Infarto intestinale o ischemia: una malattia potenzialmente fatale e sottovalutata

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infarto intestinale o ischemia addominale
infarto intestinale o ischemia addominale

L’infarto intestinale è una patologia che si verifica quando i vasi sanguigni presenti nell’intestino si ostruiscono o contraggono.

Chiamato anche ischemia intestinale, è una condizione medica urgente da valutare con molta attenzione.

Cos’è l’infarto intestinale?

Spesso si tende a pensare all’infarto come a un evento grave associato soltanto al cuore, infarto cardiaco.

In realtà questo termine in medicina viene utilizzato quando una parte del corpo inizia a soffrire perché l’arteria che lo rifornisce di sangue, quindi di ossigenazione e nutrimento, è bloccata.

L’infarto addominale è senza dubbio più raro di quello a carico del miocardio o del cervello (ictus) ma è altrettanto grave.

Il dolore addominale cronico o acuto può essere il risultato di numerosi processi fisiopatologici difficili da diagnosticare.

Secondo il British Medical Journal BMJ, riconoscere un infarto intestinale può essere oggettivamente difficile perché la maggior parte dei pazienti presenta un range così ampio di sintomi non specifici che formulare una diagnosi e una previsione circa i danni subiti può rivelarsi un’impresa ardua.

Se è vero che la maggior parte di questi dipendono da eventi benigni, ce ne sono alcuni, come l’ischemia intestinale, che necessitano di una diagnosi tempestiva per scongiurare il pericolo di possibili (e pericolose) complicazioni.

L’infarto intestinale è un termine che descrive una varietà di condizioni che si verificano quando il flusso sanguigno verso l’intestino diminuisce a causa di una vaso sanguigno bloccato o ostruito.

Quando tale flusso si interrompe si verifica l’infarto, quindi la morte della porzione di tessuto coinvolta nel processo. Le parti colpite sono il colon e l’intestino tenue.

Le cause dell’infarto intestinale o addominale

Per comprendere le cause che scatenano l’infarto addominale è necessario distinguere tre casi diversi:

  • l’ischemia del colon,
  • l’ischemia mesenterica acuta
  • l’ischemia mesenterica cronica.

Ischemia del colon

L’ischemia del colon si verifica quando il flusso sanguigno rallenta proprio in questo tratto d’intestino.

I ricercatori non hanno ben chiaro il motivo per cui scatta questo meccanismo ma sono concordi nell’affermare che esistono una serie di cause o eventi che possono scatenarlo.

La presenza di un embolo è una delle cause più frequenti. L’embolo è un piccolo coagulo di sangue che parte dal cuore o da un vaso sanguigno e che, grazie al flusso circolatorio, arriva nell’intestino bloccando un’arteria.

Altre volte è un’aderenza che intrappola un segmento dell’intestino nel tessuto cicatriziale oppure un’ernia che porta una parte del colon a fuoriuscire dalla sede abituale.

Una delle più pericolose cause dell’infarto intestinale: la Trombosi Intestinale

La trombosi intestinale è una delle cause più insidiose e difficili da diagnosticare.

La trombosi venosa, meno frequente, si verifica soprattutto nelle persone affette da tumori o epatite.

La trombosi arteriosa invece è una complicazione secondaria di patologie preesistenti ed è agevolata dalla presenza di una pressione sanguigna molto bassa che può provocare l’ischemia intestinale.

Ci sono alcuni disturbi che riguardano il sangue e la sua composizione, come l’anemia falciforme, il Lupus o la vasculite che diventano un terreno fertile per l’infarto addominale.

Ischemia mesenterica acuta

L’ischemia mesenterica acuta è un tipo di infarto che si verifica nell’intestino tenue.

Il suo esordio è veloce e improvviso e spesso, come nel caso dell’infarto nel colon, è scatenato da un embolo che va a bloccare l’arteria mesenterica superiore.

Questo fenomeno si manifesta soprattutto in pazienti che hanno alle spalle una serie di patologie importanti, o che soffrono di insufficienza cardiaca o renale cronica, o ancora in persone che hanno subito un grave shock o assumono farmaci particolari.

L’angina intestinale è un’ischemia mesenterica cronica che deriva dall’aterosclerosi ovvero dall’accumulo di sostanze grasse lungo la parete arteriosa.

Questo processo è graduale e non richiede nessun intervento fino al momento in cui almeno due delle tre arterie principali intestinali si restringono o si ostruiscono.

Sintomi dell’infarto intestinale

I sintomi dell’infarto intestinale possono essere acuti e manifestarsi all’improvviso oppure svilupparsi gradualmente nel tempo.

Il dolore addominale non è sempre presente. I pazienti che soffrono di insufficienza cardiaca, aritmia o di pressione bassa spesso non avvertono questo prezioso campanello d’allarme.

In generale possiamo affermare che, soprattutto nell’infarto del colon, il dolore riguarda il lato sinistro dell’addome, si manifesta all’incirca dopo una decina di minuti dal pasto e il paziente avverte un improvviso bisogno di correre in bagno.

I movimenti intestinali sono continui e urgenti e le feci spesso contengono sangue rosso vivo o tendente al marrone.

In alcuni casi compare una leggera febbre accompagnata da vomito e diarrea, come nell’ischemia cronica, e un dolore sordo che aumenta con il passare del tempo e che può dar luogo anche a un leggero gonfiore nell’addome.

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Fattori di rischio

Questa patologia, che colpisce soprattutto la popolazione over 50, non risparmia nemmeno i giovani.

Esistono una serie di fattori di rischio che aumentano la possibilità di essere colpiti dall’infarto dello stomaco.

Tra questi ricordiamo l’enfisema e altre malattie polmonari legate al fumo, l’aterosclerosi, le patologie a carico delle coronarie, l’insufficienza cardiaca e la possibilità di sviluppare coaguli del sangue a causa di malattie specifiche come l’anemia falciforme o la mutazione del fattore V di Leiden.

Secondo recenti studi l’abuso di droghe o l’assunzione di alcuni farmaci come la pillola anticoncezionale o gli antiemicranici possono esporre il paziente al rischio di sviluppare un infarto dell’intestino.

Diagnosi e cura dell’infarto intestinale

L’infarto intestinale ha una mortalità elevata se la diagnosi non è tempestiva.

Oltre alla verifica della presenza degli eventuali fattori di rischio, lo specialista potrà avvalersi del supporto degli esami del sangue, della colonscopia, dell’ecografia addominale, della risonanza magnetica o dell’angiografia.

La TAC con mezzo di contrasto rappresenta lo strumento più affidabile e veloce sia per effettuare una diagnosi sia per decidere la strada da seguire per curare il paziente.

La necrosi intestinale viene scongiurata nel caso in cui l’embolo può essere riassorbito rapidamente grazie alla somministrazione di farmaci anticoagulanti.

Se la patologia è scatenata dall’ipotensione, il chirurgo può intervenire per ripristinare il corretto afflusso sanguigno nell’intestino.

Se la diagnosi è tardiva oppure il dolore non cessa, l’intervento chirurgico è l’unica soluzione possibile perché permette di individuare e asportare il tratto intestinale colpito dall’infarto.

L’unico a offrire un margine di intervento più ampio è l’infarto del colon perché in molti casi è caratterizzato dal passaggio da evento acuto a cronico.

I tessuti si adattano alla nuova situazione e l’intervento del chirurgo diventa inutile. In questo caso la patologia guarisce nel giro di qualche tempo.

Al paziente viene somministrata una cura antibiotica se è presente un’infezione e, se la causa è riconducibile a un problema di coagulazione, un farmaco anticoagulante per il resto della vita.

La prevenzione

Uno stile di vita sano e attivo è l’arma più efficace che abbiamo a disposizione per scongiurare il pericolo di un’ischemia intestinale.

Portare in tavola frutta, verdura, cereali integrali e praticare un’attività fisica leggera ma frequente permette di tenere sotto controllo alcune patologie come il colesterolo alto, l’obesità e indice glicemico, oppure il diabete, che rappresentano degli importanti fattori di rischio.

Fonti:

MaYo Clinic
Pourquoidocteur
Nature
Science Direct

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