolo con conseguente riduzione della distanza tra spalle e bacino) possano indurre conseguenze negative. Tuttavia, la parete addominale esercita funzioni importanti (stabilizzazione lombare, contenimento dei visceri, etc), pertanto è necessario allenarla senza aumentare la pressione intraddominale. Ecco spiegato perché la fisioterapia si avvale soprattutto di esercizi di rinforzo in contrazione isometrica, che evitano l’accorciamento del muscolo retto dell’addome.

Ernia iatale

L’ernia iatale consiste nello scivolamento di una parte dello stomaco dall’addome al torace, attraverso lo iato diaframmatico esofageo. Quest’ernia è piuttosto diffusa, considerato che colpisce quasi il 15% degli italiani. La fascia più a rischio è quella formata dagli over 70, nonostante il disturbo possa manifestarsi anche in giovane età. Donne e persone in sovrappeso sono maggiormente interessate dall’ernia iatale.

Tra le cause vanno annoverati traumi addominali, tosse cronica, gravidanza e obesità. Tali condizioni sono in grado di peggiorare la pressione intraddominale, alla base dello sviluppo della patologia. Il quadro clinico della malattia è variabile: se per alcuni pazienti l’ernia iatale è asintomatica, per altri può essere causa di gravi disturbi. Il malfunzionamento del diaframma può innescare il reflusso gastro-esofageo, a sua volta causa di dolori al torace, senso di bruciore all’altezza dello sterno, rigurgiti acidi, raucedine. Se l’ernia iatale è estesa bisogna ricorrere all’intervento chirurgico. Nei casi più lievi, fisioterapia e osteopatia possono essere risolutive.

L’osteopatia si avvale di una serie di tecniche dedicate al trattamento della zona viscerale, che riducono l’insorgenza dei vari sintomi. Lo scopo del trattamento è rilassare e rinforzare la giunzione gastro-esofagea ed eliminare il disequilibrio delle fasce a livello gastro-esofageo-diaframmatico.

Ernia del disco

Col passare del tempo, i dischi che formano la colonna vertebrale possono andare incontro a degenerazione. L’espulsione del materiale situato al loro interno può causare protrusioni o ernie. La pressione del materiale discale sui nervi provoca dolore e infiammazioni come la sciatalgia. Il dolore tende a coinvolgere natica, gamba e polpaccio e può accompagnarsi con intorpidimento, formicolio e debolezza. L’ernia del disco cervicale può causare dolore al collo e al braccio, oltre che intorpidimento e debolezza muscolare. In che modo è possibile alleviare il dolore? Nella maggior parte dei casi, la sintomatologia legata all’ernia del disco migliora lentamente se la terapia prevede farmaci, esercizio fisico e, soprattutto, fisioterapia. Ciascun programma di riabilitazione dovrebbe includere la presenza di un fisioterapista e di un massaggiatore: massaggio, manipolazione ed esercizi attivi sono fondamentali per lenire il dolore. I professionisti che operano per EpiCura possono intervenire anche con fisioterapia a domicilio, supportando il paziente al fine di evitare un’esecuzione errata degli esercizi prescritti. Ciò, infatti, potrebbe incrementare il dolore e allungare tempi di recupero.

Gli altri tipi di ernie

Esistono 3 grandi categorie di ernie, che si suddividono in una miriade di sotto-tipologie dotate di caratteristiche proprie. Tra queste, quelle più diffuse sono l’ernia crurale (o femorale), che si fa strada attraverso la porta crurale, situata nella cosiddetta lacuna vascolorum. Questa permette il passaggio dei grandi vasi della coscia: vena e arteria femorale. Colpisce prevalentemente le donne, nelle quali costituisce circa la metà di tutte le ernie, a causa della particolare configurazione del bacino, che provoca un allargamento di questa “porta”. L’ernia ombelicale è la terza in ordine di frequenza tra le ernie addominali. Se ne conoscono varie forme: l’ernia dell’adulto (può manifestarsi in entrambi i sessi e può raggiungere dimensioni ragguardevoli); embrionale (di natura congenita ed è causata da un difetto di chiusura della parete addominale); neonatale (tipica dei neonati, compare in seguito alla caduta del cordone ombelicale e, nella maggior parte dei casi, regredisce spontaneamente). Per tenere sotto controllo l’evoluzione del disturbo è possibile affidarsi al servizio pediatrico offerto da EpiCura, che garantisce visite in studio o a domicilio. Un’altra tipologia di ernia particolarmente diffusa è quella epigastrica, situata tra le lacune situate nella linea alba, che servono al passaggio dei nervi e dei vasi.

Inserisci i tuoi dati, verrai ricontattato al più presto per un preventivo di intervento a domicilio!

Cliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina https://www.epicuramed.it/privacy-policy/.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore scrivi il tuo commento qui!
Per favore inserisci il tuo nome qui