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Mal di schiena, cervicalgia e torcicollo – Cause, sintomi e rimedi

Mal di schiena, cervicalgia e torcicollo – Cause, sintomi e rimedi

Un disturbo tanto diffuso quanto invalidante

La cervicalgia è una delle patologie più diffuse tra quelle a carico della schiena: interessa le sette vertebre superiori del rachide, poste a ridosso del collo e della testa. Colpisce maggiormente le donne e ad oggi costituisce una delle cause più frequenti di disabilità nel mondo occidentale. In genere, i forti dolori causano l’irrigidimento dei muscoli del collo e una netta diminuzione delle capacità di movimento. Questa forma di mal di schiena tende ad irradiarsi verso le spalle e le braccia e ad accompagnarsi con sintomi quali vertigini, mal di testa e disturbi sensoriali (all’udito e alla vista). Può insorgere in seguito a un ampio ventaglio di eventi traumatici, ma può essere legata anche a condizioni di forte stress, sedentarietà o a posture scorrette reiterate nel tempo. Per risolvere tale condizione è fondamentale inquadrare prima le cause e i sintomi, quindi avviare un trattamento specifico. In genere, il disturbo si risolve spontaneamente nel giro di una settimana. Superati i 7/10 giorni, oppure in presenza di recidive frequenti, sarà necessario rivolgersi ad un medico e concordare una terapia. La cervicalgia e torcicollo non vanno confusi. Quest’ultimo, infatti, è solitamente caratterizzato da violente fitte dovute a una contrattura improvvisa.

Le cause della cervicalgia

La cervicalgia interessa la parte alta della schiena, nota con il nome di rachide cervicale. Quest’area è formata da 7 vertebre che costituiscono il sostegno per il collo e la testa. Infiammazioni e dolori che colpiscono questa regione sono principalmente legati a traumi e possono coinvolgere le vertebre, piuttosto che le articolazioni o i muscoli che le sorreggono. In genere, questi traumi dipendono da posture scorrette reiterate nel tempo, come spesso accade a chi svolge professioni che costringono a restare seduti per molto tempo. Anche una scarsa attività fisica e un tono muscolare inadeguato possono predisporre a lesioni, strappi e contratture, soprattutto in caso di movimenti bruschi o carichi eccessivi, rimediati praticando sport o in seguito ad incidenti stradali. Da non sottovalutare lo stress, in grado di determinare forti tensioni muscolari, rendendo più sensibile l’area ad eventuali traumi o infiammazioni. Altre cause sono da ricercarsi in patologie quali la scoliosi, la lordosi lombare e la cifosi o in malattie come l’artrite reumatoide, l’osteoartrosi e l’ernia del disco. L’artrite causa il consumo progressivo dei dischi intervertebrali, i quali tendono a schiacciare le vertebre, causando rigidità e dolori. Non di rado, mal di schiena e mal di testa possono palesarsi in seguito a malocclusioni dentali, ovvero quando le arcate dentali non si chiudono in maniera corretta.

I sintomi della cervicalgia

I dolori alla schiena percepiti dai pazienti colti da cervicalgia sono variabili, sia in termini di intensità che di durata. In ogni caso, il dolore è costante e localizzato in aree specifiche del rachide superiore. La localizzazione può aiutare il medico e il fisioterapista a comprendere l’origine del problema, nonché l’eventuale coinvolgimento dei nervi. È possibile distinguere tre diverse categorie di dolori:

– La cervicalgia tensiva (o torcicollo), i cui sintomi riguardano soprattutto il collo. È caratterizzata da fitte violente, rigidità muscolare e da una limitata mobilità dell’area interessata. Può essere legata a traumi o colpi di freddo.

– La sindrome cervico-brachiale, caratterizzata da dolori che tendono ad irradiarsi verso spalle e braccia. Sensibilità eccessiva e formicolii agli arti sono gli indizi di un’anomala compressione dei nervi cervicali.

– La sindrome cervico-cefalica, che causa forti cefalee di tipo tensivo, ma anche vertigini, emicrania, disturbi all’udito e alla vista, vomito e nausea.

Per fortuna, i dolori tipici della cervicalgia durano soltanto pochi giorni, soprattutto se legati a traumi. Qualora non trattati in maniera adeguata, tuttavia, i sintomi possono ripresentarsi facilmente. Se la condizione dolorosa si protrae per mesi, può essere definita cronica.

La diagnosi del problema

La localizzazione e la natura dei dolori possono aiutare il medico a identificare l’origine del disturbo e le sue cause. Nel corso della visita, il medico specialista provvederà all’anamnesi del paziente, ponendo l’attenzione sulla tipologia di lavoro che svolge, sulle origini del dolore (progressivo o improvviso e quindi legato a traumi), sull’eventuale irradiazione del dolore verso spalle, braccia e mani. In seguito, sarà possibile procedere con l’esame obiettivo, che consiste in una valutazione neurologica e muscolo-scheletrica del paziente, utile ad escludere problematiche più serie, quali ernie o protrusioni in grado di sollecitare o comprimere oltremodo le strutture nervose. L’ortopedico o il fisiatra possono avvalersi di esami approfonditi quali radiografia, risonanza magnetica, TAC o elettromiografia. Una volta individuato il problema scatenante, il medico specialista indicherà la terapia più adatta, che può comprendere farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o cortisonici (in caso di problemi più gravi o mal di schiena persistenti), oltre a un iter fisioterapico da effettuarsi in compagnia di un professionista come quelli che operano per conto di EpiCura.

Rimedi e prevenzione

La fisioterapia per i dolori alla schiena ci insegna tanto. La prevenzione del disturbo passa attraverso uno stile di vita sano: un’attività fisica costante aiuterà a tonificare e a rafforzare la muscolatura della schiena e del collo. Durante la fase acuta, alle terapie farmacologiche sarà opportuno affiancare alcuni accorgimenti: la zona colpita andrà tenuta a riposo e, qualora consigliato dal medico, il paziente dovrà indossare un tutore (il cosiddetto collare ortopedico). In seguito, bisognerà prestare molta attenzione alla postura, onde alleviare il carico su vertebre e articolazioni. La fisioterapia potrà aiutare a correggere eventuali difetti posturali e a ripristinare le funzionalità della regione colpita. Esercizi di rafforzamento e stretching, ma anche massoterapia e manipolazioni, possono aiutare il paziente a prevenire eventuali recidive. Il paziente dovrà eseguire regolarmente gli esercizi consigliati dal fisioterapista: ogni movimento andrà effettuato lentamente, evitando gesti bruschi, in grado di esacerbare il problema. Grazie al supporto dei professionisti che operano tramite EpiCura sarà possibile eseguire gli esercizi anche a domicilio. I movimenti consigliati riguardano:

– La rotazione del collo e della testa, da compiere effettuando tre giri verso sinistra e altrettanti verso destra.

– La flessione del capo, da eseguire inclinando la testa su un lato e dall’altro, cercando di avvicinare quanto più possibile l’orecchio alla spalla.

– L’estensione del collo in avanti, da effettuare cercando di toccare il torace con il mento.

Dolori alla Schiena media o Dorsalgia: cause, sintomi e rimedi

Dolori alla Schiena media o Dorsalgia: cause, sintomi e rimedi

La dorsalgia, un disturbo che interessa la parte centrale della schiena

Pur essendo legati a numerose cause scatenanti, i dolori alla schiena possono essere suddivisi in tre grandi gruppi: quelli alla bassa schiena, quelli che coinvolgono la parte superiore del dorso e quelli che colpiscono la zona mediana, comunemente detta dorso, da cui dorsalgia in casi di affezione patologica. La dorsalgia, pur essendo meno diffusa rispetto a lombalgia e cervicalgia, resta una delle patologie responsabili della maggior parte delle assenze sul lavoro. Interessa la colonna vertebrale e si manifesta attraverso un dolore costante e superficiale, localizzato nel tratto centrale della schiena, tra le vertebre D1 e D12. In genere, trae origine da problemi pregressi o sovraccarichi a danno delle strutture muscolo-scheletriche (costole, vertebre, tendini, muscoli), oppure da altre patologie a carico degli organi interni (il cuore, i polmoni, il fegato, etc). Le pubblicazioni scientifiche sull’argomento sono meno numerose rispetto a quelle relative ad altri disturbi che interessano la colonna vertebrale e i muscoli associati, probabilmente perché si tratta di una patologia più rara, anche se in grado di interessare ogni fascia d’età. La dorsalgia viene spesso confusa o associata alla lombalgia, un disturbo che può interessare tendini, muscoli e ossa della bassa schiena e del bacino, o alla cervicalgia, la cui sintomatologia colpisce il collo e le spalle.

Tutte le possibili cause delle dorsalgia

I fattori di rischio della dorsalgia sono numerosi, ma possono essere suddivisi in due grandi categorie. Alla prima appartengono tutte le cause legate a patologie e cattive abitudini in grado di gravare sulla condizione delle strutture muscolo-scheletriche, ovvero: microtraumi a carico dei muscoli e dei legamenti che irradiano la schiena, causati da movimenti ripetuti in ambito lavorativo o sportivo; posture scorrette (alla scrivania o alla guida dell’auto); patologie quali la cervicalgia (i dolori al collo e alle spalle tendono ad irradiarsi lungo la colonna vertebrale e a coinvolgere anche la zona mediana della schiena), l’artrosi, la scoliosi, forme gravi di osteoporosi, infezioni ossee (tra cui la “Malattia di Pott”, una rara forma di tubercolosi che attacca le vertebre) e alcune malattie reumatologiche (tra cui la spondilite anchilosante, una forma di artrite ad eziologia autoimmune e genetica). Più raramente, la dorsalgia può essere legata a problemi che colpiscono gli organi interni (contrattura del diaframma causata da sovraccarico fisico o condizioni di forte stress), oppure a prolungati stati di sofferenza gastrica (tra cui la gastrite).

I sintomi

La dorsalgia si manifesta attraverso dolori forti e persistenti, localizzati nel tratto mediano della schiena e più precisamente tra le vertebre D1 e D12. I dolori alla colonna vertebrale possono peggiorare e diventare particolarmente intensi qualora si assumano posizioni scorrette o si eseguano attività che impongono movimenti ripetuti. In alcuni casi il fastidio può irradiarsi lungo le coste e raggiungere il torace. Numerosi pazienti lamentano dolori che dal tratto cervicale tendono ad irradiarsi nella sezione mediana della schiena. I dolori che caratterizzano la dorsalgia possono essere acuti e cronici e a volte direttamente correlati a quelli che interessano la cervicale. Oltre al fastidio intenso e localizzato, la muscolatura del dorso tende ad irrigidirsi, con i muscoli più vicini alla colonna vertebrale contratti e dolenti. L’irrigidimento del dorso può accompagnarsi ad un indebolimento degli arti inferiori e a parestesie intercostali (intorpidimento, prurito e formicolii), che interessano tutta l’area di distribuzione della radice nervosa. Inoltre, una contrazione eccessiva dei muscoli che sostengono la colonna vertebrale può causare difficoltà di deambulazione e casi di ritenzione urinaria.

I principali rimedi contro i dolori alla schiena

Essendo la maggior parte delle dorsalgie di origine muscolo-tendinea, queste sono destinate a risolversi con la combinazione di una terapia farmacologica (assunzione controllata di antinfiammatori, antidolorifici e miorilassanti) e di una terapia fisioterapica mirata. Se la prima serve esclusivamente ad attenuare il dolore nella sua fase più acuta, la terapia riabilitativa, che consiste in alcune sedute di massoterapia o ultrasuoni, è utile a rilassare la muscolatura e ad allentare le tensioni. Nei casi più gravi può essere necessario un intervento chirurgico (frattura vertebrale causata da osteoporosi). Nella fase che segue la scomparsa del dolore acuto, è importante affidarsi ad uno specialista in grado di stilare un programma di lavoro utile a correggere eventuali posture scorrette o piccoli difetti anatomici. Per minimizzare il rischio di incorrere in pericolose recidive, è necessario eseguire tutti gli esercizi prescritti dal fisioterapista ed imparare a sollevare i carichi come conviene, senza mettere a repentaglio le strutture muscolo scheletriche della schiena. È buona norma prendere parte a sedute di chinesiterapia posturale e, nei casi più gravi, indossare un busto correttivo. I professionisti che operano per conto di EpiCura offrono interventi a domicilio, in grado di rendere più comode le sedute e migliorare l’applicazione del paziente.

L’importanza del fisioterapista

Il fisioterapista interviene per alleviare il dolore e le tensioni muscolari durante la fase acuta e per insegnare al paziente come prevenire le ricadute. In caso di dolori alla colonna vertebrale dovuti a traumi, problemi meccanici o sovraccarichi, è possibile ricorrere a diverse metodologie, tra cui: la tecarterapia, utile ad alleviare le tensioni dovute a posture scorrette e a carichi elevati, oltre che ad estinguere la conseguente infiammazione; la ginnastica posturale, necessaria per ristabilire un corretto equilibrio tra le tensioni fasciali e migliorare lo scarico del tratto dorsale, in modo da ottenere un’efficace decompressione delle vertebre e dei dischi intervertebrali; il trattamento osteopatico, che ricerca la causa del sovraccarico e valuta l’eventuale presenza di disfunzioni meccaniche o viscerali, allo scopo di risalire alla causa del problema. Il fisioterapista aiuterà il paziente ad allungare ed irrobustire i muscoli della schiena attraverso la pratica di esercizi mirati:

– Seduti a terra con le gambe incrociate, allargate le braccia mantenendole parallele al suolo con i palmi rivolti verso l’alto e facendo attenzione a non sollevarle oltre le spalle. Portate lentamente le braccia indietro arrivando fin dove è possibile e mantenendo la posizione per quindici secondi.

– In piedi con le braccia rilassate lungo il tronco, portate lentamente le braccia sopra la testa. Dopodiché girate i palmi verso l’esterno. Spingete il più possibile per cinque secondi e tornate nella posizione iniziale.

Lombalgia e dolori bassa schiena

Lombalgia e dolori bassa schiena

La lombalgia, un problema che interessa milioni di persone

I dolori lombari rappresentano uno dei disturbi più frequenti nella popolazione adulta, soprattutto dopo i 30 anni. La lombalgia e dolori bassa schiena colpiscono sia gli uomini che le donne e più raramente può insorgere anche in età pediatrica. Si stima che almeno l’80% della popolazione mondiale abbia avuto a che fare almeno una volta nella vita con episodi di lombalgia. Esistono due tipologie di dolori lombari: la lombalgia acuta e quella cronica. La prima è caratterizzata da manifestazioni dolorose intense, legate a lesioni muscolari, articolari, legamentose e discali e che tendono ad accompagnarsi a fenomeni infiammatori. In questi casi, dolore ed infiammazione cessano relativamente presto, perdurando per un massimo di trenta giorni. Il dolore acuto, pertanto, ha un ruolo adattivo e protettivo, poiché serve ad impedire ulteriori movimenti in grado di danneggiare il rachide e i muscoli dorsali. Tuttavia, il mal di schiena acuto può cronicizzarsi, a causa di alcuni fattori secondari, quali lo stress, un’errata gestione ergonomica della schiena e una scarsa attività fisica. A differenza di quello acuto, il dolore cronico non ha alcuna funzione protettiva, in quanto autonomo e recidivo, e in grado di limitare la mobilità e le funzionalità della colonna vertebrale e dei muscoli associati.

Le cause dei dolori alla bassa schiena

Nella maggior parte dei casi, i dolori alla parte bassa della schiena sono di origine meccanica; più raramente sono collegati a neuropatie o a disturbi viscerali con irradiazione in sede lombare. I fattori di rischio della lombalgia sono tanti e possono essere divisi in due categorie principali, ovvero quelli individuali e quelli occupazionali. I primi includono l’età, il tabagismo, condizioni di forte sovrappeso, eventuali sforzi e posture scorrette. I fattori di rischio occupazionali, invece, riguardano la necessità di trascorrere molto tempo in piedi o seduti (alla scrivania o alla guida dell’auto), le vibrazioni prodotte dal veicolo e la movimentazione abituale di carichi. Infine, come anticipato poc’anzi, sono più suscettibili a lombalgia aspecifica i pazienti sottoposti ad elevati livelli di stress, ansia o depressione. In tutti i casi appena elencati, i muscoli, i legamenti e i tendini che innervano la regione lombare vengono sottoposti ad un logorio eccessivo, condizione direttamente collegata alla comparsa del dolore, che può assumere durata e intensità variabili. Episodi ricorrenti riguardano circa la metà dei pazienti e le recidive sono caratterizzate da dolori ancora più intensi rispetto alla prima volta. L’incidenza del problema aumenta con l’avanzare dell’età.

I sintomi

I pazienti affetti da lombalgia acuta lamentano dolori lancinanti e intensi. Nella forma cronica, invece, il dolore tende a diventare più costante e sordo. Il fastidio tipico della patologia è di natura muscolare, tende ad essere persistente e superficiale ed è localizzato nella regione lombosacrale. Tuttavia, può irradiarsi fino ai glutei e alle cosce, senza scendere oltre il ginocchio, contrariamente a quanto accade nella sciatica, o lombo-sciatalgia( parliamo di cose’è e come si cura la sciatalgia in questa pagina), disturbo che interessa il nervo sciatico. Quest’ultima condizione determina un dolore che ha origine nella regione lombosacrale e che interessa tutta la fascia posteriore di uno o di entrambi gli arti inferiori, scendendo fino al polpaccio o al piede. I dolori causati dalla lombalgia possono essere acuiti da alcuni cambi di posizione o da sforzi più o meno intensi e, nei casi più gravi, possono associarsi a un’importante limitazione funzionale. Ne conseguono difficoltà a camminare, a muoversi e talvolta persino a starnutire o a tossire. Nella speranza di lenire il dolore, il paziente tende ad assumere posizioni innaturali, che spesso rischiano di peggiorare ulteriormente la sintomatologia. Ci sono poi casi di associazioni particolari, come quello fra mal di schiena lombare e pancia gonfia.

Come intervenire

I dolori lombari possono essere così intensi da costringere chi ne è afflitto al riposo totale. Tuttavia, è necessario limitare l’immobilità ai primi due o tre giorni, trascorsi i quali bisognerà gradualmente riprendere confidenza con i movimenti e la deambulazione. Il trattamento si basa sulla chinesiterapia e sulla fisioterapia, oltre che sull’assunzione di farmaci miorilassanti e analgesici. In questa fase, il fisioterapista deve mostrare al paziente le tecniche per gestire meglio il proprio corpo, ridurre il dolore e prevenire eventuali recidive. Gli esercizi più indicati sono finalizzati al rilassamento, all’allungamento della muscolatura e alla rieducazione posturale. Tra gli esercizi antalgici, tesi a lenire il dolore, e da eseguire anche diverse volte al giorno figurano:

– la “posizione Psoas“, che va effettuata distesi a terra in posizione supina, con le gambe piegate a formare un angolo di novanta gradi e i polpacci poggiati su un piano orizzontale. Quest’esercizio consente il rilassamento del muscolo ileo-psoas, riducendone la trazione sulle vertebre lombari.

– la “posizione della Sfinge“, da effettuarsi distesi a terra in posizione prona, con i gomiti e gli avambracci poggiati a terra e la schiena inarcata. Permette la centralizzazione del dolore in caso di ernie o protrusioni discali.

Terminata la fase acuta, bisognerà attenersi al seguente protocollo: esercizi di isometria, tesi al rafforzamento muscolare, seguiti da esercizi di stabilizzazione lombosacrale e di mobilizzazione progressiva. In caso di miglioramenti, sarà possibile inaugurare un trattamento conservativo. Qualora si dovessero registrare peggioramenti, allora sarà il caso di effettuare ulteriori indagini e vagliare soluzioni terapeutiche differenti, comprese quelle chirurgiche.

Prevenzione del problema

Prevenire i dolori alla bassa schiena è possibile. Per farlo occorre modificare le abitudini sbagliate, correlate soprattutto alla sedentarietà. I fattori di rischio della lombalgia sono noti e la prevenzione del disturbo si fonda essenzialmente sulla loro riduzione, per quanto possibile: converrà tenere sotto stretto controllo il peso corporeo, correggere eventuali posture sbagliate, imparare le tecniche di sollevamento consigliate da medici e fisioterapisti, evitare di sollevare pesi eccessivi.

Lombalgia e dolori bassa schiena

Lombalgia e dolori bassa schiena

È fondamentale fare sufficiente attività fisica, allo scopo di mantenere i muscoli tonici e allenati, senza dimenticare che lo sport permette anche di scaricare tensione, ansia e stress. Massoterapia ed esercizi mirati sono molto importanti, sia per combattere lo stress psicologico che per evitare un eccessivo logorio meccanico. Per mantenere in forma la schiena ed ottenere un allenamento funzionale soddisfacente è molto importante svolgere con costanza gli esercizi consigliati dai fisioterapisti, anche a domicilio, grazie all’intervento di specialisti come quelli che operano per EpiCura. Tali esercizi sono parte fondamentale del trattamento conservativo e preventivo e servono a mantenere il soggetto attivo e autonomo.

I dolori alla schiena: quali sono e come riconoscerli

I dolori alla schiena: quali sono e come riconoscerli

I dolori alla schiena e la loro origine

Il mal di schiena è uno dei fastidi più diffusi. Nella maggior parte dei casi, si manifesta come un dolore episodico della durata di pochi giorni, che finisce per risolversi spontaneamente, oppure grazie a un iter terapeutico breve e di modesta entità. I dolori alla schiena possono insistere in qualsiasi parte della regione dorsale e irradiarsi fino alla testa e ai glutei. Chi ne soffre in genere non accusa fastidi ben localizzati e definiti, fatta eccezione nel caso di fratture alle vertebre. Scopriamo I dolori alla schiena: quali sono e come riconoscerli.  Il mal di schiena può essere acuto o recidivante. La quasi totalità degli episodi acuti che coinvolgono la regione dorsale è originata da traumi, sforzi intensi, colpi di freddo e posture sbagliate, in grado di provocare stiramenti, rigidità e tensioni muscolari. Il mal di schiena acuto insorge in maniera brusca: il dolore è improvviso e lancinante e può causare una totale impotenza funzionale. Il fastidio da postura errata si manifesta dopo aver tenuto una posizione obbligata per molte ore (alla scrivania, alla guida, etc.). Può essere originato da tensioni muscolari eccessive, alimentate da un forte stress meccanico, dal sovrappeso o da un tono muscolare scadente. Quando il mal di schiena diventa una condizione recidivante e tende ad irradiarsi lungo le gambe (sciatalgia) può dipendere da una eccessiva compressione nervosa, causata da un’ernia del disco o altre patologie.

I dolori dorsali

I dolori dorsali compaiono nel tratto centrale della schiena e tra le scapole. Tale manifestazione è meno frequente rispetto a lombalgie e cervicalgie, eppure può essere altrettanto invalidante. I dolori possono accentuarsi adottando determinate posizioni; al contrario, diminuiscono con il riposo. In genere, questo sintomo è legato a posture scorrette, lesioni discali o alterazioni a carico delle articolazioni intervertebrali. Qualora i dolori dorsali dovessero cronicizzarsi, allora potrebbero dipendere dall’adozione abituale di posture errate, scoliosi, osteoporosi o artrosi della colonna vertebrale. Sovrappeso, scarso tono muscolare e alcune patologie legate agli organi interni (contrattura del diaframma o disturbi come la gastrite) possono peggiorare la situazione. La dorsalgia si manifesta attraverso un forte dolore localizzato nel tratto dorsale e più precisamente tra la vertebra 1 e la vertebra 12. Da lì può estendersi fin lungo le coste e al torace. Il dorso tende ad irrigidirsi e i muscoli prossimi alla colonna vertebrale risultano dolenti e contratti. Per alleviare il dolore può essere utile ricorrere a sedute di fisioterapia o ultrasuoni. Sarà opportuno anche correggere eventuali posture scorrette, magari prendendo parte a sedute di chinesiterapia posturale o indossando un busto correttivo.

I dolori cervicali

Il disturbo in questione coinvolge la parte posteriore del collo, la nuca, la testa e le spalle. La cervicalgia è uno dei disturbi muscolo-scheletrici più diffusi. A soffrirne sono soprattutto gli adulti oltre i 45 anni, con particolare riferimento a chi svolge uno stile di vita sedentario e a coloro che assumono abitualmente posture scorrette. Anche lo stress può causare questo disturbo. Tra i sintomi della cervicalgia possiamo riconoscere rigidità del collo e delle spalle, mal di testa e giramenti, vertigini, fastidi alla vista e all’udito, formicolio agli arti e torcicollo. La cervicalgia può risolversi spontaneamente, ma può anche cronicizzarsi, peggiorando drasticamente la qualità della vita di che ne soffre. Una delle cause più frequenti dei dolori cervicali è l’artrosi, ovvero la lenta e progressiva erosione della cartilagine che occupa gli spazi articolari. Col progredire dell’artrosi e del deterioramento della cartilagine, le ossa cominciano a sfregare tra loro, causando dolori, rigidità e limitazioni importanti della mobilità. La cervicalgia legata all’artrosi è particolarmente frequente dopo i 55 anni. Il freddo, l’umidità e il movimento possono peggiorarne i sintomi.

I dolori lombari

Nei paesi industrializzati circa l’80% della popolazione soffre o ha sofferto almeno una volta di dolori lombari. La lombalgia è una sindrome dolorosa che coinvolge la parte inferiore della schiena e si irradia nei segmenti lombare e sacrale della colonna vertebrale, a volte interessando anche i glutei e gli arti inferiori. Può manifestarsi in forma acuta, spesso risolvibile in breve tempo e senza particolari interventi. La lombalgia cronica, invece, può sfociare in lombo-sciatalgia: in tal caso il dolore si irradia verso gli arti inferiori, peggiorando la deambulazione. Gli sforzi eccessivi, la sedentarietà, le posture scorrette e alcune patologie quali l’ernia del disco e la spondilolistesi possono causare o peggiorare le manifestazioni dolorose. La mancanza di tono muscolare e condizioni di forte sovrappeso possono aggravare la situazione, così come influiscono eventuali alterazioni della spina dorsale, quali la lordosi e la scoliosi. A seconda della diagnosi, le terapie possibili riguardano: antidolorifici e antinfiammatori, farmaci miorilassanti e cortisonici, massoterapia, manipolazioni e ginnastica posturale insieme a professionisti come quelli che operano per EpiCura, tecar, laser e tens terapia e, nel peggiore dei casi, intervento chirurgico.

Come prevenire i dolori alla schiena

Il mal di schiena è un disturbo dai costi sociali ed economici estremamente elevati. Per prevenire i dolori alla schiena, siano essi dorsali, lombari o cervicali, è molto importante un’accorta prevenzione. Per combattere e prevenire questo disturbo è necessario correggere alcune abitudini sbagliate. La prevenzione secondaria, invece, si fonda su interventi rieducativi che coinvolgono figure come medici e terapisti della riabilitazione. In questo modo si tenta da un lato di ristabilire le condizioni precedenti al trauma e dall’altro di allontanare il rischio di eventuali recidive. Per prevenire il mal di schiena è necessario curare la qualità del riposo notturno tramite una scelta accorta del materasso e della rete, che dovranno essere abbastanza rigidi, oltre che di qualità. Evitare condizioni di forte sovrappeso è un altro dovere cui non sottrarsi, così come imparare le giuste tecniche di sollevamento, pratica fondamentale per prevenire lesioni, strappi e problemi ancora più gravi, come l’ernia del disco. L’attività fisica è un vero e proprio toccasana per la schiena. L’obiettivo principale di qualsiasi programma riabilitativo è rendere la muscolatura spinale, addominale e lombare più tonica ed elastica. Nel 90% dei casi, il mal di schiena regredisce spontaneamente entro trenta giorni dalla sua comparsa. Tuttavia, se non si procede all’eliminazione delle cause e dei fattori predisponenti, il dolore si ripresenterà nel giro di pochi mesi.

Esercizi per il Colpo della Strega e riabilitazione

Esercizi per il Colpo della Strega e riabilitazione

Il colpo della strega, un episodio di lombalgia acuta che può colpire chiunque

Il colpo della strega è una forma di lombalgia che si manifesta attraverso dolori acuti localizzati a livello lombare, accompagnati da una sensazione di rigidità che coinvolge tutti i muscoli della regione dorsale. Andiamo a capire quali esercizi per il Colpo della Strega e riabilitazione da effettuare.

A causa del forte senso di compressione, il paziente tende a rimanere immobile, poiché qualsiasi movimento può intensificare il dolore. In alcuni casi il fastidio è talmente acuto da costringere chi ne è colpito ad accasciarsi al suolo. I muscoli contratti e dolenti beneficiano del riposo, riuscendo in tal modo a distendersi, fino a permettere, a distanza di qualche ora dall’episodio, il ripristino del movimento. Molte persone, ignorando il pericolo legato a questo gesto, invece di restare immobili e tenere a riposo la muscolatura, cercano di rialzarsi subito eseguendo movimenti bruschi. Questo comportamento è assolutamente sconsigliato, poiché in grado di causare ulteriori lesioni, sia a livello muscolare che osteo-articolare. Gli italiani che soffrono di mal di schiena sono circa 15 milioni, di cui circa il 60-80% ha accusato almeno un episodio di lombalgia nel corso della vita.

Colpo della strega: sintomi

La sintomatologia legata al colpo della strega è facilmente riconoscibile. Il dolore, infatti, coinvolge la zona lombare della schiena e tende ad irradiarsi verso i glutei, non consentendo a chi ne è colpito di cambiare posizione, né di muoversi in alcun modo. Il colpo della strega ha sintomi che si manifestano repentinamente, in quanto possiede le caratteristiche di un trauma fulmineo, in grado di causare dolori improvvisi e lancinanti. Nella maggior parte dei casi, il fastidio e le limitazioni nei movimenti tendono a risolversi nel giro di due o tre giorni dall’evento. Tuttavia, la completa scomparsa del dolore richiede un ulteriore periodo di riposo, da integrare con alcuni esercizi specifici di stretching. Rispetto alla lombalgia, il colpo della strega è un evento assai più raro, ma anche più doloroso e quasi completamente invalidante, in quanto il dolore è tanto intenso da rendere complicato persino coricarsi o effettuare movimenti minimi volti a cercare sollievo. Il paziente lamenta un senso di rigidità diffuso ed un blocco compressivo dei muscoli lombari (qui parlavamo di come gestire i rischi di lombalgia ed esercizi utili, che lo obbligano a restare a letto o comunque in posizione comoda per alcuni giorni.

Colpo della strega: cause

Il colpo della strega è un evento traumatico, spesso causato da movimenti bruschi e scorretti che possono determinare una contrattura muscolare, a volte associata ad uno spostamento delle vertebre. Tuttavia, può essere provocato anche da altri fattori, quali la sedentarietà (in quanto articolazioni e muscoli, non più abituati al movimento, risultano maggiormente soggetti ad eventuali problemi infiammatori), comportamenti scorretti reiterati nel tempo (ricordi? ne avevamo parlato trattando le cause del mal di schiena, quali: posture sbagliate, l’abitudine a restare seduti per molte ore oppure a camminare sui tacchi alti), o eventuali colpi di freddo. Esistono poi cause fisiologiche, quali l’obesità, che può originare infiammazioni del tratto lombosacrale, e la gravidanza, che comporta un aumento repentino del peso corporeo ed obbliga la schiena a sopportare un carico più elevato. Infine, il colpo della strega ha cause anche patologiche, tra cui l’osteoporosi (che provoca l’assottigliamento delle ossa, a sua volta originato da un minore assorbimento del calcio), l’ernia del disco (in grado di comprimere le radici dei nervi spinali, determinando infiammazioni e dolore acuto) e la spondilolistesi (patologia che provoca lo spostamento delle vertebre, a causa delle continue sollecitazioni determinate da sport quali il body building, il golf o la ginnastica artistica).

Colpo della strega: riabilitazione

In presenza dei sintomi appena descritti occorrerà effettuare una visita medica specialistica e, su prescrizione del medico, eventuali esami diagnostici (TAC, RX, RMN), onde inquadrare le condizioni delle strutture interessate. In caso di colpo della strega, la riabilitazione segue alcuni giorni di riposo totale. Per lenire il dolore è possibile applicare una borsa d’acqua calda sulla regione lombare ogni tre o quattro ore. A tali accortezze può essere associata una terapia farmacologica, effettuata mediante antinfiammatori non steroidei (nimesulide o ibuprofene) o analgesici (paracetamolo), utili ad alleviare il mal di schiena e sciogliere i muscoli. Il riposo assoluto non va protratto per più di tre giorni: dopo le prime 72 ore sarà importante ricominciare a muoversi, passeggiando lentamente ed eseguendo alcuni esercizi di stretching. Per allentare ulteriormente le tensioni muscolari è possibile ricorrere a massaggi decontratturanti e manipolazioni effettuate da fisioterapisti ed osteopati professionisti come quelli che operano per conto di EpiCura, in grado di erogare le loro prestazioni anche a domicilio. La riabilitazione dal colpo della strega prevede esercizi in grado di elasticizzare e rinforzare la muscolatura dorsale.

Colpo della strega: esercizi utili

Abbiamo più volte trattato di come la fisioterapia per i dolori alla schiena. Aggiungiamo che quando si parla di mal di schiena e problemi associati la parola d’ordine è prevenzione. Per non incorrere in disturbi di questo genere è consigliabile evitare condizioni di forte sovrappeso (in grado di sovraccaricare la colonna vertebrale e i muscoli che la sorreggono), posture scorrette o asimmetriche e una vita troppo sedentaria. Camminare ed effettuare qualche seduta di ginnastica utile ad irrobustire i muscoli della zona lombare, addominale e dorsale sono abitudini capaci di evitare manifestazioni dolorose ed eventuali riacutizzazioni. Tra le attività più utili figura lo stretching, che allunga i muscoli e ne aumenta l’elasticità. Con il supporto degli specialisti di EpiCura è possibile eseguire tali esercizi anche a casa propria. Eccone alcuni utili a distendere i muscoli e lenire dolore e rigidità.

1. Stando seduti, mantenere la schiena dritta e divaricare leggermente le gambe, quindi portare la schiena e le braccia in avanti piegandosi il più possibile. Con un movimento lento e controllato, sollevare la schiena e le braccia, distendendo queste ultime verso l’alto.

2. Un altro esercizio utile va effettuato inginocchiati sul pavimento. Bisogna sedersi sui talloni, quindi distendere il più possibile la schiena e le braccia in avanti.

3. Il terzo esercizio va effettuato ancora una volta inginocchiati, con le mani poggiate a terra. Quindi, sarà necessario sollevare e distendere contemporaneamente il braccio e la gamba opposti mantenendo schiena e testa parallele al suolo.

4. Infine, sdraiati con le braccia distese lungo i fianchi, piegare le ginocchia poggiando i talloni a terra, quindi portare le gambe al petto ed abbracciarle il più a lungo possibile.

Esercizi per il Colpo della Strega e riabilitazione

Esercizi per il Colpo della Strega e riabilitazione

I trattamenti del mal di schiena dopo un evento traumatico

I trattamenti del mal di schiena dopo un evento traumatico

Il mal di schiena, un problema “sociale” che colpisce gran parte della popolazione

Con questo articolo cerchiamo di capire quali traumi possono avvenire alla schiena ed i conseguenti trattamenti del mal di schiena dopo un evento traumatico. La colonna vertebrale, o rachide, è una struttura ossea dinamica formata dalle vertebre (cervicali, toraciche, lombari e sacrali) e da tessuti molli. Questi ultimi sono costituiti da legamenti, fasci muscolari e nervi. Il compito più importante della colonna vertebrale è sostenere il corpo impedendo che sia vittima degli effetti della gravità. Il rachide e le strutture ossee che lo compongono, inoltre, proteggono il midollo spinale, dal quale si snodano le radici nervose che irradiano tutte le strutture del corpo, mettendo in comunicazione il sistema nervoso centrale con le zone periferiche. Essendo costantemente soggetto ad elevate forze di compressione e rotazione, il rachide è tra i distretti che risentono maggiormente della sintomatologia dolorosa, generalmente causata da traumi, lesioni, posture sbagliate, etc. Si stima che almeno l’80/90% della popolazione mondiale abbia sperimentato almeno una volta nel corso della propria vita dolori alla schiena, che si tratti di cervicalgia, lombalgia o dorsalgia. A causa della complessità di questo distretto e della sua conformazione, la colonna vertebrale è frequentemente minata da sovraccarichi ed infortuni, in grado di causare dolori di vario tipo. Per fortuna esistono tutta una serie di programmi riabilitativi specifici e trattamenti del mal di schiena.

Il recupero post infortunio

I giochi di forza che intervengono durante la flessione e la rotazione della schiena possono provocare grosse tensioni, in grado di gravare in maniera più o meno importante sulle strutture anatomiche che costituiscono la colonna vertebrale. Pertanto, movimenti errati o il sollevamento di pesi importanti possono causare infortuni anche di una certa entità. L’impatto con forze esterne ad alta velocità, magari derivanti da contatti fisici rimediati durante l’attività sportiva, oppure i traumi derivanti da cadute e incidenti stradali hanno un’elevata probabilità di arrecare danni al rachide. Tra i disturbi più importanti provocati da eventi traumatici di questo tipo figurano le ernie discali, le fratture vertebrali, la spondilolisi, la spondilolistesi, la lombalgia, la dorsalgia, la frattura dell’osso sacro o del coccige. È molto importante sottoporsi a visite specialistiche e ad esami strumentali in grado di consegnare una panoramica dettagliata del trauma al personale qualificato che si occuperà dell’impostazione di un trattamento riabilitativo adeguato. Ad ogni infortunio e a ciascuna fascia d’età corrispondono trattamenti di riabilitazione della schiena differenti, i quali devono tener conto anche delle esigenze e delle caratteristiche psico-fisiche del paziente.

Il recupero post intervento chirurgico

La chirurgia della spina dorsale annovera una serie di interventi di tipo ortopedico e neurochirurgico. Questi vengono eseguiti in relazione alla patologia presente e all’entità del danno riportato dal paziente. Gli interventi più comuni riguardano la correzione posturale, la correzione dell’instabilità vertebrale (casi di spondilolistesi gravi), la rimozione di ernie del disco, l’osteosintesi di fratture vertebrali ed alcuni interventi mini-invasivi. La riabilitazione post chirurgica può rivelarsi un processo particolarmente lungo ed impegnativo, soprattutto nel caso di interventi di chirurgia posturale o di stabilizzazione, i quali richiedono una profonda attenzione durante i mesi successivi all’operazione. Per questo motivo, è molto importante richiedere l’intervento di un fisioterapista per la riabilitazione della schiena, il quale sarà in grado di stilare un programma terapeutico ad hoc e prescrivere esercizi tesi al recupero delle corrette funzionalità osteo-articolari e muscolari. Come detto, la fisioterapia per la riabilitazione della schiena in seguito ad un intervento chirurgico può essere un processo molto lungo, che vale la pena affidare alle capacità e alle conoscenze di un professionista serio e preparato come quelli che operano per conto di EpiCura.

I principali trattamenti per la riabilitazione della schiena

Gli obiettivi di un trattamento di fisioterapia per la riabilitazione della schiena riguardano la riduzione del dolore, il recupero dell’articolarità, il riequilibrio muscolare e il ripristino del benessere del paziente e della possibilità di eseguire le normali attività quotidiane. Il trattamento si compone di varie fasi, che annoverano la valutazione del caso clinico, la scelta del percorso riabilitativo più efficace, il lavoro con il fisioterapista e il recupero funzionale. Alla fisioterapia passiva, che fa ricorso principalmente a massaggi e manipolazioni, fa da contraltare un approccio attivo, che predilige il movimento. E proprio i meccanismi che stanno alla base del movimento consentono una corretta stimolazione del sistema muscolare e nervoso, con l’obiettivo di una graduale ripresa della forza e dell’elasticità muscolare e articolare. Ogni parte del corpo è progettata per lavorare in armonia, ma quando sopraggiunge un evento traumatico in grado di alterare tale equilibrio, allora si producono dolori e blocchi forieri di malesseri fisici e psichici. L’intervento di un fisioterapista per la riabilitazione della schiena è indispensabile per capire quali possano essere gli obiettivi realizzabili, da valutarsi in relazione all’entità del trauma, all’età del paziente e alle sue condizioni generali. Tra i trattamenti del mal di schiena più indicati figurano la fisioterapia, la fisiokinesiterapia, l’osteopatia e l’idrokinesiterapia.

Trattamenti del mal di schiena a domicilio

La conseguenza diretta di un trattamento che mira a rinforzare la muscolatura della schiena è ovviamente la fatica. Proprio in relazione a quest’aspetto diventa importante individuare la giusta cadenza delle sedute fisioterapiche. Per farlo sarà opportuno valutare l’età del paziente e la confidenza che ha con altre attività sportive. In genere, l’ideale è affrontare due o tre sedute a settimana. Tuttavia, se il paziente è giovane e necessita di recuperare un determinato gesto atletico, è possibile programmare anche sedute quotidiane. Ad ogni appuntamento andranno associate manipolazioni decontratturanti ed esercizi di stretching, attività in grado di accorciare i tempi di ripresa. Purtroppo, non sempre è facile programmare un iter riabilitativo. Ciascun paziente, infatti, oltre al trauma porta con sé esperienze e sensazioni che possono influire sul dolore e sull’atteggiamento verso la riabilitazione stessa. Un paziente svogliato o al quale pesa dover raggiungere la clinica otterrà benefici minori rispetto a chi affronta l’iter con voglia e cognizione di causa. Uno dei compiti più importanti del fisioterapista è invogliare il paziente indolente affinché possa trarre vantaggio dalle cure. A ciò si affianca la possibilità offerta da EpiCura di svolgere il programma fisioterapico a domicilio, in modo che un luogo amichevole e confortevole come la propria abitazione possa influire positivamente sull’impegno profuso dal paziente.

I trattamenti del mal di schiena dopo un evento traumatico

I trattamenti del mal di schiena dopo un evento traumatico