Epilessia nel cane: cause, sintomi e cure

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Epilessia nel cane
Epilessia nel cane

Le crisi epilettiche possono colpire anche i cani?

Non tutti lo sanno, ma l’epilessia e i relativi attacchi possono colpire anche i nostri amici a quattro zampe. Ma cosa sono e in che modo si manifestano?

L’epilessia è una sindrome in grado di originare scariche elettriche anomale ed incontrollate dei neuroni, che interrompono transitoriamente le normali funzioni cerebrali.

Questo fenomeno può provocare spasmi, convulsioni e movimenti involontari.

L’intensità e le tempistiche delle crisi sono molto variabili ma, nella maggior parte dei casi, abbastanza forti da provocare la perdita di coscienza nell’animale.

Non è facile riconoscere una crisi epilettica, in quanto i sintomi possono risultare simili a quelli provocati da altri disturbi.

Per tale motivo è indispensabile che il padrone impari a conoscere l’epilessia nel cane, anche grazie al prezioso supporto del veterinario.

Soltanto in questo modo sarà possibile intervenire in maniera efficace e tempestiva, senza lasciarsi prendere dal panico.

Ma quali sono i sintomi per riconoscere l’epilessia nel cane?

I sintomi dell’epilessia canina

L’epilessia nel cane è caratterizzata da tre fasi che presentano sintomi specifici.

La prima, la fase pre-ictale, è quella relativa al momento che precede l’attacco. L’animale mostra una serie di cambiamenti del comportamento; può, ad esempio, iniziare ad attaccare un oggetto immaginario oppure inseguirsi senza sosta la coda. Tende a leccarsi spesso il muso e a camminare senza fermarsi. È impaurito, cerca il sostegno e la protezione del padrone.

Testa protesa all’indietro e un movimento strano delle zampe, come se l’animale nuotasse nell’aria, sono i sintomi tipici della fase da ictus, quella relativa alla crisi epilettica del cane vera e propria.

Lo sguardo è perso nel vuoto, il cane può essere scosso da un tremito, le mascelle sono serrate e in alcuni casi la lingua assume una colorazione più scura del normale.

La fase post-ictale, quella immediatamente successiva alle convulsioni del cane, è caratterizzata da confusione, smarrimento e difficoltà deambulatorie.

L’animale spesso è affamato, stordito, lo sguardo può rimanere a lungo fisso nel vuoto. Eventuali episodi di aggressività dopo una crisi non sono frequenti ma non si possono escludere a priori.

Non sempre è facile rilevare i sintomi di una crisi epilettica: è buona prassi fare la guardia durante la prima notte del cucciolo.

Il cane, infatti, potrebbe essere colpito da crisi epilettica durante la notte o in assenza del proprietario e riprendersi prima che possa accorgersene.

In generale la crisi epilettica nel cane può essere singola o seguita da un nuovo attacco (in genere a distanza di 24-36 ore).

Più raramente gli attacchi epilettici mostrano una frequenza maggiore.

Inoltre, l’epilessia può durare pochi secondi o prolungarsi, fino a superare i 5 minuti, con il cane che può restare vigile oppure perdere coscienza.

Solitamente le crisi epilettiche vengono precedute da particolari sintomi (la cosiddetta “fase aura”) che fanno la loro comparsa quando il cervello dell’animale è colto da attività anomale.

In questi casi, il cane appare abbattuto e disorientato e, talvolta, in cerca di rassicurazioni.

La conseguente crisi epilettica determina salivazione eccessiva, irrigidimento muscolare (che fa in modo che il cane cada a terra su un fianco) e movimenti involontari degli arti.

Il cane può persino risultare incontinente e rilasciare feci e urina in maniera incontrollata.

Le cause dell’epilessia nel cane

Le cause dell’epilessia restano tuttora al vaglio dei ricercatori, i quali sono riusciti ad identificare soltanto alcuni segnali intra-cranici.

Tra questi figurano determinate malattie cerebrali, malformazioni, lesioni, traumi, tumori e ictus. In questi casi si parla di epilessia acquisita o secondaria.

Le crisi epilettiche non sono eventi casuali, ma sono sempre legate a motivi ben precisi.

Possono essere anche la conseguenza diretta di determinate patologie degenerative, malattie autoimmuni, ipossia (principio di annegamento, intossicazioni da monossido di carbonio, etc) o infezioni del sistema nervoso centrale (meningoencefalite, rabbia, cimurro, etc).

Talvolta, possono manifestarsi anche come conseguenza diretta di forti condizioni di stress, rumori disturbanti e improvvisi, stimoli luminosi intensi o mancanza di sonno.

L’epilessia idiopatica, invece, è provocata dalla presenza di disturbi di origine genetica, che di fatto escludono la responsabilità di ulteriori patologie.

L’epilessia idiopatica è la causa più frequente di crisi convulsive nei cani. Insorge soprattutto negli animali più giovani, in genere entro i primi 6 anni di vita, e colpisce in particolar modo alcune razze canine, tra cui il pastore australiano, il pastore belga, il border collie, il golden retriever e il labrador.

Approfondimento: Epilessia Idiopatica

Come comportarsi in presenza di una crisi epilettica?

In caso di attacchi epilettici è necessario mantenere la calma, avvertire immediatamente il veterinario e monitorare la frequenza degli eventi, annotando i comportamenti dell’animale e i sintomi più ricorrenti.

Ogni informazione potrebbe rivelarsi utile in fase di diagnosi.

Durante le crisi è molto importante allontanare eventuali altri animali, onde evitare che la vittima dell’attacco epilettico venga aggredita, a causa della concitazione del momento e dello spavento causato dagli spasmi muscolari.

Non appena il cane si sarà accasciato al suolo, sarà opportuno sistemargli un cuscino sotto la testa, evitando qualsiasi contatto fisico.

Per il bene proprio e dell’animale, è meglio monitorare la situazione a distanza, senza accarezzarlo o abbracciarlo.

Bene ricordare che anche la tecnologia come quella dei più moderni microchip per animali può aiutare a sapere dove si trova il cane.

Durante l’attacco, il cane è privo di coscienza, pertanto è fondamentale permettergli di liberare l’energia provocata dagli spasmi.

Al termine della crisi, il cane potrebbe apparire disorientato, confuso e, più raramente, affetto da cecità transitoria.

A distanza di qualche minuto, potrebbe avvertire fame e sete (polifagia e polidipsia) o essere vittima di un’altra crisi.

È molto importante riferire quanto accaduto al veterinario senza tralasciare nessun dettaglio, soprattutto qualora gli attacchi dovessero susseguirsi senza che l’animale riesca a tornare cosciente.

Si tratta, infatti, di una situazione molto pericolosa e potenzialmente letale.

Epilessia cane: diagnosi e cure

In caso di crisi epilettiche nel cane, è opportuno chiamare il veterinario a domicilio, il quale è tenuto ad effettuare determinati approfondimenti, al fine di accertarne l’origine e le cause.

È necessario eseguire un controllo neurologico e un emocromo completo, l’esame delle feci e delle urine, un controllo addominale e cardiaco, quindi una TAC o una risonanza magnetica con esame del liquor.

Qualora tutti i test fossero negativi e le crisi convulsive dovessero comparire prima dei 6 anni d’età, i sospetti del veterinario potrebbero ricadere sull’epilessia idiopatica.

Una volta che il medico avrà diagnosticato l’epilessia nel cane, escludendo ulteriori cause, prescriverà una terapia con farmaci anticonvulsivanti, utili a tenere sotto controllo le crisi, soprattutto se frequenti.

La terapia dell’epilessia del cane varia in base alle cause che scatenano la crisi. In caso di epilessia primaria o idiopatica, la cura consiste nella prescrizione di farmaci specifici.

I principi attivi più utilizzati sono il fenobarbital e il bromuro di potassio.

Entrambi raggiungono un livello ottimale di efficacia nel sangue dopo due o tre settimane dalla prima dose.

Per aiutare l’animale durante la crisi, il medico può prescrivere un farmaco da somministrare per via rettale per ridurre l’entità e le conseguenze della fase da ictus.

L’epilessia idiopatica nel cane viene trattata mediante l’uso di farmaci volti a diminuire la frequenza e l’intensità delle crisi convulsive.

In commercio esistono parecchi anticonvulsivanti ed ogni cane può rispondere diversamente alle cure.

Non esiste una terapia universale, ma è necessario valutare il singolo caso.

Spesso, il trattamento va protratto per tutta la vita ed impone controlli periodici.

Potrebbe essere utile tenere un diario nel quale annotare tutti i singoli eventi, in modo da monitorare costantemente l’andamento della malattia e l’efficacia dei farmaci prescritti dal medico.

L’epilessia è una patologia imprevedibile e fastidiosa, non sempre facile da curare.

Tuttavia, è possibile, attraverso la stretta collaborazione tra veterinario e proprietario, garantire all’animale una buona qualità della vita.

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