Sindrome Fibromialgica: cause e diagnosi

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Sindrome fibromialgica come riconoscerla
Sindrome fibromialgica come riconoscerla

Sindrome fibromialgica, cosa è? Questo articolo è introduttivo per capire la fibromialgia cosa è.
Ecco alcune domande a cui rispondiamo:

Cos’è la Sindrome Fibromialgica o fibromialgia?

Come si legge dalla definizione su cosa è la sindrome fibromialgica, data dalle cliniche Mayo, un affermato ente clinico e di ricerca, la fibromialgia è una forma di dolore muscolo-scheletrico, che tende a diffondersi in tutto il corpo e che possiede le caratteristiche di un forte affaticamento (astenia).

Nel nostro Paese, questo disturbo interessa circa 1.5 – 2 milioni di persone, di cui la maggior parte donne, con un rapporto di incidenza di 9:1 rispetto agli uomini.

Il termine fibromialgia indica proprio il dolore che colpisce i muscoli e le strutture connettivali fibrose (tendini e legamenti).

Tale condizione viene comunemente definita “sindrome“, in quanto comporta la presenza contemporanea di sintomi e segni (i sintomi sono quelli che il paziente riferisce al medico, mentre i segni sono le evidenze cliniche individuate dallo specialista).

La natura della sindrome fibromialgica è in grado di confondere il medico chiamato a diagnosticarla, in quanto molti dei sintomi della fibromialgia sono tipici di altre condizioni cliniche.

Per definire questa condizione, in passato veniva impiegato il termine fibrosite, il cui suffisso “-ite” stava ad indicare la presenza di un’infiammazione, ovvero di un processo patologico in grado di causare calore, dolore e rigidità, sia a livello muscolare che articolare.

In seguito, la ricerca scientifica ha evidenziato come l’infiammazione non costituisca un elemento significativo di questa sindrome. Ecco spiegato il motivo per cui i termini fibromialgia e sindrome fibromialgica risultano più adeguati.

Quali sono le cause della sindrome fibromialgica?

Le esatte cause della fibromialgia sono ancora sconosciute. Tuttavia, le ricerche effettuate negli ultimi anni ritengono possano essere coinvolti numerosi fattori (genetici, biochimici, ambientali, neurochimici, psicologici, ormonali, etc).

Il meccanismo alla base della comparsa della patologia è un argomento discusso: al momento non disponiamo di dati definitivi, nonostante diversi studi stiano cercando di approfondire l’interazione multifattoriale da cui prende origine la malattia.

Negli ultimi tempi, l’attenzione dei ricercatori si è concentrata soprattutto sulla presunta capacità della fibromialgia di amplificare talune sensazioni dolorose (o di ridurne l’inibizione). Questo comportamento influenzerebbe la maniera in cui il cervello elabora i segnali di dolore.

Ciò che ha permesso ai ricercatori di presupporre l’esistenza di tale meccanismo è il fatto che i sintomi spesso cominciano a manifestarsi in seguito ad un trauma fisico, a un intervento chirurgico, a particolari infezioni o a una prolungata condizione di stress.

Altri pazienti, tuttavia, hanno mostrato come la presenza dei segni tipici della malattia tenda ad aumentare gradualmente nel corso del tempo, senza l’intervento di alcun evento scatenante, un po’ come avvienere per le cause della sindrome di alzheimer.

Le caratteristiche principali della sindrome fibromialgica e le difficoltà che accompagnano la diagnosi

La fibromialgia e i sintomi ad essa collegati interessano in particolare i muscoli e le loro inserzioni sulle ossa.

Nonostante possa essere confusa con una più comune patologia articolare, la sindrome fibromialgica si differenzia in maniera significativa dall’artrite e altre malattie reumatiche, e non causa alcuna deformità delle strutture articolari, nemmeno nel lungo periodo.

La fibromialgia è a tutti gli effetti un tipo di reumatismo dei tessuti molli (extra-articolare). Le difficoltà del medico in sede diagnostica dipendono dalla mancanza di esami approfonditi, pertanto, la diagnosi della fibromialgia è legata soprattutto ai sintomi riferiti dal paziente.

In passato, si era più propensi a considerare tali sintomi come frutto dell’immaginazione del paziente o comunque, non particolarmente rilevanti. Per fortuna, nell’ultimo decennio la fibromialgia è stata definita in maniera più accurata, grazie a studi che hanno individuato le principali linee guida utili alla diagnosi.

Tali ricerche hanno dimostrato come determinati sintomi, tra cui il dolore muscolo-scheletrico diffuso e la presenza di aree sensibili alla digito-pressione (i cosiddetti “tender points”), siano ricorrenti nei pazienti affetti da fibromialgia, a differenza di quanto avviene nelle persone sane o nei pazienti colpiti da altre malattie reumatiche dolorose.

Diagnosi fibromialgia

La presenza di fibromialgia viene valutata nei pazienti che lamentano dolori e rigidità diffusi da almeno 3/4 mesi, in particolar modo se accompagnati da una marcata condizione di affaticamento. Per essere certi che la causa dei sintomi descritti poc’anzi non sia un altro disturbo assimilabile, il medico può prescrivere esami aggiuntivi, nonostante

ad oggi non esista alcun esame radiologico o di laboratorio in grado di diagnosticare la fibromialgia.

I test raccomandati dal medico, infatti, servono soltanto ad escludere la presenza di altre patologie, tra cui l’artrite reumatoide, la polimialgia reumatica, l’artrosi cervicale o l’ipotiroidismo, caratterizzato dalla presenza di segni e sintomi molto simili a quelli della fibromialgia.

Determinati esami ed un’attenta anamnesi possono escludere altre condizioni cliniche contraddistinte da dolore cronico e astenia.

Poiché la fibromialgia ha sintomi generici e molto spesso assimilabili ad altre patologie, numerosi pazienti vanno incontro a complicate valutazioni prima che venga diagnosticata loro la malattia.

La fibromialgia tende a cronicizzarsi, tuttavia può guarire spontaneamente qualora diminuiscano le fonti di stress.

Fattori e segni associati alla fibromialgia: il ruolo della serotonina e degli ormoni fra gli altri

I principali elementi associati alla sindrome fibromialgica sono:

Stress fisico e/o emotivo.

È stato ampiamente dimostrato come lo stress sia una delle principali cause della fibromialgia.

Ad una marcata condizione di stress possono associarsi depressione, sindrome da fatica cronica (CFS) e sindrome del colon irritabile.

Come detto in precedenza, anche i traumi fisici possono aumentare il rischio di sviluppare fibromialgia (traumi cerebrali, al midollo spinale, interventi chirurgici, colpi di frusta, etc).

Una forte alterazione del livello dei neurotrasmettitori

Condizione causata da una condizione di stress cronico. Ciò può alterare il funzionamento di alcuni neurotrasmettitori cerebrali (dopamina, serotonina, Gaba, noradrenalina, etc), contribuendo all’insorgenza di determinati sintomi dolorosi.

Al contempo, anche il sistema immunitario e quello endocrino vengono interessati dal malfunzionamento delle reti neurali-cerebrali.

Il cattivo funzionamento di noradrenalina e serotonina, inoltre, causa l’iperattività del sistema nervoso neurovegetativo (sede di controllo dei meccanismi involontari), che a sua volta provoca un deficit di irrorazione sanguigna a livello muscolare. Tutto ciò si traduce in iperalgesia (ovvero dolori e tensioni muscolari ed astenia).

Predisposizione genetica

Infezioni

Alcune malattie virali sembrerebbero innescare o peggiorare i sintomi della fibromialgia. Tra queste la mononucleosi infettiva causata dal virus di Epstein-Barr, il morbo di Lyme e la Sindrome da Contaminazione Batterica del Tenue.

Disequilibri ormonali

Alcuni pazienti presentano alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, collegate con una presenza di cortisolo più bassa del normale. Tali squilibri possono causare anche disturbi del sonno, in quanto alcuni neurotrasmettitori coinvolti nella modulazione del dolore sono implicati anche nella regolazione del sonno e dell’umore.

Polimiosite o fibromialgia? Nevralgia o fibromialgia? Invalidità e fibromialgia
Polimiosite o fibromialgia? Nevralgia o fibromialgia? Invalidità e fibromialgia

Polimiosite o fibromialgia?

La polimiosite è un disturbo del tessuto connettivo, responsabile di gravi infiammazioni (miopatia infiammatoria).

Si manifesta attraverso una marcata debolezza muscolare, soprattutto al livello dell’anca e delle spalle.

I pazienti hanno difficoltà nel salire le scale, pettinarsi o alzarsi da una sedia.

Altro sintomo comune è la disfagia (difficoltà a deglutire). I sintomi compaiono lentamente (in genere dopo i 40 anni), complicando la diagnosi.

La malattia ha una componente autoimmune, ma spesso si manifesta in seguito ad infezioni virali o batteriche.

Per la diagnosi il medico può ricorrere a elettromiografia, risonanza magnetica e biopsia muscolare.

Nevralgia o fibromialgia?

Se polimiosite e fibromialgia possono essere difficili da distinguere, è più semplice riconoscere una nevralgia, ovvero un dolore, transitorio o cronico, provocato dall’infiammazione, dal malfunzionamento o dal deterioramento di un nervo (neuropatia periferica) o delle strutture del sistema nervoso centrale.

La sintomatologia della nevralgia può dipendere da fattori meccanici (stiramento, compressione, colpi di freddo), tossinfettivi o reumatizzanti.

In genere, il dolore nevralgico esordisce improvvisamente e può essere molto violento.

Per la diagnosi, il medico si basa esclusivamente sulla storia clinica del paziente.

Invalidità e fibromialgia

Ad oggi, le cause della fibromialgia sono sconosciute e ciò fa della patologia una sindrome reumatica non tipica, esclusa dalle linee guida dell’INPS relative al riconoscimento dell’invalidità.

Tuttavia, la malattia compare tra le patologie croniche invalidanti indicate dall’OMS.

In Italia, è stata riconosciuta soltanto da poche commissioni mediche che, per analogie con l’artrite reumatoide, assegnano il 50% d’invalidità per fibromialgia.

Quanto è grave la fibromialgia?

Nonostante la fibromialgia venga comunemente associata ad altre malattie reumatiche, questa non provoca alcun danno ai tessuti interessati, conseguenza comune di patologie quali la polimiosite e l’artrite reumatoide.

Di conseguenza, i pazienti interessati da fibromialgia non vanno incontro ad alcuna possibile degenerazione, né ad eventuali compromissioni della normale speranza di vita.

Tuttavia, quando i sintomi non si risolvono nel giro di pochi mesi, questi possono causare un marcato peggioramento della qualità della vita del paziente, rendendo ancora più complesse le cure per la fibromialgia.

In molti casi, infatti, la patologia tende a mostrare un decorso cronico (e persistente), con tendenza al peggioramento. Ciò rende la guarigione una condizione tutt’altro che frequente.

In genere, la fibromialgia non causa l’insorgenza di altre malattie. Tuttavia, il costante stato di affaticamento, i dolori persistenti e i disturbi del sonno possono interferire con le normali attività quotidiane e professionali.

Alcuni pazienti lamentano, infatti, importanti alterazioni della memoria a breve termine e marcate difficoltà di concentrazione (manifestazioni che rientrano nel novero dei sintomi tipici della condizione definita “fibro-fog”, ovvero annebbiamento fibromialgico).

Fonti utili: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLPRES/0/750246/index.html?part=ddlpres_ddlpres1-relpres_relpres1

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