Genitori anziani ingestibili

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Genitori anziani ingestibili
Genitori anziani ingestibili

Imparare a prendersi cura dei propri genitori: una sfida difficile ma necessaria

Gestire un genitore in là con gli anni può essere una sfida tutt’altro che semplice, soprattutto per chi ha un lavoro e dei figli ancora in età evolutiva a cui badare. Come si fa a conciliare gli impegni quotidiani con le crescenti necessità di, magari, genitori anziani ingestibili, a volte affetti da patologie che ne limitano l’autosufficienza? A tali difficoltà, spesso si aggiunge anche un profondo senso di colpa, che tende ad assalire tante persone quando realizzano che i genitori anziani stanno diventando quasi un peso. Una sfida davvero complicata, se non traumatica, a volte aggravata dall’aspetto emotivo della persona non autosufficiente, che tende a sviluppare una repulsione per le cure e per una condizione tutt’altro che piacevole. Per gli anziani non è affatto semplice accettare la vecchiaia e tutte le limitazioni che ne derivano, soprattutto se hanno sempre condotto una vita attiva e indipendente. Vista dalla prospettiva opposta, quella dei figli, la situazione non è certamente migliore: sono costretti a fare i conti con il progressivo decadimento fisico e mentale delle persone a cui sono più legate, che spesso rifiutano le terapie e faticano ad accettare aiuti provenienti dall’esterno.

Le necessità dell’anziano

Gli anziani tendono ad evidenziare due tipologie di urgenze: una dipendenza fisica (che varia in relazione alle loro condizioni di salute) e la necessità di conservare una propria identità adulta (possibile soltanto quando si mantiene una certa autonomia di base). Tali bisogni spesso tendono ad entrare in conflitto tra loro, segnando in maniera profonda la natura delle normali relazioni genitori-figli, gli ultimi indotti a pensare che si tratti di genitori anziani ingestibili. Per le persone anziane obbligate a fare i conti con una patologia invalidante è molto difficile accettare l’idea di aver bisogno di qualcun altro, di dover dipendere dai propri figli e, spesso, di dover accettare l’aiuto di un professionista esterno al nucleo familiare. La perdita di autosufficienza di un caro è un evento che mette alla prova qualsiasi famiglia e al quale può essere molto difficile abituarsi. L’anziano non più autosufficiente che rifiuta l’ospedalizzazione si ritrova costretto a tornare a vivere con i figli, i quali dovranno provvedere a creare un nuovo spazio a lui dedicato, ridefinendo la divisione della casa e sacrificando ambienti diversamente concepiti. Queste sono fasi della vita cui far fronte con coraggio e forza d’animo, ma soprattutto da gestire con consapevolezza ed intelligenza.

Una nuova vita

Quando si prende coscienza della malattia di un genitore, vicino o lontano che sia, è necessario prepararsi ad affrontare una nuova vita. Sarà importante imparare rapidamente a gestire le difficoltà, sia sanitarie che psicologiche, ma anche a condividere i momenti di gioia, magari con presunti genitori anziani ingestibili, coinvolgerli il più possibile nelle scelte e nelle decisioni comuni e chiedergli consigli. Far sentire gli anziani non più autosufficienti ancora importanti, ascoltati, necessari, ritagliandogli un ruolo all’interno della famiglia, è fondamentale. Darà loro l’idea di essere ancora utili. Ascoltare le loro opinioni sarà certamente d’aiuto per i genitori, che in tal modo si sentiranno ancora considerati, nonostante le difficoltà ad uscire di casa e a svolgere una vita normale, come quella che conducevano fino a pochi mesi prima.

E poi c’è il capitolo riguardante l’accettazione di un aiuto esterno, come gli OSS – Operaratori Socio Sanitari: un supporto valido e professionale, in grado di gestire la terapia farmacologica prescritta all’anziano e gli eventuali momenti di emergenza. L’idea di farsi aiutare da qualcun altro può non essere vissuta bene dai genitori, perché intesa come un metodo adottato dai figli per scaricarli, per liberarsi dalle loro responsabilità. Oppure semplicemente perché convinti di potercela fare ancora da soli.

Il supporto di un professionista è una risorsa spesso irrinunciabile

Richiedere un aiuto esterno è molto importante e non vuol dire abbandonare i genitori o considerarli genitori anziani ingestibili. Al contrario, questo genere di supporto va vissuto come una risorsa, una maniera per evitare problemi e complicazioni legate alla malattia e per limitare lo stress, che può colpire chi non ha dimestichezza con questo tipo di assistenza. Da parte dell’anziano, non accettarlo potrebbe significare costringersi a sacrificare molti aspetti della propria vita e di quella dei figli, aumentando il disagio all’interno della famiglia. Potrebbe venirne fuori un accumulo di tensione difficile da sostenere per entrambi. È per questo che EpiCura mette a disposizione infermieri a domicilio in grado di offrire un aiuto capillare, gestendo la terapia concordata col medico e i momenti più difficili. Inoltre, un supporto professionale è in grado di suggerire ai familiari del paziente allettato tutte le pratiche indicate per affrontare la situazione nel modo migliore e più efficace possibile. L’abitudine ad accudire un genitore può rafforzare la relazione, in quanto garantisce più tempo per stare insieme. Tuttavia, questo aspetto positivo può manifestarsi pienamente e crescere soltanto se il supporto viene condiviso con una figura di riferimento, poiché la gestione solitaria di una situazione tanto complessa rischia di mettere in discussione parte degli equilibri costruiti nel corso della vita.

L’assistenza agli anziani non pienamente autosufficienti

A seconda degli impegni personali o lavorativi e del rapporto esistente con l’anziano, ciascun familiare dovrebbe offrire il proprio contributo nell’assistenza al malato. Tra gli interventi più importanti che compongono il supporto quotidiano figurano l’ospitalità offerta all’anziano genitore presso il proprio domicilio, l’abitudine ad accompagnarlo dal medico o a fare la spesa, l’aiuto ad alzarsi dal letto e a lavarsi, la somministrazione dei pasti e il monitoraggio dei parametri vitali (pressione, temperatura corporea, etc.). I più pratici, inoltre, possono fornire al parente allettato eventuali terapie antalgiche o iniettive. L’assistenza ai genitori anziani ingestibili può includere anche interventi di medicazione, tesi a curare ferite chirurgiche, ustioni, lesioni neuropatiche o vascolari e lesioni da decubito. Tutto ciò senza dimenticare l’importanza di un sostegno psicologico e morale costante, volto a limitare l’aggravarsi delle condizioni psichiche del soggetto. Si consiglia di proporre costantemente all’anziano attività ricreative di tipo ludico, cinematografico, musicale o artigianale, in modo da stimolare efficacemente le sue attività cognitive. Per la gestione dei casi più complessi, invece, sarà opportuno richiedere l’assistenza di personale esperto, che sia un OSS o valutando la necessità di un Infermiere a domicilio se il problema è inserente ad aspetti sanitari sensibili, in grado di gestire disturbi gravi o situazioni da trattare con maggiore attenzione, quali la presenza di infezioni gravi, presidi intravascolari, cateteri, etc.


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