Riconoscere e curare il femore rotto

Femore rotto: riconoscerlo e curarlo

EpiCura

Indice

1. La frattura del femore2. Le principali cause del femore rotto3. Sintomi della rottura del femore4. Prevenire la frattura del femore5. Riabilitazione motoria e frattura del femore6. Prevenire la frattura del femore

La frattura del femore

Il femore rotto è una delle fratture più comuni in traumatologia.

Secondo recenti statistiche, sono più di 80.000 le persone, di cui la maggior parte donne che hanno superato i 70, che si rivolgono ogni anno al Pronto Soccorso per fronteggiare questa emergenza.

Ma come si riconosce il femore rotto?

Innanzitutto è bene comprendere di cosa si tratta: il femore è l'osso più lungo del nostro corpo ed è l’unico presente nella coscia.

Esso è suddiviso in tre sezioni ben distinte: l’estremità superiore, denominata testa del femore, si articola con le ossa del bacino, mentre la seconda parte si trova al centro dell'osso e ha la forma di una clessidra; infine, la parte finale, o estremità distale, si innesta con la tibia. Da questo punto in poi parte l’articolazione con il ginocchio.

Il femore è particolarmente importante per camminare, di fatti ben 22 muscoli hanno origine o terminano da quest'osso.

Quando il femore si rompe, la frattura può essere composta o scomposta: nel primo caso, nonostante la rottura, le due estremità dell’osso sono allineate mentre nel secondo i segmenti ossei sono separati o “angolati”.

Inoltre, se l’epidermide è intatta si parla di frattura chiusa mentre se l’osso ha lacerato la pelle siamo in presenza di una frattura esposta.

Nello specifico, esistono 3 tipi di frattura del femore, determinate dal segmento osseo in cui si è verificata la rottura:

· Frattura prossimale del femore: l’evento riguarda la parte più alta dell’osso, vicino all’anca;

· Frattura della diafisi femorale: la frattura riguarda la parte centrale dell’osso e spesso è un trauma che deriva da incidenti automobilistici o da investimenti auto/pedone;

· Frattura del femore distale: la frattura in questo caso di divide in sopra-condilare e femore distale-transcondilare a seconda che la rottura sia situata nella sezione appena sopra il ginocchio oppure se lo riguarda direttamente.

Le principali cause del femore rotto

Le cause della frattura al femore dipendono fortemente dall’età del paziente.

La frattura del femore nell'anziano è la combinazione di diversi fattori che spiega l’alta frequenza di questa frattura: oltre alla fragilità ossea, il rischio di cadere e fratturare il femore è legato spesso alle condizioni fisiche generali: disturbi neurologici, visivi o altre patologie tipiche della terza età, sono infatti accompagnate spesso da problemi quali la perdita di forza a livello muscolare o la mancanza di equilibrio, che possono portare l'anziano a inciampare, scivolare o cadere.

Inoltre capogiri frequenti, cali di pressione o l’abitudine a calzare scarpe non idonee sono motivi che accrescono la possibilità di cadere e rompere il femore nei pazienti più anziani.

Per quanto riguarda i più giovani, invece, la rottura del femore è causa di eventi traumatici quali incidenti stradali o cadute dall’alto (da una scala ad esempio).

In molti casi, inoltre, la frattura del femore è determinata da attività sportive che vanno a caricare troppo l’osso, come nel caso dello sci di fondo o nel ciclismo.

Sintomi della rottura del femore

Quali sono i sintomi per capire se il femore è rotto?

Il primo sintomo, e anche il più inequivocabile, è la presenza di un dolore lancinante e acuto.

Inoltre, nella maggior parte dei casi il paziente che ha subito la frattura del collo femorale è soggetto a una totale impotenza funzionale, ovvero non può alzarsi e nemmeno camminare.

In questo caso, il dolore è localizzato alla piega dell’inguine, in corrispondenza dell’anca, e si assiste anche a un accorciamento della gamba, correlato all’aumento della testa del femore e alla sua posizione in rotazione esterna.

La palpazione dell’anca o il solo movimento sono operazioni molto dolorose.

In questo frangente si consiglia di effettuare un esame visivo o manuale con molta cautela per non provocare uno spostamento secondario della frattura.

Quando, invece, l'evento traumatico è di lieve entità, il paziente riesce solitamente anche ad alzarsi e camminare: tuttavia anche in questi casi è assolutamente necessario che la persona rimanga ferma e immobile in attesa dei soccorsi, per evitare la scomposizione della frattura, che potrebbe aggravare la situazione.

Il ricovero in emergenza al Pronto Soccorso è necessario per confermare la diagnosi con i raggi X.

La valutazione radiologica infatti è l’unica che può dare l’esatta misura della frattura al femore.

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Prevenire la frattura del femore

Il trattamento chirurgico è l’unico possibile in caso di frattura al femore. La sola eccezione è rappresentata dai neonati nei quali questo tipo di evento traumatico a volte viene risolto semplicemente con l’applicazione del gesso.

L’operazione è controindicata soltanto in quei casi in cui la salute del paziente, seriamente compromessa, non potrebbe tollerare un intervento di questo genere.

È fondamentale eseguire la procedura il prima possibile per dare alla persona le migliori possibilità di recupero.

In linea di massima ci vogliono almeno sei mesi per rimettersi completamente dalla frattura del femore.

L’operazione chirurgica può essere di due tipi: osteosintesi e artroplastica.

Nel primo caso l’ortopedico riallinea le parti fratturate attraverso dei chiodi endomidollari.

Eseguita in anestesia generale, l’osteosintesi permette al paziente di caricare sin da subito, evitando così i disagi che derivano da un prolungato allettamento.

L’artroplastica invece è la sostituzione della cervice e della testa del femore con una protesi.

Particolarmente importante, a seguito dell'intervento chirurgico dovuto a frattura del femore, la riabilitazione motoria, che consente al paziente di riacquisire in modo rapido ed efficace le normali funzioni motorie: la fisioterapia a domicilio, in particolare, permette di curarsi comodamente a casa propria, senza lo stress di raggiungere l'ospedale o lo studio medico (soprattutto nei casi in cui la deambulazione è difficoltosa proprio a causa della frattura al femore).

Riabilitazione motoria e frattura del femore

Dopo l'intervento, l'esecuzione di un percorso terapeutico di riabilitazione motoria per la frattura del femore è particolarmente importante: un periodo di fermo particolarmente lungo, di fatti, può comportare una diminuzione della forza muscolare e incidere negativamente sulla circolazione sanguigna.

In particolare, un trattamento di riabilitazione domiciliare in caso di frattura del femore consente percorsi di fisioterapia personalizzati, creati su misura delle esigenze del paziente: evitando scomodi spostamenti, infatti, la persona che ha subito un intervento chirurgico può così dedicarsi a una terapia di rieducazione motoria nel comfort di casa propria.

La riabilitazione a domicilio per la frattura del femore comprende diverse fasi, che il fisioterapista domiciliare esegue in collaborazione con il paziente: le prime fasi riguardano esercizi che permettono un recupero della mobilità articolare, il controllo del dolore e il rinforzo muscolare; successivamente si passa alla vera e propria rieducazione motoria, eseguita contestualmente con blanda attività fisica.

Prevenire la frattura del femore

In ottica di prevenzione di frattura del femore, soprattutto nel caso di pazienti anziani, la regola d'oro è quella di mantenere il più possibile uno stile di vita sano e attivo.

Una camminata quotidiana di circa 30 minuti aiuta a mantenere una buona qualità muscolare e a rafforzare la struttura ossea.

Anche le abitudini alimentari possono influire positivamente: a tavola è consigliato consumare almeno una volta al giorno cibi ricchi di proteine e di calcio, privilegiando quelli con un maggiore apporto di vitamina D.

Le donne, soprattutto dopo la menopausa, sono più soggette a tale problematica: per questo motivo è molto importante controllare regolarmente la quantità di calcio presente nelle ossa con la MOC, per prevenire e curare l’osteoporosi.

Anche rivolgersi a un fisioterapista a domicilio, in ottica di prevenzione, è utile per mantenere una buona mobilità e un buon tono muscolare, soprattutto dopo una certa età: in questo caso la fisioterapia per anziani (o fisioterapia geriatrica) è particolarmente indicata.

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