Colon irritabile: quali sono i sintomi?

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Colon irritabile: sintomi, cause e rimedi

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Il colon irritabile è un problema diffuso. Ma come riconoscere l’irritazione al colon? Quali sono le cause? Quali i sintomi del colon irritato? ed infine vediamo alcuni rimedi all’infiammazione del colon.

Cos’è il colon irritabile?

Per colon irritabile si intende un insieme di sintomi a carico della mucosa gastrointestinale, caratterizzati da un’intensità e frequenza che variano di persona in persona.

La parte colpita è quella dell’intestino crasso, ovvero la sezione terminale dell’apparato digerente che inizia dalla valvola ileocecale e termina in corrispondenza dell’ano.

Questa patologia non comporta nessuna alterazione della mucosa intestinale. Il suo aspetto infatti è fisiologicamente sano e non sono presenti anomalie.

La parola irritabile sta a indicare un’accentuata sensibilità da parte del colon che reagisce in modo esagerato a stimoli del tutto normali come una giornata stressante, un pasto o per la presenza del ciclo mestruale.

I nervi che controllano le contrazioni intestinali diventano più attivi, determinando la comparsa di una sintomatologia del colon irritabile specifica.

Il colon irritabile può essere qualificato come una condizione patologica transitoria e occasionale oppure cronica; in tal caso si parlerà di sindrome dell’intestino irritabile (IBS).

La sindrome dell’intestino irritabile rappresenta, insieme alle malattie infiammatorie intestinali (IBD), uno dei disturbi più comuni.

Secondo recenti dati statistici colpisce quasi il 21% della popolazione mondiale, con una maggiore incidenza nel sesso femminile.

Anche se non è associato all’aumento di malattie particolarmente gravi, è un disturbo da non sottovalutare perché la sua presenza condiziona non poco i pazienti, compromettendo sia la qualità della vita che la capacità lavorativa.

Quali sono le cause del colon irritabile?

Secondo la rivista Nature, la fisiopatologia del colon irritabile e dell’IBS – sindrome dell’intestino irritabile sono particolarmente complesse e ancora non del tutto chiare.

Esistono dei fattori di rischio riconosciuti a livello mondiale come la genetica, la dieta e la condizione del microbioma intestinale ma questi stessi fattori potrebbero essere influenzati dalla geografia e dalle condizioni sociali dei pazienti.

Nel colon irritabile le cause quindi sono molteplici e non del tutto conosciute.

Negli ultimi decenni si è fatta strada nella medicina internazionale la consapevolezza che l’intestino può essere qualificato come il secondo cervello umano e che i disturbi a carico di questo organo possano derivare da un’errata interazione tra encefalo, fibre nervose intestinali e i muscoli presenti nella mucosa e deputati al controllo delle contrazioni.

Una cattiva gestione dell’ansia, lo stress quotidiano, eventi difficili o disturbi come sintomo fisico della depressione possono provocare una certa irritabilità del colon, che reagisce agli stimoli con contrazioni troppo forti oppure troppo deboli.

Spesso è il cibo che diventa un vero e proprio trigger dell’irritabilità del colon. La presenza di alcune intolleranze o sensibilità alimentari possono provocare numerosi disturbi anche a carico dell’apparato digerente e dell’alveo intestinale.

A scatenare la sindrome del colon irritabile possono essere anche delle infezioni batteriche presenti nel tratto digestivo o nell’intestino tenue, responsabili di un cambiamento nella flora batterica intestinale.

Infine, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista The Lancet, anche la scarsa qualità del sonno può provocare la comparsa dei disturbi gastrointestinali a causa dell’alterazione del sistema circadiano.

Quali sono i sintomi del colon irritabile?

Nel colon irritabile i sintomi si dividono in comuni e meno comuni.

In linea di massima la sensazione di fastidio e dolore è localizzata soprattutto nella zona dall’apparato digerente, con un’intensità e variabilità diverse di persona in persona.

movimenti intestinali cambiano, diventando troppo frequenti o diradandosi nel tempo (stipsi e diarrea).

Nei sintomi più comuni rientrano i tipici crampi e dolori addominali che si attenuano soltanto dopo la defecazione.

Spesso chi ne soffre lamenta meteorismo, gonfiore e sente un’urgenza di evacuare soprattutto dopo i pasti; nonostante questo però prevale la sensazione di un incompleto svuotamento dell’intestino.

A volte è la stipsi a prevalere, altre invece la diarrea oppure un’alternanza delle due.

Tra i disturbi meno frequenti rientrano il mal di testa, un aumento anomalo delle evacuazioni giornaliere e una variazione nella consistenza delle feci.

Nelle donne i sintomi si verificano spesso durante il ciclo mestruale, nell’ultimo trimestre di gravidanza e in menopausa.

Durante il ciclo sono più frequenti dolori addominali e diarrea mentre dall’ovulazione in poi prevale la costipazione e il gonfiore. In generale la popolazione femminile lamenta un forte mal di schiena soprattutto nella zona lombare, una sensazione di fatica che non passa nemmeno con il riposo, insonnia e una maggiore sensibilità alimentare.

Il colon irritabile provoca anche mestruazioni più dolorose e, in alcune donne, la comparsa della dispareunia ovvero il dolore durante i rapporti sessuali.

In linea di massima, qualora questi sintomi si presentino per almeno 3 giorni al mese per 6 mesi consecutivi, è necessario rivolgersi allo specialista per diagnosticare la cronicizzazione della patologia e quindi la presenza della sindrome dell’intestino irritabile.

Colon irritabile: i rimedi

Nel colon irritabile i rimedi naturali possono essere considerati come un approccio dolce e privo di effetti collaterali.

Il primo aspetto da prendere in considerazione, soprattutto nella colite nervosa, è la necessità di ridurre lo stress con alcuni rimedi come la melissa o la camomilla che rilassano l’organismo e distendono i muscoli intestinali.

A volte, quando i livelli della patologia si fanno troppo incalzanti, può essere d’aiuto praticare lo yoga, la mindfulness o una specifica terapia cognitiva.

Particolare attenzione deve essere prestata agli sbalzi di temperatura.

Chi soffre di colon irritabile è sensibile soprattutto al freddo e all’umidità per cui è necessario proteggersi in modo adeguato.

I medici consigliano di praticare attività fisica dolce come una semplice camminata quotidiana di almeno 30 minuti.

I pasti devono essere leggeri, a basso contenuto di grassi e consumati seduti, senza fretta.

Una ricerca pubblicata sul World Journal of Gastroenterology nel 2005 ha evidenziato l’azione positiva derivante dall’assunzione dei probiotici.

L’integrazione quotidiana, concordata con la nutrizionista, infatti potrebbe correggere le anomalie del microbioma, alleviando il dolore e la gravità dei sintomi.

Negli ultimi anni l’olio di menta piperita è diventato uno dei rimedi più efficaci nel trattare non solo il colon irritabile ma anche la sindrome dell’intestino irritabile, grazie alla presenza del mentolo.

Questo principio attivo infatti rilassa la muscolatura liscia dell’intestino, riducendo il dolore e il gonfiore. Infine l’Aloe Vera, utile per eliminare scorie e batteri, e i Frutto Oligosaccaridi, necessari per coadiuvare l’azione della flora batterica, rappresentano due rimedi naturali di comprovata efficacia.

La terapia farmacologica, prescritta soprattutto in caso di stipsi o diarrea, deve essere concordata con il proprio medico curante.

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Colon irritabile: cosa non mangiare

Una dieta a basso contenuto di glutine e caseina può alleviare i sintomi del colon irritabile.

Quando compaiono i primi disturbi è consigliabile ridurre il consumo di latte, yogurt, gelati e formaggi e di alimenti come pane, pasta, cereali e cracker realizzati con il frumento.

Allo stesso modo andrebbero eliminati gli alimenti appartenenti al junk food, il famoso cibo spazzatura, e dolcificanti come miele e zucchero bianco.

Chi soffre di colon irritabile deve fare attenzione a verdure come cipolle, broccoli, carciofi e ai legumi che possono provocare dolorose fermentazioni.

La frutta deve essere mangiata come spuntino e non dopo i pasti, eliminando pesche, pere, prugne e uva. È necessario diminuire il consumo di tè e caffè.

Gli alimenti appartenenti a queste categorie devono essere tolti dalla dieta per un periodo di almeno due settimane e reintrodotti gradualmente.

Fonti

Science Translational Medicine
The BMJ
Nature: Global burden of irritable bowel syndrome: trends, predictions and risk factors
The Lancet: The effect of sleep on gastrointestinal functioning in common digestive diseases
La Colite
Symptoms & Causes of Irritable Bowel Syndrome
IBS Symptoms in Men and Women
Effectiveness of probiotics in irritable bowel syndrome

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