Morbo di Crohn dieta: cosa mangiare e cibi da evitare

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Gastroenterologo con Colonscopia - i cibi da evitare per Morbo di Chron fase acuta
Gastroenterologo con Colonscopia - i cibi da evitare per Morbo di Chron fase acuta

Morbo di Crohn e alimentazione: l’importanza di una dieta sana ed equilibrata

Come la rettocolite ulcerosa, il morbo di Crohn è un disturbo cronico a carattere infiammatorio di cui si ignorano l’eziologia precisa e la cura definitiva.

La malattia può interessare l’intero tubo digerente, sebbene le porzioni più colpite siano il tratto finale dell’intestino tenue (l’ileo terminale) e il crasso.

Alcune complicanze, più evidenti durante la fase acuta, sono in grado di compromettere il metabolismo del paziente e persino la funzionalità degli organi vicini all’area colpita (vescica, peritoneo, utero, uretra, etc).

È importante sottolineare come in fase non acuta la malattia non causi grossi problemi; i sintomi e le complicanze più gravi si manifestano durante le recidive, che possono essere efficacemente ridotte mediante l’adozione di una dieta per il morbo di Chron adeguata.

Cause del Morbo di Chron

Ma quali sono le cause della malattia? Ad ora, le sole certezze riguardano:

  • predisposizione genetica (alterazione del gene NOD2)
  • coinvolgimento del sistema immunitario (viene annoverata fra le malattie autoimmuni) a livello della mucosa intestinale che, attivato dalla flora batterica intestinale, interviene in maniera aggressiva danneggiando i tessuti
  • determinati fattori ambientali, tra cui il tabagismo e l’uso di antinfiammatori non steroidei, possono causare l’insorgenza della malattia e peggiorare il decorso della stessa

Morbo di Crohn cosa mangiare durante la fase cronica

La dieta da adottare nella fase cronica e quindi non critica della malattia, non richiede accorgimenti particolarmente complessi.

Cottura degli alimenti

Tuttavia, è sempre molto importante cuocere gli alimenti nella maniera corretta.

I sistemi di cottura consentiti sono:

  • bollitura,
  • cottura a vapore,
  • a pressione,
  • sottovuoto,
  • a basse temperature
  • vaso-cottura.

I le cotture da evitare categoricamente sono: i fritti e quelli cotti alla piastra o alla griglia.

Infine, sono sconsigliati gli alimenti: stufati, saltati in padella o arrostiti in forno.

In tal modo, è possibile limitare l’assunzione di grassi e di cataboliti tossici.

Morbo di Chron: cibi da evitare

Tra gli accorgimenti fondamentali figura l’eliminazione totale dei cibi responsabili di reazioni avverse.

I cibi da evitare che rischiano di nuocere alla salute dei pazienti sono quelli che contengono:

  • lattosio,
  • zuccheri raffinati,
  • sale
  • spezie urticanti.

Infine, vanno evitate o limitate al massimo le bevande alcoliche e quelle stimolanti, così come i prodotti che possono contenere sostanze inquinanti o residui farmacologici; stesso discorso per gli additivi, in particolare quelli contenenti tracce di titanio.

In fase acuta del Morbo di Chron e qualora il paziente avvertisse problemi legati alla digestione di questi elementi, bisogna evitare i cibi contenenti:

  • lattosio
  • zuccheri raffinati
  • sale
  • spezie (in particolare possono arrecare danni la capsaicina del peperoncino, la piperina del pepe, il gingerolo dello zenzero, l’isotiocianato del rafano, l’allicina dell’aglio e della cipolla)
  • molecole carbonizzate
  • tossine dei funghi (tutti i funghi, inclusi quelli commestibili, producono piccole quantità di sostanze venefiche, oltre a tracce talvolta significative di sostanze inquinanti)
  • additivi (in particolare quelli contenenti tracce di titanio, considerato un acceleratore dell’infiammazione tipica del morbo di Crohn)
  • grassi in eccesso (soprattutto idrogenati)

Vanno evitati anche:

  • l’alcol etilico
  • le bevande stimolanti (contenenti caffeina, teina, teobromina, etc)
  • gli alimenti scarsamente digeribili o che tendono a fermentare nello stomaco e nell’intestino (ortaggi, frutta, legumi, cereali integrali)

Cosa mangiare: alimenti consigliati per il Morbo di Chron

È molto importante assumere buone quantità di molecole prebiotiche, necessarie al funzionamento della flora batterica intestinale.

Via libera anche ai glucidi e alle fibre solubili; meglio evitare, invece, quelle insolubili (buccia della frutta, dei legumi e degli ortaggi, crusca, etc), in grado di peggiorare il rischio di meteorismo, diarrea (da non confondere con la diarrea da Coronavirus) e crampi addominali.

Non devono mancare gli acidi grassi essenziali Omega 3 (in virtù delle loro capacità antinfiammatorie) e gli antiossidanti naturali (utili nella lotta alle infiammazioni e ai radicali liberi).

Morbo di Crohn dieta per la fase acuta

Il regime alimentare consigliato dai medici durante l’acutizzarsi della patologia presenta piccole ma importanti differenze: la principale sta nella necessità di evitare le fibre, allo scopo di far riposare il tratto digerente.

È importante, infatti, assumere esclusivamente cibi che non richiedano un grosso impegno in fase di digestione e che sollecitino il meno possibile la produzione dei succhi gastrici.

Laddove possibile, è da prediligere la nutrizione enterale, a base di nutrienti semplificati somministrati con una sonda inserita direttamente nell’apparato digerente, attraverso la bocca.

Il trattamento è finalizzato a migliorare l’assorbimento dei nutrienti e a ridurre la steatorrea, ovvero la diarrea acquosa.

Per l’integrazione, invece, si predilige la modalità parenterale (endovenosa). In particolare, le iniezioni servono a somministrare le necessarie quantità di vitamina B12, acido folico e altre vitamine, incamerate quasi completamente dal fegato.

Talvolta, i liquidi per la nutrizione enterale vengono arricchiti con alcuni elementi specifici, quali:

  • Omega 3, in virtù della loro azione antinfiammatoria
  • Glutammina e acido butirrico, per la loro capacità di nutrire le cellule intestinali (enterociti)
  • Prebiotici, perché in grado di giovare alla flora batterica saprofita

Morbo di Crohn cosa mangiare

Non esiste una dieta specifica per il morbo di Crohn e, soprattutto, non esiste un regime alimentare adatto a tutti i pazienti.

Nonostante, le diete troppo restrittive siano spesso inutili o addirittura dannose, è importante evitare o limitare l’assunzione di tutti gli alimenti di difficile digestione (ad es. se si è intolleranti ai latticini, meglio eliminarli completamente).

Un buon apporto idrico (1,5-2 litri d’acqua al giorno) è fondamentale per tutti i pazienti affetti da Crohn e soprattutto per coloro che hanno subito resezioni (escissioni parziali di un organo).

Bere a sufficienza riduce il rischio di litiasi renale e di calcolosi ossalica, causata dal malassorbimento dei grassi.

È fondamentale seguire un’alimentazione che includa tutti i nutrienti e preveda un adeguato apporto proteico.

Inoltre, è preferibile fare pasti piccoli e frequenti ed evitare categoricamente le abbuffate, in grado di provocare distensione addominale e sub-occlusioni.

In caso di stenosi, è bene adottare una dieta semiliquida e priva di scorie, costantemente, o almeno per uno o due giorni a settimana, in modo da ripulire l’intestino.

Inoltre, i pasti frequenti riducono il rischio di calcolosi biliare, frequente nella malattia di Crohn ileale.

Gli alimenti che possono essere consumati tranquillamente sono:

  • riso bianco
  • pane bianco
  • grissini
  • cracker
  • fette biscottate
  • uova
  • yogurt e probiotici (se non c’è intolleranza al lattosio)
  • carni bianche e carni rosse magre (cotte ai ferri o al vapore)
  • prosciutto cotto e prosciutto crudo (privati del grasso)
  • pesce magro (alla griglia o lesso)
  • tofu e prodotti a base di soia
  • zucchine
  • melanzane spinaci
  • carote
  • finocchi
  • insalata melone cantalupo
  • banane
  • mele (private della buccia)
  • pere (private della buccia)
teleconsulto medico
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Bibliografia

  • https://www.webmd.com/ibd-crohns-disease/crohns-disease/creating-a-crohns-disease-diet-plan
  • https://www.healthline.com/health/crohns-disease/nutrition-guide
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28601423/
  • https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4315379/
  • https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5821251/

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