Qual è la differenza tra polmonite e broncopolmonite? Come si riconosce? Quali sintomi?

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La broncopolmonite e la polmonite sono due patologie simili che possono avere conseguenze molto diverse tra loro.

Individuare la presenza di una delle due malattie permette una diagnosi precoce che accelera la guarigione e limita il rischio di complicazioni.

Cos’è la broncopolmonite?

La broncopolmonite è un’infiammazione più o meno estesa di bronchi, bronchioli e alveoli polmonari, nonché del parenchima ovvero il tessuto polmonare interstiziale.

I batteri o i virus entrano negli alveoli e qui iniziano a moltiplicarsi, dando così il via al processo infettivo.

Il nostro organismo, per difendersi, aumenta la produzione di globuli bianchi.

Questa malattia può essere di origine batterica e quindi causata da batteri quali lo pneumococco, l’Haemophilus Influenzae e lo Streptococco oppure di origine virale.

In questo caso si parla di broncopolmonite virale causata da virus parainfluenzali e rinovirus.

In alcuni casi l’infezione può essere contratta in ospedale dalle persone più fragili come bambini, anziani e pazienti debilitati.

Più rara nella letteratura medica è la broncopolmonite con origine fungina.

In tal caso si parla di infezione da Aspergillus.

Nel 10% dei casi la malattia è caratterizzata da una natura non infettiva e dipende da una serie di fattori ambientali, chimici e fisici.

Ricordiamo, ad esempio, la broncopolmonite che può derivare dall’inalazione di corpi estranei o di sostanze chimiche irritanti.

Elementi di rischio

Esistono una serie di fattori di rischio capaci di esporre la persona alla possibilità di sviluppare broncopolmoniti anche ricorrenti.

Gli over 65, ed in generale anziani che richiedono assistenza, e i bambini al di sotto dei due anni sono i soggetti più colpiti così come le persone immunodepresse.

La presenza di alcune patologie sono fattori che possono aumentare il rischio di ammalarsi, come:

  • il diabete,
  • le malattie del fegato
  • insufficienza renale cronica
  • alcune malattie polmonari a lungo termine come asma,
  • fibrosi cistica
  • piccole infezioni quali raffreddori e influenza

I sintomi della broncopolmonite

La broncopolmonite inizia con sintomi simili all’influenza che peggiorano nel giro di pochi giorni.

La severità del quadro clinico varia in base alle condizioni del paziente.

Tuttavia fattori come la tosse secca, una lieve febbre iniziale e difficoltà respiratorie accompagnate da malessere generale, rappresentano la sintomatologia più comune.

Particolare attenzione va prestata alla presenza di un dolore persistente a carico del torace, indice di un’infiammazione eccessiva dovuta alla sforzo indotto dalla tosse.

Nei bambini il quadro sintomatico può essere leggermente diverso.

La tosse è presente nei neonati, mentre i bambini più grandi, oltre a febbre e congestione, presentano inappetenza e irritabilità.

Possono inoltre mostrare una tipica retrazione muscolare a carico del torace durante la respirazione.

Diagnosi e cura della broncopolmonite

Lo strumento più efficace per diagnosticare la broncopolmonite è l’indagine radiologica prescritta dal medico.

A volte lo specialista, dopo aver auscultato torace e spalle, potrà prescrivere un’analisi dell’espettorato insieme a una serie di analisi del sangue comprendenti la VES e il PCR.

In alcuni casi, per determinare la causa della malattia, il curante può indirizzare il paziente verso la fibroscopia polmonare, un esame necessario per dare un’identità precisa al batterio o al virus che ha scatenato l’infezione.

Capire la natura della broncopolmonite è necessario per individuare l’iter terapeutico.

Se si tratta di broncopolmonite virale sarà necessario paracetamolo per abbassare la febbre, idratazione e riposo.

Una malattia di origine batterica necessita invece del ricorso a una terapia antibiotica da seguire in modo scrupoloso e attento.

Ricordiamo che se i sintomi sono particolarmente gravi, è necessario il ricovero in ospedale.

Cos’è la polmonite?

Le polmoniti, nella maggior parte dei casi, sono causate da virus o batteri.

Quando uno di questi germi attacca i polmoni, il nostro organismo risponde dando il via a una reazione infiammatoria.

Le sacche polmonari si riempiono di pus e liquido, i principali responsabili delle difficoltà respiratorie.

Qual’è la differenza tra polmonite e broncopolmonite?

Le cause

Conoscere l’eziologia precisa dei batteri o virus che hanno causato la malattia non è sempre possibile.

La letteratura medica però ha stabilito che i più frequenti, nella polmonite tipica, sono l’Haemophilus influenzae, lo Staphylococcus aureus o lo Streptococcus pneumoniae.

In quelle atipiche invece sul banco degli imputati troviamo la Chlamydia pneumoniae, la Legionella pneumophila e il Mycoplasma pneumoniae.

I virus più comuni invece sono quelli influenzali e parainfluenzali come il rinovirus e i coronavirus.

Questi germi raggiungono a volte gli alveoli polmonari provocando la cosiddetta polmonite virale.

Questo meccanismo indebolisce il tratto respiratorio aprendo la strada alla comparsa di un’infezione batterica che si rivela potenzialmente più grave.

Fra le cause si possono anche individuare, magari un po’ indirettamente, anche certe condizioni cronache come le esofagite, collegata al reflusso gastroesogageo.

Come complicazione del continuo riversamento delle secrezioni gastriche nell’esofago e, talvolta, nei polmoni, si può arrivare addirittura ad originare la polmonite.

teleconsulto medico
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I sintomi

Non è sempre facile riconoscere una polmonite nell’immediato.

Spesso infatti i sintomi si confondono con quelli di una banale infezione respiratoria come il raffreddore.

A volte l’individuo non mostra nessun malessere, altre ancora passa con estrema velocità da un quadro generale lieve a uno più severo.

In generale, il paziente con polmonite presenta una tosse persistente che da secca diventa grassa, ha la febbre alta, le labbra cianotiche e difficoltà respiratorie.

Particolare attenzione va posta ai brividi.

Questo elemento infatti rivela la presenza di un’infezione batterica ed è provocato dal sistema immunitario che tenta di eliminare dall’organismo l’agente infettivo.

Nella polmonite virale la tosse è accompagnata dal mal di testa, scarso appetito, dolori muscolari e scheletrici.

Diagnosi e cura

Una diagnosi efficace avviene grazie al medico, oggi esistono strumenti per cui può essere fatta anche con un teleconsulto medico.

Per avere una diagnosi puntuale ed efficace può bastare la semplice auscultazione del torace da parte del medico curante, il quale saprà individuare subito la presenza dell’infezione.

Nei casi dubbi, o per avere un riscontro alla prima anamnesi, lo specialista può richiedere la radiografia del torace che saprà fugare ogni dubbio.

L’antibiotico è la cura d’elezione nelle polmoniti batteriche.

Per individuare il farmaco più indicato è necessario procedere a un esame chimico dell’espettorato oppure a un’emocultura.

Nel caso della polmonite virale invece la terapia è meno incisiva perché non esistono farmaci specifici, oltre agli antipiretici.

In questo caso è fondamentale mantenere un’umidità costante nell’ambiente, evitare le cure fai da te e cercare di riposare il più possibile.

I casi più severi impongono il ricovero ospedaliero che può durare una settimana o protrarsi più a lungo in base alle condizioni generali del paziente.

La prevenzione

La prevenzione è fondamentale per evitare di ammalarsi di broncopolmonite e polmonite.

Le regole sono poche e semplici.

Evitiamo lo stretto contatto con persone raffreddate e febbricitanti.

Manteniamo il nostro organismo in salute con uno stile di vita attivo e una dieta bilanciata, ricca di frutta e verdura.

Le mani sono il veicolo principale delle infezioni.

Ricordiamo di lavarle con un sapone antibatterico per almeno venti secondi prima di risciacquarle e asciugarle con cura.

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