Varicella Bambini e Varicella Adulti, quali sono i sintomi? Come avviene il contagio?

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Varicella Bambini e Varicella Adulti, quali sono i sintomi? Come avviene il contagio?
Varicella Bambini e Varicella Adulti, quali sono i sintomi? Come avviene il contagio?

Varicella bambini e varicella adulti, quali sono le differenze? perchè una è molto più pericolosa? Perchè la varicella è contagiosa così tanto? come riconoscere i sintomi della varicella?

Queste sono solo alcune delle domande che tanti genitori si pongono. La varicella è una patologia comune e diffusa, che a volte nei bambini da sintomi lievi. Cerchiamo di capire meglio quest virus e come riconoscerlo.

Cos’è la varicella e come si manifesta?

La varicella è una malattia infettiva particolarmente contagiosa, che colpisce soprattutto bambini e adolescenti.

È provocata dall’infezione del virus varicella zoster (VZV), lo stesso che provoca, di solito negli anziani, il fuoco di sant antonio. Grazie alla sua capacità di rimanere inattivo nei gangli nervosi e di risvegliarsi a distanza di anni, lo stesso virus può causare herpes zoster, cioè varicella adulti.

Tale infezione, nota anche come fuoco di Sant’Antonio, può essere molto dolorosa e circoscritta ad un unico lato del tronco o dell’addome.

La varicella fa parte delle malattie esantematiche dell’infanzia e, esattamente come tutte le altre, ha un decorso naturale benigno; nella maggior parte dei casi, tende a guarire spontaneamente, anche se non trattata.

Il rischio di complicazioni riguarda soprattutto le persone con un sistema immunitario indebolito (immunodepressi), come quello dei bambini sottoposti a trattamenti immunosoppressori, cortisonici o chemioterapici, e dei pazienti affetti da HIV.

In questi casi, è possibile che si verifichino sovra-infezioni batteriche a livello delle lesioni cutanee o altre complicanze gravi quali epatite, trombocitopenia, artrite, encefalite, atassia cerebellare e glomerulonefrite.

Sebbene raramente, la varicella negli adulti può degenerare in polmonite interstiziale acuta.

Nella maggior parte dei casi, la varicella e le altre malattie contagiose dell’infanzia colpiscono i bambini tra i 5 e i 10 anni. Ad oggi, l’essere umano è l’unico serbatoio noto di questo virus: pertanto, la malattia si trasmette soltanto da uomo a uomo.

Varicella sintomi

La varicella ha sintomi facilmente riconoscibili, come la febbre e l’eruzione diffusa: decine di chiazze rosse appaiono su petto e schiena e, in breve tempo, si diffondono al capo e agli arti.

Tali chiazze si trasformano rapidamente in vescicole, che col passare dei giorni tendono, a loro volta, ad appiattirsi e ad assumere una colorazione giallastra. Infine, le lesioni vengono ricoperte da crosticine pruriginose.

La varicella negli adulti si manifesta in maniera più violenta: in genere, le macchie assumono dimensioni importanti, risultando fortemente pruriginose.

La comparsa delle nuove vescicole prosegue per i primi 3 o 4 giorni; terminato questo periodo, il rash cutaneo tende a stabilizzarsi.

Sebbene diversi per intensità e presenza, generalmente i sintomi della varicella, nei bambini e negli adulti, possono includere:

Come accennato in precedenza, la varicella negli adulti può manifestarsi in maniera più aggressiva, causando:

Varicella bambini: contagio

La varicella è tra le malattie infettive più contagiose in assoluto, soprattutto durante le prime fasi dell’eruzione.

Di conseguenza, è piuttosto difficile che un adulto non abbia già contratto la malattia in età pediatrica.

Nella varicella il contagio può precedere di 24/48 ore la comparsa delle macchie (e proprio tale caratteristica spiega la presenza dei focolai epidemici a livello scolastico) e tende a protrarsi per 4 o 5 giorni dopo la comparsa dell’esantema.

In virtù dei seguenti dati, l’obbligo di isolamento (o quarantena bambini) per chi contrae la malattia non è superiore a una settimana.

Il periodo di incubazione della varicella dura all’incirca 14 giorni, sebbene nel 99% dei casi la comparsa della malattia si verifichi intorno al decimo giorno dall’esposizione al virus.

Nella varicella il contagio avviene da persona a persona, sia per contatto diretto (a causa della presenza del virus all’interno delle lesioni tipiche della varicella e dell’herpes zoster) che per via aerea, attraverso le goccioline respiratorie diffuse nell’aria quando un paziente tossisce o starnutisce.

Le macchie successive alla caduta delle crosticine durano in media 15/20 giorni, ma non sono contagiose. Il virus non sopravvive in ambiente esterno.

Va ricordato che, durante la gravidanza, il virus può essere trasmesso al feto o all’embrione mediante la placenta.

Varicella: le terapie disponibili

Se la diagnosi di varicella viene formulata entro i primi 2 o 3 giorni dal contagio, la malattia può essere trattata con l’ausilio di farmaci antivirali o anticorpi in grado di attenuarne le manifestazioni.

Tuttavia, come già chiarito in precedenza, la varicella nei bambini non ha un decorso pericoloso, pertanto si preferisce lasciar correre, cercando soltanto di monitorarne l’evoluzione ed eventualmente attenuare della varicella i sintomi.

Rimane importante comunque consultare un pediatra, anche a domicilio. Ricorrere ad uno specialista non è mai una scelta errata.

Le forme gravi, che possono interessare i pazienti immunodepressi o i neonati, richiedono l’ospedalizzazione.

Ecco di seguito alcuni rimedi efficaci contro la varicella:

  • Antivirali. Nei pazienti a rischio è possibile ricorrere a una terapia antivirale.
  • Trattamenti palliativi. Gli antistaminici calmano il prurito e diminuiscono la voglia di grattare le lesioni.
  • Antipiretici come il paracetamolo sono consigliati in caso di febbre alta; al contrario, è assolutamente sconsigliato l’uso di aspirina e di acido acetilsalicilico, in quanto la loro assunzione può predisporre alla sindrome di Reye.
  • Bagni frequenti, l’applicazione del borotalco o di lozioni rinfrescanti può dare sollievo. In ogni caso, è molto importante evitare di rompere le vescicole, che possono avere esito cicatriziale.
  • Dieta. Per non irritare la mucosa orale, già danneggiata dall’eventuale presenza di ulcerazioni, è consigliata l’assunzione di alimenti facili da masticare, non troppo acidi e poveri di grassi.

Il vaccino contro la varicella

Da qualche anno, è possibile ricorrere al vaccino anti-varicella, in grado di garantire l’immunità al 90% dei bambini cui viene effettuato.

La somministrazione del vaccino avviene in due step: la prima dose va corrisposta tra i 12 e i 15 mesi, mentre la seconda tra i 4 e i 6 anni.

In età infantile, il vaccino può essere associato a quelli contro rosolia, morbillo e parotite. Qualora la vaccinazione non fosse sufficiente a prevenire la comparsa della patologia, questa tenderà a manifestarsi in maniera più attenuata.

Il vaccino è consigliato sia ai bambini che agli adulti che non hanno mai avuto la varicella ed in particolar modo alle persone più esposte (baby-sitter, insegnanti, personale sanitario, etc).

L’obbligo di vaccinazione è in vigore, dopo molte controversie, soltanto per i nati dopo il 2017.

I possibili effetti collaterali derivanti dalla vaccinazione sono molto lievi e includono un leggero arrossamento dell’area interessata, gonfiore, dolore, febbre e, più raramente, la comparsa di vesciche di piccole dimensioni laddove è stata effettuata l’iniezione.

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