Osteopatia Funziona? Ecco cos’è l’osteopatia ed in cosa si differenzia rispetto ad altre discipline

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La Osteopatia Funziona? Vediamo Cosè L'osteopatia
La Osteopatia Funziona? Vediamo Cosè L'osteopatia

Cos’è l’osteopatia?

Il corpo umano è un insieme di sistemi interconnessi; un’unità nella quale ogni parte lavora in maniera sinergica. L’altro assunto imprescindibile su cui si basa l’osteopatia afferma che il corpo umano possiede naturalmente le capacità per difendersi ed auto-guarirsi. Secondo tali principi, l’organismo ha il potere di recuperare e conservare lo stato di salute (omeostasi) ed è in grado di mettere in atto rimedi contro ogni genere di disturbo, ecco il fondamento per cui la osteopatia funziona! Per l’osteopata, la malattia non è altro che la diretta conseguenza di un disequilibrio anatomico, dal quale derivano ulteriori disequilibri fisiologici. In sostanza, ogni disturbo in grado di alterare o peggiorare la mobilità o la naturale attività dei tessuti intacca l’autoregolazione del corpo e conduce a una degradazione delle sue funzioni e, quindi, dell’intera struttura. Il lavoro dell’osteopata consiste nel “leggere” e riequilibrare il corpo impiegando soltanto le mani. L’osteopatia è la prima tecnica codificata di manipolazione, sebbene vada oltre quanto detto: si tratta, infatti, di una vera e propria scuola di pensiero, fondata su una particolare filosofia terapeutica che, in origine, entrò in aperto contrasto con il pensiero scientifico. Si differenzia dalle altre discipline soprattutto per l’approccio: lavora su tutto il corpo (non soltanto a livello locale come la fisioterapia da cui l’osteopatia si differenzia); utilizza esclusivamente la manipolazione (non impiega macchine); si concentra soprattutto sulle cause della malattia.

I principi dell’osteopatia

Convinto della parziale inefficacia della medicina ufficiale, nel 1864 Andrew Taylor Still introdusse una nuova filosofia medica basata su determinati principi. Dopo anni di sperimentazioni, Still decise di coniare il termine osteopatia, gettando le basi di una tecnica innovativa che avrebbe presto conquistato la fiducia di milioni di persone. Se alcune delle tecniche manipolative impiegate derivavano dalle conoscenze dei guaritori indiani, altre furono ideate da lui stesso. Nel 1892 fondò una scuola di “Medicina e Chirurgia Osteopatica” nel Missouri, quindi, nel 1899, decise di riassumere le basi del suo pensiero nel volume “Filosofia dell’osteopatia”. Ma quali sono i cardini dell’osteopatia?

  • L’unità del corpo umano: Still la colloca a livello del sistema mio-fascio-scheletrico. Questo è collegato con tutte le parti del corpo e tende a conservare tracce del trauma subito, anche se di modesta entità. Attraverso tale sistema pende origine la concatenazione delle patologie in grado di innescare effetti a distanza.
  • La relazione tra struttura e funzioni: gli ostacoli che sorgono e rendono inefficaci i meccanismi di auto-guarigione sono da ricercare nelle strutture corporee stesse. I distretti più a rischio sono quelli articolari ed in particolare le articolazioni intervertebrali, che possono, a causa di traumi diretti o indiretti, subire modificazioni importanti, dalle quali prendono origine diverse turbe patologiche.
  • Il principio di auto-guarigione: Still affermava che il corpo possiede ogni mezzo utile per prevenire ed eradicare le malattie. Ciò a patto che ciascuno dei sistemi di autoregolazione di cui siamo dotati sia in condizione di espletare correttamente le proprie funzioni.

La osteopatia funziona? Come fa l’osteopata a riconoscere una disfunzione?

In tanti si chiedono se la osteopatia funziona davvero. E soprattutto come avviene l’individuazione della disfunzione. Partiamo dal principio. L’osteopata è l’unico in grado di riconoscere ed individuare con certezza una disfunzione, in quanto questo tipo di lesioni spesso sfugge anche alle radiografie. Il motivo? Tali disfunzioni possono essere molto lievi, pertanto, non è detto che corrispondano sempre a fratture o strappi muscolari. Come affermato in precedenza, le disfunzioni osteopatiche influiscono sul movimento, prim’ancora di danneggiare l’organismo ed originare il disturbo vero e proprio. Tali disfunzioni possono manifestarsi sotto forma di squilibri impercettibili, spesso non evidenziati dai terapeuti ma riconoscibili soltanto da chi sa leggerne la presenza. Questi squilibri possono essere causati da lesioni, traumi, aggressioni esterne oppure dall’alterazione di determinate funzioni organiche. Il corpo tenta di reagirvi mediante il principio fondamentale dell’osteopatia (quello dell’autoguarigione). Tuttavia, quando il problema è più forte delle difese, allora può sorgere una disfunzione osteopatica.

La fase diagnostica

Come agisce l’osteopata e quali sono gli step principali che conducono alla guarigione? La osteopatia funziona tramite un processo in più parti. Il primo è l’anamnesi, attraverso la quale l’osteopata raccoglie le informazioni più rilevanti circa la patologia in atto, compresi gli esiti degli esami strumentali cui il paziente si è sottoposto (TAC, RM, radiografie, etc). All’anamnesi segue l’osservazione della fase dinamica e statica. L’ultimo step, invece, riguarda la palpazione, che consiste nell’esaminare il paziente e scoprire le origini del disturbo. La palpazione viene effettuata sulle parti molli, allo scopo di apprezzare eventuali modificazioni nella consistenza dei tessuti:

  • tensione delle aree sottocutanee
  • sensazione di edema superficiale
  • presenza di zone particolarmente sensibili alla pressione, a differenza delle aree circostanti.
    Inoltre, gli studi condotti sulla posizione delle ossa possono individuare eventuali “mal-posizioni” vertebrali. In base alla diagnosi e utilizzando le tecniche adeguate, l’osteopata sceglierà le manovre più utili a risolvere la disfunzione e a guarire il paziente. Secondo i più, l’osteopatia funziona proprio per tale motivo, ovvero per la profonda personalizzazione della terapia, oltre che per la riattivazione delle difese naturali del corpo.

I principali campi d’applicazione, ecco quando la osteopatia funziona

Chi si chiede cos’è l’osteopatia avrà certamente capito come questa tecnica non sia affatto invasiva, non si avvalga dell’ausilio dei farmaci, ma impieghi soltanto un approccio manipolativo, con cui normalizza le eventuali disfunzioni somatiche. Ma quali sono i suoi campi d’applicazione?

  • Artropatie: artrosi, artrite, nevralgie, mal di schiena.
  • Problemi cardiocircolatori: aritmie, palpitazioni, tachicardia, bradicardia, ipertensione.
  • Osteopatia Neonatale
  • Sindrome dell’articolazione temporo-mandibolare: dolori all’articolazione della mascella, stanchezza, insonnia, mal di testa che tende ad irradiarsi verso nuca e schiena.
  • Mal di testa: cefalea mio-tensiva, emicrania, nevralgia di Arnold, cefalea post-traumatica, nevralgia facciale, cefalea nervosa o psicologica, cefalee di origine allergica, digestiva, mestruale, visiva, post-operatoria, etc.
  • Problemi digestivi: nausea, sindrome del vago, crampi e dolori allo stomaco, disturbi epatici, costipazione, ernia iatale, dispepsia.
  • Disturbi del naso e della gola: sinusiti, narici tappate, emorragie nasali, mal di gola, laringite, rinofaringite, raucedine, tonsillite, perdita del gusto e dell’olfatto, mancanza di voce, acufeni, otiti e ipoacusie (abbassamento improvviso dell’udito).
  • Disturbi visivi: miopia, astigmatismo, ipermetropia, strabismo infantile, nistagmo, presbiopia, infiammazioni, stanchezza oculare, occhi che lacrimano, problemi di messa a fuoco.
  • Malattie virali, infettive, allergiche: l’osteopatia funziona supportando l’attività immunitaria del paziente ed è particolarmente utile nella risoluzione delle patologie croniche o ricorrenti alle vie respiratorie.
  • Disturbi ghiandolari e viscerali
  • Problemi polmonari: asma, dispnee, tracheite.
  • Problemi renali: poliuria, enuresi, stranguria, funzionalità renale.
  • Problemi ginecologici: problemi di prostata, dolori durante il coito, amenorrea, dismenorrea.

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