L’Anoressia: la malattia della fame d’amore. Film sull’anoressia nell’analisi dello psicologo Stefano Tricoli

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5 film sull'anoressia, la fame di amore Foto di Mandy Fontana da Pixabay
5 film sull'anoressia, la fame di amore Foto di Mandy Fontana da Pixabay

Esistono molti film sull’anoressia, ne ho selezionati 5.

L’Anoressia Nervosa rientra in quei disturbi dello spettro del comportamento alimentare.

Quando si parla di disturbo alimentare indichiamo una serie di patologie legate, appunto alla condotta alimentare della persona che ne soffre.

All’interno di questo breve articolo cercherò di individuare alcuni film che trattano l’anoressia

Film sull’anoressia

Ovviamente non è un compito alquanto semplice descrivere un disturbo così complesso e specifico attraverso la rassegna di alcuni film, ma ci proviamo. 

Primo Amore, un film sull’anoressia italiano

Il primo film che pongo alla vostra attenzione è “Primo Amore”.

È un film italiano in cui l’anoressia è vista non dalla prospettiva della donna che soffre di tale disturbo, ma di un uomo che è ossessionato appunto da donne anoressiche e descrive la storia d’amore tra una donna che per assecondare il desiderio del protagonista (“di avere una donna magra”) cade nell’inferno dell’anoressia.

In questo film si vede quanto la fame d’amore possa condurre in tale spirale. 

“Ragazze Interrotte”, l’anoressica e la bulimica hanno talmente tanta fame d’amore..

Il secondo film, meno di nicchia e più “internazionale”, è “ragazze interrotte” in cui la protagonista (Winona Rider) facendosi ricoverare incontrerà una casistica ampia di disturbi tra cui appunto quello alimentare.

Anche in tale film si evidenzia quanto tale disturbo sia generato da quella fame d’amore che genera vuoti e incapacità di ingerire cibo e di digerirlo.

L’anoressica e la bulimica hanno talmente tanta fame d’amore e di cibo che o lo rifiutano o lo vomitano

“Bad Habits”, il disagio sociale

Un altro film è Bad Habits che narra di una famiglia messicana in cui è la madre, che simbolicamente dovrebbe rappresentare la prima esperienza che il bambino fa del nutrimento, si vergogna del sovrappeso della figlia.

Nel film la prospettiva adottata è quella che abbiamo definita più “sociale”, cioè appunto quella che riflette quegli ideali di magrezza e bellezza così difficili da raggiungere.

“Thin”, il documentario film sull’anoressia

Un documentario che tratta il tema dell’anoressia è “Thin” che descrive quanto i canoni sociali di bellezza possano influire in tale disturbo.

“Fino all’osso”, descrive un caso di anoressia nervosa

Un ultimo film che descrive proprio un caso di anoressia nervosa è “Fino all’osso” e descrive appunto la storia di una ragazza che soffriva di tale disturbo.

Nel film si sottolinea l’aspetto sociale della bellezza da seguire e la normalizzazione nella caduta nella spirale anoressica.

Anoressia Nervosa: il ruolo dei media

Ovviamente il filo conduttore dei film che trattano l’anoressia è la denuncia di quanto i mass media, e la società utilizzi delle icone di bellezza che possono influenzare negativamente appunto ragazze che hanno Sé molto fragili.

Associato alla fragilità del Sé di queste persone vi è anche quella “fame d’amore” che non permette di accettare quel cibo-amore e al contempo di digerirlo.

L’anoressica tende a scomparire, a non esistere, a rifiutare il proprio corpo, a considerare il proprio corpo come un qualcosa che possa produrre piacere.

Il corpo dell’anoressica è un corpo che si riduce all’osso. L’ideale a cui tende l’anoressica è ciò che la conduce appunto a sparire, a non esistere. 

dott. Stefano Tricoli

Psicologia e anoressia

Una modalità condizionata da variabili psicologiche, tra cui ne possiamo individuarne 3, per semplificare:

  • autostima e concetto di identità connesso,
  • ansia,
  • preoccupazione all’aspetto fisico.

Comunemente i due disturbi alimentari più conosciuti sono l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa, solitamente tali disturbi si manifestano durante l’adolescenza ed è particolarmente difficile per il soggetto uscirne.

Di solito colpiscono maggiormente le donne, ma recentemente si sta diffondendo anche tra i ragazzi.

Un aspetto da tenere in considerazione è la causa sociale di tale disturbo, poichè tali disturbi sono sempre esistiti ma negli ultimi decenni i canoni estetici del cinema e della moda hanno contribuito ad un ideale di bellezza che ha potuto facilitare  (non in maniera diretta ovviamente) la diffusione di tale disturbo. 

L’approccio più psicodinamico attribuisce particolare importanza, fra le cause dell’anoressia, alle esperienze passate dell’individuo e pertanto i disturbi della condotta alimentare sono descritti come il risultato di conflitti interiori non “risolti” ed una struttura mentale non ancora “formata”.

In estrema sintesi la causa dell’anoressia nervosa dipenderebbe da un disconoscimento dei bisogni del proprio corpo e da un disturbo dell’immagine corporea.

Generalmente, si associa alla presenza di un Sé deficitario o alla paura di essere vuoti o malvagi. Pertanto attraverso il controllo del peso il soggetto ha l’illusione di avere un controllo sul proprio corpo e sull’immagine che ha di sé.

Vorrei concludere questo articolo con la citazione di una filosofa e docente, Michela Marzano la quale afferma:

“Il problema delle donne che soffrono di anoressia non è la fame. Perché in realtà le anoressiche […] hanno sempre fame. Una fame enorme. Una fame che le perseguita costantemente, proprio perché non «possono» e non «devono» mangiare. Il vero problema dell’anoressia è il sentimento di onnipotenza che nasce quando si ha la sensazione di poter controllare tutto, anche la fame. Nel loro corpo emaciato, le anoressiche sfidano la morte, proprio mentre la portano in giro come una medaglia da mostrare; sfidano i desideri, negando i bisogni primari del corpo, proprio mentre il desiderio non riesce più a emergere; sfidano le norme sociali per sentirsi libere, proprio mentre costruiscono da sole un sistema di leggi intransigenti che non possono mai trasgredire.“ 

Michela Marzano

Insomma come diceva anche madre Teresa si muore più di fame d’amore che di fame di pane

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