Cure per la frattura del femore nei soggetti anziani

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Frattura del femore nell'anziano: consigli per le cure a casa

EpiCura

Indice

1. La frattura del femore nell’anziano2. Frattura del femore negli anziani: cause e sintomi3. La riabilitazione per la frattura del femore4. Frattura del femore: dalla diagnosi all’intervento chirurgico5. Fisioterapia e riabilitazione motoria 6. Frattura del femore e tempi di recupero7. Consigli per la cura della frattura del femore nell'anziano

La frattura del femore nell’anziano

La frattura del femore nell’anziano è uno dei momenti più difficili per l’assistenza a domicilio.

In questi casi sarà necessario concepire correttamente la sua assistenza a casa e le pratiche di cura.

Il femore è l’osso più resistente, voluminoso e lungo dello scheletro.

È situato nella coscia, sorregge tutto il peso del corpo e congiunge l’anca al ginocchio.

Nel punto in cui si articola con l’osso dell’anca, sono situate l’articolazione coxo-femorale e la cosiddetta testa del femore.

Ed è proprio questo il tratto maggiormente a rischio in caso di cadute, spesso vittima di infortuni anche piuttosto gravi.

I pazienti più funestati dalle fratture al femore sono gli anziani oltre i 70 anni.

I motivi di questo aumento del rischio in età avanzata sono legati soprattutto alla riduzione del tessuto osseo e alla variazione della sua densità (spesso aggravata da una patologia come l’osteoporosi), fattori che possono predisporre alla frattura anche in occasione di traumi lievi.

I classici sintomi di una frattura includono dolore, un accorciamento della gamba e un suo eventuale posizionamento anomalo, oltre alla perdita delle funzionalità.

La frattura può essere composta o scomposta.

Nel primo caso, i segmenti dell’osso mantengono inalterata la loro posizione.

Nel secondo, invece, si spostano dalla loro sede.

Una frattura può essere anche multipla, qualora si verifichi la rottura contemporanea di più porzioni del femore.

Attualmente, una frattura al femore nell’anziano può essere affrontata mediante il ricorso ad alcune tecniche particolarmente efficaci.

Tuttavia, è fondamentale che l’intervento chirurgico avvenga tempestivamente e che il paziente venga supportato da un fisioterapista che lo aiuti a recuperare la sua indipendenza.

Frattura del femore negli anziani: cause e sintomi

La causa principale di frattura del femore nell’anziano riguarda le cadute, che a causa di una densità ossea ridotta, rischiano di tradursi in una rottura dell’osso.

Più rare sono le fratture legate alla degenerazione ossea, sintomo di alcune malattie quali l’artrite reumatoide e il diabete.

Generalmente, la sintomatologia di una frattura al femore include:

– dolore intenso e sordo che tende ad irradiarsi verso ginocchio, inguine e caviglia;

– incapacità a muovere la gamba, a stare in piedi e soprattutto a caricare il peso del corpo sull’arto;

– gonfiore e lividi a livello dell’anca e un leggero accorciamento dell’arto.

Ogni frattura, se non curata in maniera tempestiva ed adeguata, rischia di evolvere negativamente ed apportare complicazioni anche piuttosto gravi, tra cui infezioni e artrosi.

Sono possibili inoltre danni permanenti alle strutture nervose, che si evidenziano attraverso fastidio, infiammazioni e formicolio e deformità delle strutture ossee.

Nel peggiore dei casi è possibile sviluppare la “sindrome compartimentale“, una patologia abbastanza rara che si manifesta attraverso una compressione eccessiva di muscoli, vasi sanguigni e nervi.

Tale condizione riduce l’apporto di ossigeno ai tessuti e può persino comportare la necrosi e la conseguente perdita dell’arto.

In particolare per quanto riguarda l’anziano, consideriamo i sistemi di monitoraggio che le tecnologie per l’anziano mettono a disposizione, consideratele particolarmente importante quando il soggetto si trova spesso solo o comunque lontano dai cari.

La riabilitazione per la frattura del femore

In seguito a una frattura del femore, l’anziano deve attenersi all’iter riabilitativo prescritto dal medico.

La maggior parte delle fratture riguarda i pazienti che hanno già superato i 70 anni, il cui equilibrio può rivelarsi precario a causa di patologie specifiche o di condizioni legate all’età avanzata.

In caso di rottura del femore, la soluzione è un approccio multidisciplinare, l’unico in grado di assicurare il pieno recupero fisico al paziente.

Pertanto, sarà molto importante pianificare un programma adeguato insieme a tutte le figure mediche di riferimento.

A tal proposito, EpiCura mette a disposizione numerosi servizi utili, riguardanti l’assistenza domiciliare e l’intervento di specialisti quali OSS, infermieri e fisioterapisti.

Subito dopo l’operazione, il paziente avrà bisogno di un supporto medico professionale, che monitori la situazione e scongiuri l’insorgere di eventuali complicazioni.

Successivamente, sarà il momento di affrontare l’iter riabilitativo, volto a garantire il recupero della deambulazione e delle funzionalità dell’arto.

Il supporto medico include anche una riabilitazione di tipo nutrizionale, che intende fornire al paziente tutti gli elementi necessari per un corretto recupero delle energie.

Essendo l’osso più lungo del corpo, il femore è anche quello più esposto ad eventuali lesioni.

La frattura del femore nell’anziano è un infortunio parecchio diffuso, anche a causa di alcune patologie in grado di rendere la struttura dell’osso più fragile, tra cui l’osteoporosi.

L’iter riabilitativo previsto per la frattura del femore nell’anziano è piuttosto lungo, oltre che complesso.

Spesso fa seguito a un intervento di ricostruzione.

Ma quali sono le fasi della guarigione?

Frattura del femore: dalla diagnosi all’intervento chirurgico

Per effettuare la diagnosi è necessario ricorrere alla radiografia, in grado di evidenziare la gravità dell’infortunio.

Le lesioni di lieve entità necessitano dell’immobilizzazione dell’arto tramite gesso e tutore.

Le operazioni al femore sono consigliate soprattutto nei casi in cui è necessario ridurre o ricomporre una frattura grave.

Le operazioni al femore vanno effettuate entro 24-48 ore dall’infortunio e la loro riuscita dipende soprattutto dall’età del paziente e dalla tipologia di frattura: questa, infatti, potrebbe richiedere l’uso di placche, protesi o perni.

Nella frattura del femore dell’anziano è preferibile impiantare una protesi dell’anca, mentre nel caso dei pazienti più giovani si punta sulla calcificazione dell’osso, tramite inserimento di chiodi o placche.

Esistono diversi approcci chirurgici, che includono:
– osteoinduzione veicolata da viti
– osteosintesi del femore (che prevede l’inserimento di viti, placche o chiodi; è il trattamento più indicato per i giovani)
– fissazione esterna
– impianto della protesi

Fisioterapia e riabilitazione motoria

Ci sono molte tipologie di fratture ed specifici modelli riabilitativi.

In relazione alla tipologia e alla sede in cui è avvenuta la rottura, è possibile distinguere numerose tipologie di frattura del femore (addirittura 15 secondo la classificazione proposta da Winquist-Hansen).

Pertanto, la durata e la qualità del trattamento riabilitativo saranno di volta in volta differenti e legate ad un gran numero di variabili, che includono anche l’età del paziente e le sue condizioni prima dell’infortunio.

Possiamo immaginare come si trova un anziano in casa, con le sue esigenze quotidiane!

Il principale obiettivo della riabilitazione è rendere autonomo il paziente, migliorandone il tono muscolare e la capacità di carico sull’arto infortunato.

Il trattamento fisioterapico si compone di alcune fasi necessarie.

La prima ha come obiettivo il pieno recupero dell’articolarità, mediante esercizi sul controllo del dolore e movimenti di auto-mobilizzazione.

Quindi sarà il momento di rinforzare il tono muscolare della regione interessata dall’infortunio: quadricipite, adduttori, glutei, flessori dell’anca, polpacci e muscoli del “core”.

Contestualmente, sarà possibile riprendere in maniera progressiva le attività indicate dal fisioterapista.

Dopo aver ritrovato le forze, il paziente dovrà completare la riabilitazione con l’obiettivo di recuperare i normali schemi motori e rieducare il movimento.

Questo anche con l’ausilio di tecnologie riabilitanti, come per la fisioterapia a distanza.

Frattura del femore e tempi di recupero

Successivamente all’intervento, il paziente può tornare a deambulare utilizzando stampelle o altri supporti, ma per tornare a una vita normale dovrà affrontare un periodo di riabilitazione teso a stimolare ossa e muscoli.

Le terapie consigliate hanno l’obiettivo di ridurre i tempi di recupero e prevenire le principali complicanze dell’infortunio.

In fase di riabilitazione, la ginnastica gioca un ruolo fondamentale, poiché permette al paziente di imparare movimenti e posizioni corrette, capaci di ridurre il rischio di sviluppare piaghe da decubito o edemi.

Gli esercizi per la postura sono importanti per prevenire i dolori ossei e le eventuali deformazioni che possono riguardare l’apparato scheletrico.

Durante la prima settimana di riabilitazione è necessario eseguire esercizi di respirazione e cambi ripetuti della postura.

Successivamente, sarà possibile passare alla fisioterapia e agli esercizi da svolgere in acqua.

A partire dalla terza settimana, cyclette e tapis roulant possono aiutare a rafforzare i muscoli.

Oltre alla fisioterapia, il paziente può necessitare di un supporto farmacologico, in genere costituito da antitrombotici sottocutanei o orali e più raramente da antibiotici a lungo termine.

Durante la riabilitazione viene spesso consigliato l’uso di calze contenitive.

La possibilità di riconquistare la piena mobilità è legata al singolo caso; in genere, tra gli anziani, il 40-50% dei pazienti riesce a recuperare del tutto la deambulazione.

La frattura del femore ha tempi di recupero estremamente vari, legati a parecchi fattori, tra cui le condizioni di salute generali del paziente, l’età e il tipo di frattura.

In genere, l’iter riabilitativo dura circa 3-4 mesi, trascorsi i quali è possibile riprendere una vita quasi normale.

Tuttavia, in alcuni casi la riabilitazione può durare anche un anno, prima che il paziente riesca a tornare alle normali attività quotidiane.

Affinché un iter riabilitativo garantisca risultati rapidi, è importante impegnarsi a fondo negli esercizi di riabilitazione assistita, i quali prevedono:
– potenziamento muscolare
– stretching
– miglioramento della coordinazione
– controllo della testa e del tronco
– cambi tra posizione seduta ed eretta

Consigli per la cura della frattura del femore nell'anziano

La rottura del femore anziano è un evento frequente e potenzialmente invalidante, da trattare con la massima cautela e senza lasciare nulla al caso.

Ragion per cui è necessario affidarsi alle cure di uno degli specialisti che operano per conto di EpiCura, il poliambulatorio al quale richiedere assistenza a domicilio in qualsiasi parte d’Italia.

Durante la fase post operatoria sarà necessario provvedere alla movimentazione dell’arto, in quanto la prolungata immobilità può causare sindrome da allettamento (o immobilizzazione), a sua volta in grado di comportare danni irreversibili.

Naturalmente, sarà il caso di chiedere l’ausilio di un fisioterapista esperto, che spiegherà ai parenti dell’assistito come comportarsi in sua assenza.

Un altro obiettivo è prevenire le ferite da decubito, possibile solo aiutando il paziente a cambiare frequentemente posizione.

In presenza di infortuni di questo tipo è necessario procedere per gradi: quando il medico permetterà al paziente di alzarsi, sarà opportuno sorreggerlo prima di cominciare la deambulazione.

Oltre al sostegno fisico, potrebbe essere utile ricorrere a un deambulatore.

Durante il movimento è importante prestare molta attenzione alle posizioni assunte dalla gamba infortunata, soprattutto in presenza di protesi all’anca.

Infine, per recuperare il tono muscolare, la cyclette rappresenta un ottimo alleato, naturalmente non senza il supporto di una dieta adeguata, precedentemente concordata con il medico (ricca di proteine, calcio, vitamina C e vitamina D).

Bibliografia
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3861999/
https://www.sigg.it/assets/congressi/63-congresso-nazionale-sigg/slide/122_Marcella%20Pevere.pdf

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