Quali cure per la Fibromialgia? Scopriamo cosa consigliano gli esperti in sindrome fibriomialgica

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Quali cure per la Fibromialgia Scopriamo cosa consigliano gli esperti in sindrome fibriomialgica
Quali cure per la Fibromialgia Scopriamo cosa consigliano gli esperti in sindrome fibriomialgica

La fibromialgia è un disturbo cronico caratterizzato da un quadro clinico piuttosto complesso, ecco come valuare le cure per la Fibromialgia.

Ciascun paziente necessita di un approccio medico differente

Il decorso della malattia può rivelarsi particolarmente debilitante e i sintomi ad essa collegati possono interferire con le normali attività quotidiane. Ad oggi, non è ancora stata individuata una cura universalmente valida; le cure per la Fibromialgia, infatti, si focalizzano soprattutto su una corretta gestione dei sintomi della sindrome fibromialgia e sul miglioramento delle condizioni generali del paziente. La fibromialgia è nota soprattutto per il dolore diffuso, una marcata tensione muscolare e una forte condizione di spossatezza. Tuttavia, i sintomi appena descritti possono variare per frequenza ed intensità: alcuni individui presentano sintomi molto più lievi, mentre altri devono convivere con una sintomatologia severa, che impone un approccio terapeutico globale.

Ecco spiegate le ragioni per cui il medico è tenuto a prescrivere un percorso terapeutico personalizzato, adeguato alle esigenze e alle condizioni del singolo paziente.

L’efficacia dei programmi di trattamento integrati

La medicina convenzionale fonda il proprio intervento su trattamenti farmacologici utili a gestire i sintomi della patologia (dolore, disturbi del sonno ed astenia) e a correggere le alterazioni che accompagnano la fibromialgia (ad esempio, il forte deficit di serotonina riscontrato nella maggior parte dei pazienti).

Per fortuna, esistono anche determinati trattamenti non farmacologici, tra cui l’educazione del paziente (la cosiddetta terapia cognitivo-comportamentale), l’esercizio fisico (che deve essere esclusivamente di tipo aerobico) e determinate terapie fisiche, che risultano efficaci nel rettificare l’iperattività neurovegetativa tipica della fibromialgia e attraverso cui è possibile ottenere evidenti miglioramenti funzionali. A tal proposito, studi recenti hanno dimostrato come sia possibile ottenere risultati terapeutici migliori attraverso la combinazione di diversi approcci multidisciplinari. In effetti, l’efficacia dei programmi di trattamento integrati verso cure per la Fibromialgia si è resa evidente nella sua spiccata capacità di alleviare il dolore e gli altri sintomi parzialmente invalidanti correlati alla malattia.

Cure per la Fibromialgia : i farmaci raccomandati

  • Per il trattamento della fibromialgia e della sua sintomatologia più ampia vengono impiegate tre diverse classi di farmaci, approvate dalla FDA (Food and Drug Administration): Pregabalin, Duloxetina e Milnacipran (non ancora approvato in Europa).
  • Gli antiepilettici più utili sono Gabapentin, efficace contro il dolore cronico, e Pregabalin, un analogo dell’acido γ-amminobutirrico (GABA), utilizzato per alleviare dolore, astenia e disturbi del sonno.
  • Tra gli analgesici più efficaci figura il tramadolo, un farmaco ad azione centrale con proprietà oppioidi.
  • Nei casi in cui la rigidità muscolare è predominante, bisogna ricorrere ad un miorilassante che riduca le contratture muscolari e il dolore. I più efficaci sono tizanidina e ciclobenzaprina.
  • Ai pazienti che presentano gravi disturbi del sonno e dell’umore vengono prescritti antidepressivi triciclici, da assumere soli o insieme ad una benzodiazepina con emivita breve. Bassi dosaggi di questi medicinali possono alleviare sintomi quali dolore, alterazioni dell’umore e disturbi del sonno. A tal proposito, è necessario ricordare come la serotonina, oltre ad essere implicata in uno dei meccanismi focali della patologia, è coinvolta nella genesi di diverse forme di depressione e quasi tutti i farmaci in grado di agire sulla serotonina sono classificati tra gli antidepressivi.

Cure per la Fibromialgia : le terapie più utili

  • Una delle terapie più efficaci è quella cognitivo-comportamentale, un programma educativo che aiuta il paziente a conoscere la malattia e ad imparare a convivere con essa. Questa agisce da supporto ai normali trattamenti farmacologici. Gli effetti migliori si ottengono quando tali misure vengono impiegate in combinazione con un’attività fisica blanda.
  • La TENS (Transcutaneous Electrical Nerve Stimulator) è una terapia la cui efficacia è stata confermata da una ricerca condotta su alcuni trial clinici pubblicati sui database PubMed (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30029964 ), PEDro e Cochrane. I risultati ottenuti hanno indicato una significativa riduzione del dolore e l’utilità della sinergia tra TENS e attività fisica di tipo aerobico (nuoto, camminata, acquagym, ginnastica a corpo libero, etc). Questa combinazione ha mostrato effetti positivi, tra cui una diminuzione del dolore, un’attenuazione degli sbalzi d’umore e una significativa riduzione della “sarcopenia” (perdita di massa muscolare), tipica della sindrome fibromialgica.
  • La terapia osteopatica e del massaggio aiuta a combattere il dolore cronico attraverso la riduzione della frequenza cardiaca ed il rilassamento dei muscoli. Inoltre, aiuta ad alleviare stress e ansia.
  • Anche l’agopuntura ha offerto risultati apprezzabili. Secondo alcune teorie, questa pratica può alterare i livelli di neurotrasmettitori nel cervello e nel midollo spinale e provocare cambiamenti nel flusso sanguigno, contribuendo ad aumentare la tolleranza al dolore.
  • Yoga e Tai Chi sono discipline in grado di migliorare l’umore e ridurre l’ansia.

Fibromialgia cure: le misure comportamentali

Per trattare i sintomi della patologia, una delle regole fondamentali è educare il paziente affinché eviti determinati atteggiamenti. Ma quali sono le abitudini da adottare e quelle da evitare ad ogni costo?

  • Ridurre lo stress. Il paziente deve limitare lo stress fisico ed emotivo. Inoltre, deve evitare cambiamenti troppo drastici alla sua consueta routine, ma restare sempre attivo, svolgendo le normali attività quotidiane ed evitando periodi di inattività prolungati (causa principale di dolore e rigidità muscolare).
  • Migliorare la qualità del sonno. È importante cercare di coricarsi ed alzarsi sempre alla stessa ora, in modo da registrare i propri ritmi sonno-veglia.
  • Svolgere attività fisica in maniera costante. Per ottenere risultati incoraggianti bastano 45 minuti tre volte alla settimana. Inizialmente, l’esercizio fisico potrebbe peggiorare stanchezza e dolore, ma un approccio regolare e graduale permette di migliorare progressivamente la capacità funzionale. È fondamentale non raggiungere il limite di affaticabilità del muscolo; ciò, infatti, potrebbe causare effetti controproducenti. Non va sottovalutato il ruolo del fisioterapista, in grado di supportare il paziente ed aiutarlo a creare un programma personalizzato.
  • Mantenere uno stile di vita sano. Numerosi pazienti hanno osservato un miglioramento della sintomatologia seguendo diete a basso contenuto di grassi e zuccheri. Va limitato anche il consumo di carne rossa, sale, bevande ricche di caffeina e superalcolici. È importante consumare frutta e verdura fresche e bere tanta acqua.
  • Tra i rimedi fitoterapici hanno offerto buoni risultati valeriana e iperico (antidepressivi e sedativi), gingko biloba (attivatore della circolazione), salice, boswellia e artiglio del diavolo (analgesici). Sconsigliato il ginseng, in grado di peggiorare la qualità del riposo notturno ed aumentare dolore e contrattilità muscolare.

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