Glaucoma e Perdita della Vista. Cause e sintomi del glaucoma

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I sintomi del Glaucoma una malattia che ruba la vista
I sintomi del Glaucoma una malattia che ruba la vista

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità 55 milioni di persone al mondo soffrono di glaucoma ma soltanto un individuo su due è consapevole dei sintomi del glaucoma.

Questa patologia oculare è la seconda causa di cecità, ma la prima ad avere un carattere di totale irreversibilità.

Cos’è il glaucoma?

La rivista Scientific American definisce il glaucoma come “il ladro subdolo della vista”: molto difficile per il paziente riconoscere i sintomi del glaucoma.

Questa descrizione sottolinea un dato inequivocabile: la patologia agisce in modo silente e asintomatico e, quando ci si accorge della sua presenza, la capacità visiva dell’individuo è ridotta del 40%.

Ma cos’è esattamente il glaucoma?

Il nostro occhio, in condizioni normali, produce e riassorbe in continuazione l’umore acqueo, un liquido salino che si trova tra la cornea e il cristallino.

Prodotto nella camera posteriore, questo liquido arriva in quella anteriore grazie al movimento della pupilla ed è proprio qui che viene riassorbito.

Nel caso in cui la zona di deflusso sia ostruita, la pressione intraoculare inizia ad aumentare.

Se questo fenomeno si verifica spesso e i livelli della pressione sono molto elevati, la testa del nervo ottico, situata nella parte centrale della retina, si danneggia.

Il nervo ottico è una parte fondamentale della vista. Il suo compito è quello di trasportare l’immagine percepita nel campo visivo dalla retina al cervello, attraverso una rete di complessi segnali bioelettrici trasportati dai neuroni.

Sono proprio questi neuroni a essere danneggiati dall’aumento della pressione intraoculare.

All’inizio i sintomi del glaucoma sono difficili da notarsi, il paziente non si accorge che il suo campo visivo si sta mano mano restringendo in quanto la perdita della visione laterale non è percepita nell’immediato dal nostro occhio.

Se non si interviene con un trattamento del glaucoma mirato, il danno inizia a interessare anche la macula ovvero quella piccola zona della retina posta vicino alla papilla ottica che serve a compiere molte delle azioni quotidiane come leggere, scrivere, guidare o riconoscere i volti.

Il glaucoma danneggia la macula, provocando la progressiva diminuzione della vista fino alla cecità.

Forme di glaucoma

Esistono due tipi principali di glaucoma:

  1. il glaucoma oculare ad angolo aperto
  2. il glaucoma acuto ad angolo chiuso.

Glaucoma ad angolo aperto

Il glaucoma ad angolo aperto è la patologia più frequente, colpisce 2 persone su 100, ed è correlato alla chiusura graduale del trabecolato, il tessuto che permette il deflusso dell’umor acqueo.

La sua caratteristica è quella di non essere legato tanto all’aumento della pressione intraoculare quanto a una serie di fattori di rischio quali l’età avanzata, ad esempio, la familiarità o l’appartenenza a una determinata etnia.

In presenza di questa causa e di un nervo ottico particolarmente debole, il paziente può iniziare a soffrire di glaucoma pur in presenza di valori pressori che rientrano nella norma.

Glaucoma acuto

Il glaucoma acuto è una vera e propria emergenza oculare legata all’improvviso rialzo della pressione intraoculare per un’improvvisa ostruzione del deflusso dell’umore acqueo.

Questo fenomeno può verificarsi quando l’iride viene spinta in avanti fino a occludere l’angolo di drenaggio e quindi ostacolare il riassorbimento del liquido.

Ne soffre una persona su 150 e solitamente è legato alla presenza di forti dolori e di una riduzione significativa della vista. La diagnosi tempestiva dei sintomi del glaucoma è l’aspetto più importante e, in alcuni casi, risolutivo.

Il glaucoma può insorgere anche come complicazione in seguito a un’infiammazione oculare o un trauma oppure essere congenito, quindi presente sin dalla nascita. In questo caso l’unica soluzione è rappresentata dal ricorso alla chirurgia.

Cause e fattori di rischio del glaucoma

La causa principale del glaucoma è l’aumento della pressione intraoculare.

Questo elemento però non sempre scatena la patologia in quanto la sua comparsa dipende dalla sensibilità del nervo ottico, un fattore che varia da individuo a individuo.

Esistono una serie di fattori che possono causare la comparsa del glaucoma quali la storia familiare, il diabete, la miopia o la riduzione dello spessore corneale centrale.

Un elemento molto importante è legato all’età avanzata, è stato calcolato che le probabilità di sviluppare il glaucoma intorno ai 45 anni non superano lo 0,1% mentre verso gli 80 la percentuale si alza fino a sfiorare il 2%.

Un’altra causa/fattore di rischio è rappresentata dall’appartenenza all’etnia asiatica o africana, ritenute più propense a sviluppare determinate forme di glaucoma.

Tra le cause che possono portare alla sua comparsa ricordiamo anche la presenza di patologie come l’uveite, l’accumulo di materiale nel canale di drenaggio, l’aumento anomalo dei vasi sanguigni che vanno a ostacolare il deflusso dell’umore acqueo o l’abitudine di ricorrere spesso ai colliri cortisonici.

Recentemente i ricercatori delMassachusetts Eye and Ear e del MIT hanno scoperto che il glaucoma potrebbe essere causato da una risposta immunitaria dell’organismo all’esposizione precoce ai batteri, un fattore che può determinare l’aumento della pressione nell’occhio e innescare uno shock termico.

Questo shock provoca la comparsa di una serie di proteine che il nostro corpo produce in presenza di stress e la cui presenza allerta le cellule T della memoria.

Questi linfociti captano erroneamente (tipico delle malattie autoimmuni) i neuroni della retina come corpi estranei e li attaccano, distruggendoli.

I sintomi del glaucoma

Ci sono due armi che abbiamo a disposizione per scongiurare la comparsa di questa patologia: le visite regolari al fondo dell’occhio e la comprensione tempestiva dei sintomi del glaucoma. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, il glaucoma ad angolo aperto è spesso silente e non provoca nessun disturbo. Chi ne è affetto può presentare livelli normali di pressione ma l’oculista, con una visita scrupolosa, può verificare la presenza di segnali inequivocabili come un danno al nervo ottico oppure la comparsa di punti ciechi nel campo visivo. Questi pazienti saranno considerati a rischio e necessiteranno quindi di un monitoraggio nel tempo, per verificare eventuali cambiamenti e iniziare in modo tempestivo la terapia più indicata.

Il glaucoma acuto invece non solo è accompagnato da forti dolori oculari ma si manifesta con nausea, vomito, cefalee, la vista appannata soprattutto nelle ore notturne e la comparsa di un alone attorno alle luci.

In generale, la persona affetta da glaucoma può mantenere una vista acuta che arriva ai dieci decimi. I campanelli d’allarme sono però molto specifici. Il paziente urta contro spigoli o pareti, non vede le scale, ha difficoltà a guidare oppure nota la scomparsa di alcune lettere quando legge. In presenza di questa sintomatologia, il consiglio è soltanto uno: rivolgersi immediatamente allo specialista.

Il trattamento

Nel glaucoma le cure sono differenziate in base al momento in cui si effettua la diagnosi. L’approccio farmacologico, con l’utilizzo di beta-bloccanti, prostaglandine e colliri per abbassare la pressione dell’occhio, è il primo tentativo per tentare di arginare la corsa della patologia. Queste terapie non sono immediatamente risolutive perché occorrono tempo e costanza.

Se i farmaci non raggiungono gli effetti sperati, lo specialista propone il ricorso al laser, un intervento effettuato in day surgery che permette al paziente un rapido recupero. Nei casi più complessi invece è necessario il ricorso alla chirurgia tradizionale.

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