Diabete Valori? La diagnosi del diabete e come capire i valori glicemia diabete

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Diabete Valori cosa sono - la diagnosi del diabete e il calcolo dei valori glicemia diabete con lanceolate sul dito
Diabete Valori cosa sono - la diagnosi del diabete e il calcolo dei valori glicemia diabete con lanceolate sul dito

Diabete: cause e tipologie

Andremo a vedere cosa indicano i “Valori Diabete”. Prima bisogna capire che ci sono molti tipi di diabete e che i valori glicemia diabete sono solo un aspetto di una questione più vasta.

Il diabete mellito è una delle malattie metaboliche più note in assoluto. Ma a cosa è dovuto e quali sono le sue caratteristiche? Il diabete è legato ai livelli di insulina presenti nel sangue; in genere, dipende da una disponibilità ridotta di insulina (prodotta in quantità non soddisfacenti dall’organismo), oppure da una limitata sensibilità all’azione di questo ormone da parte dei tessuti che ne necessitano. Il diabete può dipendere anche da una combinazione di questi due fattori. La caratteristica clinica più importante di questa patologia è l’iperglicemia (elevata concentrazione di glucosio nel sangue), che è una conseguenza diretta delle alterazioni appena descritte. La letteratura scientifica indica l’esistenza di tre tipologie di diabete con relativa diagnosi:

  • il diabete di tipo 1 (è una malattia autoimmune, legata ad un malfunzionamento del sistema immunitario che, riconoscendo come pericolose le cellule beta delle isole di Langerhans nel pancreas, tende ad aggredirle e distruggerle)
  • il diabete di tipo 2 (dovuto a un malfunzionamento delle cellule deputate alla produzione di insulina o ad un malassorbimento della stessa da parte dell’organismo)
  • il diabete gestazionale (si tratta di una forma quasi sempre transitoria)

Purtroppo, il diabete è una malattia in fase di forte espansione: basti pensare che i 108 milioni di diabetici registrati nel 1980 sono diventati ben 422 nel 2014.

Sintomi del diabete e valori diabete

Oltre che i valori glicemia diabete, in sede di diagnosi il medico valuta anche la presenza o meno di eventuali sintomi legati alla patologia. Come specificato in precedenza, la causa principale del diabete è l’iperglicemia. Tuttavia, esistono altri sintomi tipici, simili per tutte le forme di diabete:

  • Minzione frequente (lo stimolo ad urinare diventa più frequente quando nel sangue c’è molto glucosio; se l’insulina manca oppure risulta inefficace, i reni non riescono a filtrare il glucosio rigettandolo nel sangue; di conseguenza, i reni tendono ad eliminare più liquidi dall’organismo nel tentativo di normalizzare i livelli di glucosio)
  • Sete (l’organismo elimina maggiori quantitativi d’acqua; ciò causa disidratazione e un aumentato bisogno di bere)
  • Tendenza a perdere peso (questo sintomo è più evidente nel diabete di tipo 1; in mancanza di glucosio, l’organismo scompone sia il tessuto adiposo che muscolare, allo scopo di ricavarne energia)
  • Affaticamento e debolezza (quando manca l’insulina, oppure le cellule diventano insensibili alla sua presenza, il glucosio resta inutilizzato, poiché non viene trasportato all’interno delle cellule; ne consegue una marcata sensazione di stanchezza)
  • Intorpidimento, dolore e/o formicolio a mani, gambe e piedi (in realtà, tali sintomi sono tipici di una particolare complicanza del diabete detta neuropatia; tendono a peggiorare con il tempo)
  • Disturbi della vista
  • Prurito e pelle secca
  • Frequenti infezioni
  • Lividi e tagli che impiegano più del dovuto per guarire

Diagnosi del diabete

Per determinare la presenza o meno di iperglicemia ed eventualmente diagnosticare il diabete, è necessario ricorrere ad un prelievo del sangue e alla successiva misurazione dei livelli di glucosio presenti in esso. Tuttavia, non sempre un aumento del glucosio nel sangue è sufficiente per diagnosticare il diabete mellito. Esistono, infatti, situazioni in cui la glicemia subisce alterazioni significative, che possono essere considerate o meno campanelli d’allarme. Ma quali sono i criteri più importanti cui il medico fa riferimento in sede di diagnosi?

  • Presenza della sintomatologia classica del diabete
  • Riscontro di una glicemia uguale o maggiore a 200 mg/dl
  • Glicemia a digiuno (misurata almeno 8 ore dopo l’ultimo pasto) uguale o maggiore a 126 mg/dl

Uno dei metodi più utilizzati per effettuare la diagnosi del diabete è il test da carico orale di glucosio (Oral Glucose Tolerance Test o OGTT). L’esame prevede la somministrazione di 75 grammi di glucosio ed il successivo controllo della glicemia trascorse due ore dall’assunzione dello stesso. L’OGTT resta uno strumento fondamentale nella diagnosi del diabete gestazionale; al contrario non viene raccomandato dall’ADA per la diagnosi del diabete di tipo 1 e 2. Di parere contrario l’OMS, che continua a consigliarne l’utilizzo nei casi in cui la glicemia a digiuno è compresa tra 110 e 126 mg/dl.

Approfondisci con queste informazioni del medico.

Valori diabete: Quali sono i valori glicemia diabete cui fare riferimento?

Negli individui non affetti da diabete i valori della glicemia a digiuno, ovvero quelli rilevati una volta trascorse almeno 8 ore dall’ultimo pasto, sono compresi tra 60 e 99 mg/dl. Dopo i pasti, per quanto abbondanti siano, la glicemia difficilmente supera i 140 mg/dl. Esiste anche un altro sistema utile a valutare l’andamento della glicemia: è denominato emoglobina glicata (HbA1c) e consente di stimare la media dei livelli di glicemia degli ultimi 3/4 mesi. Nei soggetti non affetti da diabete i valori risultano inferiori a 42 mmol/mol (al 6%). Quali sono, nel caso del diabete i valori da interpretare come un campanello d’allarme? Le linee guida offerte dall’ADA (American Diabetes Association) e dall’OMS definiscono tipici del “pre-diabete” alcuni indicatori, in grado di identificare i soggetti più a rischio. Tra questi:

  • glicemia a digiuno compresa tra 100 e 125 mg/dl
  • glicemia compresa tra 140 e 199 mg/dl 2 ore dopo la somministrazione di un carico orale di glucosio
  • emoglobina glicata (HbA1c) compresa tra 39 e 48 mmol/mol (5,7-6,4%)

Quando è possibile diagnosticare il diabete? Il diabete ha valori superiori a 200 mg/dl rilevabili in qualsiasi momento della giornata. La glicemia a digiuno (almeno 8 ore di astensione da ogni genere di alimento) risulta uguale o superiore a 126 mg/dl, mentre l’emoglobina glicata (HbA1c) è superiore a 48 mmol/mol (uguale o superiore al 6.5%).

Una grave iperglicemia può causare problemi a lungo termine?

Livelli troppo alti di glucosio possono danneggiare numerosi organi in maniera irreparabile. A risentirne sono soprattutto:

  • i reni, con una progressiva perdita della funzione renale, fino ad arrivare alla dialisi
  • gli occhi, con una progressiva diminuzione della vista
  • il sistema nervoso centrale, con alterazioni degli apparati urinario e digerente
  • il sistema nervoso periferico, con una marcata alterazione della sensibilità agli arti superiori ma soprattutto inferiori, in grado di determinare ulcere e cancrena

In caso di diabete valori glicemici particolarmente alti influiscono anche sul sistema cardiovascolare, aumentando il rischio di infarto del miocardio. Sebbene tali complicanze si manifestino in maniera graduale, in alcuni pazienti affetti da diabete di tipo 2 ai quali la malattia è stata diagnosticata tardivamente, è possibile rilevare i peggioramenti appena descritti (nonché la loro sintomatologia tipica) già nel momento in cui il diabete viene diagnosticato. Ecco perché è molto importante riconoscere i sintomi della malattia per tempo.

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