Sintomi dei calcoli renali, la dieta e l’acqua consigliata

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Sintomi dei calcoli renali, la dieta e l'acqua consigliata
Sintomi dei calcoli renali, la dieta e l'acqua consigliata

I calcoli renali colpiscono soprattutto gli uomini, in un rapporto di 2 a 1, nella fascia d’età che va dai 20 ai 30 anni con una maggiore incidenza durante la stagione estiva.

Le donne mostrano un andamento bimodale per età (35 e 55 anni) e tendono a soffrirne, in base ai dati statistici, all’inizio dell’inverno.

Il 10% della popolazione italiana ha sofferto almeno una volta nella vita di nefrolitiasi.

Calcoli renali: sintomi

Nei calcoli renali i sintomi sono specifici e particolarmente invalidanti anche se i ″sassolini″ possono rimanere all’interno dei reni per tutta la vita senza provocare nessun disturbo.

Solitamente il dolore compare quando il calcolo si sposta nell’uretere ovvero nel condotto che collega il rene alla vescica.

Quando si fermano in questa cavità, i calcoli possono bloccare il flusso dell’urina; il rene si gonfia e inizia lo spasmo.

Il disagio è forte, basti pensare che è stato paragonato alle contrazioni tipiche del parto.

Il dolore infatti si irradia nella parte inferiore dell’addome, della schiena e arriva fino all’inguine; la sua caratteristica è quella di procedere a ondate con un’intensità variabile.

Sembra quasi una coltellata improvvisa, un dolore intenso al fianco e può durare da alcuni minuti fino a qualche ora.

Queste peculiarità dipendono dal fatto che il calcolo si muove e si sposta, provocando in questo modo stimoli più o meno acuti in base alla posizione assunta.

I calcoli causano una minzione dolorosa e frequente, spesso caratterizzata dalla presenza di sangue.

Gli uomini possono avvertire un tipico dolore nella zona dei testicoli e sulla punta del pene.

Il paziente si sente irrequieto, teso, non riesce a stare fermo ma ha bisogno di muoversi e camminare.

La litiasi renale è accompagnata da:

  • nausea,
  • vomito,
  • se è causata da un’infezione, possono comparire anche febbre e brividi.

La dieta: cura e prevenzione

Nei calcoli renali la dieta svolge un ruolo fondamentale perché la qualità e la composizione delle urine dipendono soprattutto dal cibo introdotto quotidianamente.

In linea di massima le raccomandazioni riguardano la necessità di mantenere uno stile di vita sano e attivo e un peso forma adeguato.

In caso di dieta dimagrante è consigliabile diffidare dei regimi troppo sbilanciati e iperproteici.

Uno studio condotto dall’American Journal of Clinical Nutrition su un range di 200 mila persone, ha evidenziato come la dieta mediterranea sia la scelta alimentare più indicata per diminuire il rischio di nefrolitiasi.

I dati a supporto di questa teoria non finiscono qui. Uno studio pubblicato nel 2002 sulla rivista scientifica BMJ ha sottolineato come una dieta troppo ricca di proteine e povera in carboidrati aumenterebbe il rischio di sviluppare calcoli renali nel giro di sei settimane.

Una dieta generale per prevenire la calcolosi deve permettere di diluire la concentrazione dei sali nelle urine, ridurre i fattori che predispongono il soggetto a sviluppare questa patologia e infine permettere l’introduzione di sostanze, come l’acido citrico contenuto nei limoni, capaci di inibire la formazione dei depositi solidi.

Non esiste una dieta univoca per combattere la litiasi renale in quanto la lista degli alimenti consigliati e da eliminare dipende in larga misura dalla composizione del calcolo stesso.

Ricordiamo infatti che questi depositi possono dipendere da un quantitativo eccessivo di ossalato di calcio, di acido urico, di cistina, un amminoacido prodotto in eccesso in presenza di alcune patologie, oppure essere causati da un’infezione, come nei calcoli da struvite.

La dieta per i calcoli da ossalato di calcio

L’ossalato di calcio si trova naturalmente in molti alimenti come arachidi, frutti di bosco, bietole, cioccolato, spinaci e in alcuni tipi di legumi.

Limitare l’assunzione di questi cibi può rivelarsi utile soprattutto per quelle persone che hanno la tendenza a formare calcoli costituiti da questo sale.

La dieta ideale deve essere normo-calorica ed equilibrata. Occorre diminuire la quota di sale, zuccheri e proteine animali e non bisogna dimenticare di bere all’incirca due litri di acqua al giorno.

Il calcio non deve essere assolutamente eliminato dalla dieta. Mangiare cibi ricchi di questo minerale durante i pasti aiuta a controllare i livelli di ossalato nelle urine.

Quello che deve essere controllato e parzialmente eliminato è il sale. Il sodio extra infatti causa una maggiore perdita di calcio nelle urine, aumentando la possibilità di sviluppare i calcoli.

Il consiglio quindi è di non salare ulteriormente i cibi a tavola, privilegiare formaggi freschi e pane tipo toscano e fare attenzione alle fonti nascoste di sodio contenute nei cibi in scatola e nel junk food tipici dei disordini da binge eating.

La dieta per i calcoli da acido urico

Le purine sono acidi nucleici a base azotata prodotti naturalmente dell’organismo umano o introdotti con l’alimentazione.

Quando queste sostanze vengono metabolizzate producono acido urico che, se troppo abbondante, rende il ph delle urine eccessivamente acido favorendo lo sviluppo della calcolosi renale.

In questo caso quindi l’obiettivo della dieta è quello di ridurre il quantitativo di purine derivanti dai cibi; occorre quindi diminuire il consumo di carne rossa, crostacei, sardine, acciughe, dolcificanti e birra.

Il secondo step consiste nel trasformare il ph delle urine da acido ad alcalino.

Per favorire questa transizione è necessario aumentare il consumo di zucchero sani, contenuti nella frutta e nella verdura e di introdurre, su indicazione del medico curante, sostanze naturalmente alcalinizzanti come il citrato di potassio e il magnesio citrato.

Infine i calcoli derivanti dalla cistina o dalla struvite hanno bisogno di precise direttive da parte dello specialista in quanto, più che con l’alimentazione, è necessario intervenire con farmaci specifici.

teleconsulto medico
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L’importanza dell’acqua

L’acqua è capace di scatenare un vero e proprio bombardamento dei calcoli renali.

Grazie alle sue caratteristiche chimico-fisiche infatti, agisce come un vero e proprio trattamento in grado di curare i nostri reni, spazzando via i cristalli presenti in essi prima che possano aggregarsi.

Ma esiste un’acqua per calcoli renali più indicata di un’altra?

La ricerca scientifica nel corso dei decenni passati ha fornito risposte contrastanti. Se da una parte si sconsigliava infatti l’acquisto di acque troppo mineralizzate, ritenute colpevoli della formazione della litiasi, dall’altra alcuni dati di laboratorio affermavano che in realtà erano le acque meno dure le responsabili di un’eventuale formazione di calcoli.

Oggi quello che sappiamo con certezza è che non ha importanza il quantitativo del residuo fisso o bere acqua naturale piuttosto che gassata o di rubinetto; quello che conta è fornire al nostro organismo un apporto idrico tale da sviluppare un volume della diuresi non inferiore ai due litri quotidiani.

L’ideale quindi è aumentare l’introito di acqua ed evitare la disidratazione magari con qualche piccolo trucco come il diluire i succhi di frutta, o, se ci sveglia di notte, approfittare del break notturno e bere un bicchiere di acqua a temperatura ambiente.

Fonti:

BMJ:Studio sul rapporto tra proteine e comparsa dei calcoli renali

BMJ: sintomatologia dei calcoli renali

Mayo Clinic: Kidney Stones

Nephrocare: prevenire i calcoli renali

Mediterranean diet adherence and risk of incident kidney stones

Centro per lo studio Calcolosi Renale

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