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Cos’è l’Assistenza Anziani

Cos’è l’Assistenza Anziani

L’anziano, quale figura da supportare e che richiede un sostegno costante, è un tema trattato numerose volte da Epicura. Una parte importante dei nostri interventi di OSS (Operatore Socio Sanitario) sono proprio rivolti agli anziani, che desiderano essere curati a domicilio.

Questo articolo vuole semplicemente trattare in modo generale il termine “Assistenza Anziani” se si vogliono approfondire invece aspetti specifici, rimandiamo a:

Assistenza anziani

L’assistenza agli anziani è un servizio di assistenza e supporto particolare, pensato per soddisfare le esigenze di persone anziane che si trovano in condizioni di temporanea, parziale o totale non autosufficienza.

Sebbene l’anzianità non sia un motivo per richiedere servizi di cura, le probabili malattie e disabilità fisiche che sopraggiungono durante l’età avanzata rendono necessaria questo tipo di assistenza qualificata.

L’assistenza a domicilio è volta, soprattutto, a evitare l’ospedalizzazione, favorendo la permanenza all’interno del proprio ambiente familiare, riuscendo a non sradicare abitudini e usi quotidiani dell’anziano, favorendone la riabilitazione o, in generale, il benessere psico-fisico.

È un servizio altamente personalizzabile, sia in riferimento al tempo, quindi la quantità di ore necessaria, sia riguardo alle cure offerte.

Quali servizi posso richiedere con l’assistenza domiciliare?

I tipi di servizi assistenziali attivabili riguardano, in generale, la soddisfazione di tutte le esigenze della persona anziana. Per esempio:

  • Aiuto durante i pasti
  • Supporto durante l’igiene personale
  • Supporto durante la mobilità in casa e fuori
  • Accompagnamento per il disbrigo di attività quotidiane
  • Assistenza notturna e assistenza diurna.

Qual è la differenza tra badante e assistente domiciliare

La differenza sostanziale tra le due figure è che la badante aiuta la persona anziana ogni giorno, per tenerle compagnia, sorvegliarla, occuparsi dell’igiene personale e dei pasti. L’assistente domiciliare, invece, possiede le competenze mirate per questo genere di assistenza, attestate da una certificazione rilasciata dalla Regione di riferimento.

Benefici dell’assistenza domiciliare

Assistere un anziano è un compito delicato. A prescindere dalle condizioni di salute, è importante, in alcuni casi fondamentale, l’ambiente nel quale si trova la persona.

Molti sono i vantaggi delle cure domiciliari:

  • L’aiuto ricevuto all’interno di un contesto familiare aiuta il paziente a riprendersi prima o, in generale, ad affrontare meglio la propria condizione.
  • La personalizzazione dell’intervento assistenziale è massima, poiché il professionista è concentrato esclusivamente su un paziente.
  • Si evitano periodi di ospedalizzazione non necessari, poiché gli assistenti qualificati sono in grado di gestire condizioni di salute croniche ed eventuali disagi che da questa provengono.
  • Vi è un controllo elevato riguardo all’igiene, alla dieta e alle condizioni di salute dell’anziano.
  • Il supporto professionale è continuo, non solo materiale, ma anche emotivo.
  • Pur non potendo somministrare farmaci, l’assistente domiciliare può monitorare la salute dell’anziano riguardo la pressione sanguigna, la temperatura corporea, la frequenza cardiaca, la respirazione, oltre che controllare se le eventuali prescrizioni mediche o trattamenti siano seguiti.
Come scegliere un OSS per assistenza a domicilio: 10 suggerimenti utili

Come scegliere un OSS per assistenza a domicilio: 10 suggerimenti utili

Chi è l’OSS e quali sono le sue mansioni?

Vogliamo scoprire come scegliere un operatore professionale a domicilio. Per maggiori informazioni sugli OSS, trattasi di un acronimo per Operatore Socio Sanitario, rimandiamo a questi approfondimenti sulle sue mansioni. 

L’Oss è una figura professionale capace di fungere da supporto nell’assistenza ospedaliera e domiciliare rivolta ad anziani, disabili, malati e soggetti fragili. Il ruolo e le mansioni dell’OSS sono state chiarite in occasione della Conferenza Stato Regioni del 22 febbraio 2001. L’OSS svolge tutte le attività necessarie al soddisfacimento dei bisogni primari della persona, sia dal punto di vista sociale che sanitario, in ambito domiciliare e ospedaliero. Lavora per alleviare le difficoltà quotidiane cui sono soggetti gli individui più fragili, costretti a vivere in condizioni di disagio: anziani ipomobili o di difficile gestione oppure affetti da disturbi cronici e acuti (a questo link trovi informazioni utili su come progettare la casa per l’anziano), disabili, ragazzi problematici, adulti con disturbi psichiatrici, pazienti ricoverati presso cliniche ospedaliere, case di cura, case di riposo o domicilio privato. Indipendentemente dall’ambito in cui l’Operatore Socio Sanitario è chiamato a svolgere le proprie mansioni, egli è tenuto a collaborare con tutte le altre figure professionali di riferimento. L’assistenza al malato è un lavoro di squadra, che coinvolge medici, educatori, assistenti sociali, infermieri e fisioterapisti. Di fatto, l’OSS sostituisce le due figure professionali che lo hanno preceduto, assorbendo le loro competenze: l’OTA (attivo esclusivamente in ambito sanitario) e l’OSA (in ambito sociale e relazionale).

Come regolarsi nella scelta di un OSS per assistenza a domicilio?

Chiarito il ruolo dell’OSS, è importante suggerire all’utenza le principali caratteristiche e qualità di cui questa figura professionale non può fare a meno.

1. Oltre a sapersi calare appieno nel lavoro di squadra, sviluppando doti che gli consentano di collaborare in piena armonia con le altre figure professionali coinvolte nell’assistenza a domicilio, l’Operatore Socio Sanitario è tenuto a supportare ed educare la famiglia del paziente, coinvolgendo in particolar modo i cosiddetti caregiver (coloro che sono soliti occuparsi in prima persona del congiunto in difficoltà) e fornendo loro indicazioni di carattere sanitario e comportamentale. L’OSS dovrà dimostrarsi in grado di insegnare ai familiari dell’assistito tutti i modelli comportamentali da adottare, sia nel quotidiano che in caso di emergenza, riservando particolare attenzione all’ambito psicologico del paziente, oltre che all’approccio concreto.

2. L’OSS deve essere un bravo osservatore. Deve essere in grado di rilevare tutte le necessità dell’utente, interpretandone i segnali e le urgenze. Gli anziani spesso si rifiutano di collaborare attivamente ed esternare chiaramente quelle che sono le loro difficoltà e volontà, pertanto sarà opportuno scegliere un OSS che sappia stabilire un contatto positivo e profondo con l’assistito, condizione fondamentale per soddisfare tutti i suoi bisogni più importanti. Si tratta di un elemento umano importantissimo, a cui può essere dato un sostegno con tecnologie adatte all’anziano.

Un attento lavoro di documentazione

3. L’Operatore Socio Sanitario è tenuto a documentare fedelmente i propri interventi e le condizioni di salute del paziente, in modo da informare gli altri operatori coinvolti nell’assistenza circa gli eventi occorsi giorno dopo giorno. L’OSS, inoltre, deve mostrarsi in grado di riconoscere per tempo le condizioni dell’utente e le situazioni ambientali cui far fronte ricorrendo alle differenti competenze tecniche maturate in precedenza. Tutto ciò rilevando, annotando e segnalando a chi di dovere ogni sorta di problema, sia generico che specifico. Nell’ambito assistenziale è molto importante individuare immediatamente le condizioni di rischio e scongiurare i comuni disturbi legati all’allettamento prolungato o all’immobilizzazione.

4. L’operatore deve essere capace di attuare tutti gli interventi di prevenzione utili ad evitare possibili complicanze, educando i pazienti e le loro famiglie circa le principali regole di profilassi. Attenersi alle norme di prevenzione è fondamentale, soprattutto nei casi in cui il paziente lamenta condizioni di benessere parzialmente o totalmente compromesse.

5. L’OSS deve saper gestire autonomamente il proprio lavoro ed essere sempre pronto ad affrontare eventuali emergenze. Anche in questo caso, non è possibile prescindere da quanto previsto dai relativi protocolli sanitari e dalla collaborazione con le figure professionali di riferimento.

Le imprescindibili competenze tecniche di un OSS

6. L’OSS deve aver maturato l’esperienza necessaria a svolgere tutte le mansioni che hanno come obiettivo il soddisfacimento delle necessità primarie del paziente. Deve essere in grado, pertanto, di eseguire le attività rivolte all’igiene della persona, all’espletamento delle sue funzioni biologiche, alla deambulazione, alla mobilizzazione e al mantenimento di una postura corretta.

7. È molto importante che l’OSS sia in possesso delle necessarie competenze riguardo la gestione e la somministrazione dei pasti, in modo da assicurare all’anziano un’adeguata nutrizione. Chi è solito trascorrere buona parte della giornata fuori casa per motivi di lavoro, dovrebbe scegliere un assistente domiciliare che sappia cucinare, in modo da rendere più varia ed equilibrata la dieta dell’assistito.

8. L’OSS deve avere molta pazienza e focalizzarsi sulle esigenze del malato, migliorandone, per quanto possibile, la qualità della vita. È opportuno, in tal senso, che l’operatore socio sanitario sia in grado di svolgere determinate attività di supporto infermieristico (tra cui bendaggi e piccole medicazioni, oltre al costante monitoraggio dei parametri vitali dell’assistito), ma soltanto dietro precisa indicazione del medico o dell’infermiere di riferimento.

Le competenze relazionali dell’Operatore Socio Sanitario

9. Come detto in precedenza, l’OSS deve saper coinvolgere l’intero nucleo familiare nell’assistenza al malato, con particolare riferimento ai caregiver, fornendo loro sostegno e precise indicazioni fattuali. Di conseguenza, sono richieste buone doti organizzative e comunicative: sarà opportuno, pertanto rivolgere la scelta su operatori che abbiano sviluppato buone capacità relazionali.

10. L’OSS deve agire sempre secondo precise regole etiche e morali, gestendo i propri interventi con la necessaria riservatezza e garantendo all’utente la privacy più totale. Non è difficile comprendere come all’interno del processo assistenziale tali qualità rivestano un ruolo fondamentale. Qualora l’assistenza dovesse mostrarsi carente da questo punto di vista e non dovesse stabilirsi la giusta empatia tra il paziente e l’operatore, allora la scelta potrebbe essere caduta sulla persona sbagliata. Trovare il modo per legare ed entrare in sintonia con l’assistito non è facile e per riuscirvi sono necessarie una buona dose di esperienza e innate capacità relazionali.

Per assicurare ai propri clienti il miglior supporto possibile, il poliambulatorio online EpiCura investe costantemente sulle proprie figure assistenziali, accertandosi che riescano a stabilire un contatto umano, prima ancora che professionale, sia con il paziente che con la sua famiglia.

Epicura presenta “Progettare la casa per l’anziano”

Epicura presenta “Progettare la casa per l’anziano”

Come va progettata e a quali
necessità deve rispondere?

Racentemente abbiamo pubblicato un articolo che ha avuto molto successo sulle innovazioni per migliorare la vita dell’anziano. La casa è l’ambiente dove l’anziano trascorre la maggior parte del tempo e quindi le principali innovazioni si stanno concentrando proprio in questo ambito. Allora ecco una guida con alcuni accorgimenti utili per progettare la casa per l’anziano.

Gli anziani sono coloro che più di tutti hanno bisogno di abitazioni comode e funzionali, in grado di risolvere, o per lo meno alleviare, i problemi più frequenti. Con un occhio allo stile, sono sempre di più gli architetti che si dedicano alla formulazione di soluzioni adeguate per chi ha superato i 70 anni.
Ma cosa possono fare architettura e design per migliorare la qualità della vita degli anziani? Nella ricerca quotidiana di Epicura per migliorare la vita dell’anziano ci siamo fatti alcune domande.

Innanzitutto, l’anziano necessita di un’abitazione accessibile e priva di ostacoli. Le persone appartenenti alla terza e alla quarta età hanno bisogno di avere tutto a portata di mano e questo è uno dei principali motivi per cui preferiscono case di piccole dimensioni, a misura d’uomo. Architetti e designer studiano le loro necessità proprio per risolvere i problemi quotidiani, concentrandosi soprattutto su alcuni ambienti critici, quali:

  • il bagno,
  • la cucina
  • la zona notte.

Il bagno in particolare, è un luogo che intimorisce chiunque lamenti difficoltà di movimento, in quanto scomodo e potenzialmente pericoloso. Basta poco per scivolare e peggiorare le proprie condizioni di salute. La cucina, invece, è il posto in cui gli anziani passano la maggior parte del tempo e che quindi necessita di tutte le accortezze del caso, fondate su un’attenta analisi dei bisogni della persona.

La casa per l’anziano: la toilette

Gli anziani necessitano di bagni sicuri e possibilmente di piccole dimensioni. Sono spaventati, infatti, dagli ambienti troppo spaziosi e privi di appoggi. A tal proposito, è fondamentale dotare la toilette di maniglioni e corrimano fissati alle pareti, soprattutto di fianco ai servizi, e di pratici sgabelli dotati di gommini antiscivolo all’interno della doccia.
Al contempo, molte persone si dicono infastidite dalle toilette per disabili: gli anziani, infatti, non si ritengono tali e tanto meno vogliono essere definiti così. Considerate anche l’attenzione che pongono le esperte di EpiCura nell’assistenza a domicilio dove abbiamo più volte parlato delle caratteristiche dell’anziano fragile. Sono sempre di più le persone che hanno una predilezione per gli oggetti di design caratterizzati da piccoli accorgimenti capaci di renderli più accessibili. Qualche esempio? Tra i più utili figurano le piastrelle antiscivolo, ad es. Refin Ceramiche ha ideato 3 finiture con livelli di attrito crescenti, e le sedute ergonomiche, che assecondano ogni movimento. Insistiamo sul concetto di antiscivolo, perché uno dei problemi più pesanti che abbiamo affrontato nei nostri articolo è la rottura del femore dell’anziano.

Fanno al caso degli anziani e di coloro che hanno problemi di mobilità anche i mobili privi di spigoli e i lavandini con uno spazio libero sottostante, come il lavabo regolabile Swing prodotto da Ropox. Il design studiato per gli anziani è così: discreto, funzionale e piacevole. Dagli arredi ai sanitari, ogni scelta va fatta in funzione del comfort, ma senza trascurare l’estetica, che ha un valore molto elevato, perché in grado di rendere qualsiasi ambiente più intimo, avvolgente, desiderabile.

La Cucina a misura di anziano

La casa per anziano prevede lavello, piani di lavoro e di cottura collocati ad un livello più basso rispetto al normale. Questi, infatti, devono essere comodi e raggiungibili anche da una persona seduta: assumere una posizione più confortevole è fondamentale, soprattutto quando la preparazione del pasto richiede tempo. Queste accortezze permettono di evitare fastidiosi mal di schiena. Anche la disposizione dei piani necessita di una logica ben definita: ad esempio, potrebbe essere utile collocare il piano di lavoro vicino ai fornelli ed un piano d’appoggio per le teglie bollenti proprio di fianco al forno. Un’altra raccomandazione importante riguarda la scelta del piano cottura: sarà meglio acquistarne uno dotato del blocco di sicurezza del gas in caso di spegnimento della fiamma. Inoltre, potrebbe essere utile installare dispositivi di rilevamento del gas e del fumo (come quelli proposti da CasaSicura.it), che entrano in funzione in caso di perdite dell’impianto o quando ci si dimentica le vivande sui fornelli. La sicurezza non è un optional!

Progettare la casa per anziani

Di fianco alla cucina l’ideale sarebbe predisporre un piccolo ambiente che funga da dispensa, nel quale conservare cibi e bevande su appositi scaffali a mezza altezza, che non obblighino l’anziano ad abbassarsi, né ad usare sedie o sgabelli per raggiungere i ripiani più elevati.

La camera da letto

Nelle camere da letto la regola è preferire gli armadi dotati di ante scorrevoli assistite, più facili da aprire e molto più leggere. Anche qui sarà il caso di valutare bene l’altezza alla quale collocare i vari capi d’abbigliamento: quelli di uso comune andranno sistemati a mezza altezza. Per riporre gli occhiali, le medicine o qualsiasi altra cosa debba restare a portata di mano, è necessario dotare la stanza di comodini ampi e solidi, sistemandoli vicino al letto. Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda le condizioni climatiche della camera da letto, che non devono disturbare il sonno: riposare male può causare insonnia e disturbi generalizzati, in grado di sfociare in problemi cronici abbastanza fastidiosi. A volte, gli anziani possono avere problemi di carattere respiratorio, soprattutto durante le ore notturne. Qualora la respirazione notturna dovesse essere difficoltosa, allora sarà opportuno evitare di collocare piante all’interno della stanza, poiché in grado di sottrarre ossigeno ed peggiorare la qualità dell’aria.

Una delle innovazioni che più apprezziamo è legata al letto. Diciamo sempre di non scegliere letti troppo bassi, i quali richiedono più impegno per alzarsi e sono sconsigliati a coloro che hanno problemi alla schiena. Ma oggi andiamo molto oltre e vi consigliamo una soluzione quale Aquabuddy. L’ho trovata una delle innovazioni più significative, in grado realmente di migliorare la qualità della vita degli anziani allettati, i quali potranno così evitare le a volte drammatiche piaghe da decupito. Abbiamo per questo intervistato Paolo Monticelli, il quale spiega in questo modo la soluzione:

Aquabuddy è un sistema per fare una vera doccia o un bidet direttamente nel letto del paziente. E’ rivolto quindi a disbilità gravi croniche o terminali. I punti di forza si possono riassumere in tre categorie:

– La semplicità di lavare un paziente senza rischi di traumi o necessità di ristrutturazioni costose

– La prevenzione delle INFEZIONI (oggi causa di centinaia di migliaia di vittime)  e delle lesioni da decubito. Quindi benessere del paziente e forte risparmio economico.

– Last but not least “il piacere di fare una doccia ” cioè miglioramento della qualità della vita. Noi crediamo che una semplice doccia, così scontata quando si è sani, sia un vero toccasana per chi non potrebbe più permettersela.

Paolo Monticelli presenta Aquabuddy

Le invenzioni che rendono la casa per l’anziano più smart

Dalle più semplici alle più complesse, tante nuove conquiste tecnologiche sono riuscite a rendere la vita degli anziani più comoda. Progettare la casa per l’anziano oggi richiama subito alla domotica: esistono termostati in grado di regolarsi automaticamente, in base alla temperatura esterna e alle abitudini degli inquilini. Gestiscono la temperatura in maniera indipendente e garantiscono ambienti sempre caldi ed accoglienti. Tado è uno dei più intuitivi e facili da utilizzare, dotato anche di un sensore per l’umidità, in grado di individuare eventuali finestre aperte e spegnere la caldaia per limitare gli sprechi. In sala da pranzo o in camera da letto è possibile sistemare la poltrona Smart Relax, capace di prevenire le posture dannose e facilitare la seduta. Non mancano neanche i dispositivi utili a monitorare le abitudini dell’assistito (Sensor-Care), con i quali tenere sotto controllo gli spostamenti, i ritmi alimentari e l’alternanza veglia/sonno. Questi sensori, discreti e rispettosi della privacy dell’inquilino, servono a rilevare eventuali anomalie o cambi di abitudine, che potrebbero essere la spia di sopraggiunte difficoltà. Parenti e assistenti a domicilio avranno la possibilità di restare costantemente aggiornati circa le condizioni dell’anziano.

Epicura Digest: Le 10 tecnologie che migliorano l’assistenza a domicilio per anziani

Epicura Digest: Le 10 tecnologie che migliorano l’assistenza a domicilio per anziani

Questo è un momento molto lieto per Epicura, perchè il nostro innovativo modello per l’assistenza a domicilio per anziani ha ricevuto, settimana scorsa, un nuovo riconoscimento di grande rilievo. Citando l’ANSA e il sito di settore BeBeez :

Sono D-Heart, Epicura, Noon Care e VillageCare le quattro startup selezionate a valle dalla #CallForGrowth “Smart Aging: Care for Baby Boomers”, lanciata in ambito insurtech nel settembre scorso da Europ AssistanceAssicurazioni Generali e growITup, la piattaforma di Open Innovation creata da Cariplo Factory in collaborazione con Microsoft

Gli specialist di Epicura si occupano delle persone andando a supportarle direttamente a domicilio. Conosciamo bene le difficoltà dell’assistenza a domicilio per anziani, per cui vogliamo condividere con te le innovazioni che ogni giorno si sforzano di migliorare l’assistenza a domicilio, migliorando la vita di tutti: dai figli magari lontani e preoccupati, al personale sanitario che si trova ad affrontare sfide sempre più grandi.

La tecnologia al servizio dell’anziano

Nel nostro Paese, complice l’invecchiamento della popolazione, la spesa sanitaria cresce rapidamente. Gli indicatori dimostrano come tra gli elementi che incidono maggiormente, vi siano proprio la diffusione di alcune patologie e il cronicizzarsi delle stesse, conseguenze fisiologiche di un marcato invecchiamento demografico e di una speranza di vita sempre più elevata. Gli italiani oltre i 65 anni sono circa 13,5 milioni (pari al 22,5% della popolazione complessiva), di cui quasi otto su dieci alle prese con patologie croniche. Di questi, tre hanno a che fare con malattie gravi: percentuali importanti, che hanno reso l’assistenza a domicilio per anziani una necessità sempre più diffusa, spesso irrinunciabile.

Da parte di tutto l’ecosistema della sanità c’è una forte preoccupazione per questa nuova immensa sfida. La risposta avviene spesso da piccole realtà, imprenditori che cercano e sviluppano soluzioni innovative, con l’aiuto dell tecnologia, della competenza e del buon senso. Qui alcune delle nostre “scoperte”, se pensi che ce ne siano delle altre, non esitare a scriverle nei commenti.

Internet of Things

Un altro dato che dovrebbe invitare a riflettere è quello relativo al tasso di ospedalizzazione delle persone anziane, che in Italia oltrepassa abbondantemente il 20%. Ciò contribuisce a fare della spesa sanitaria uno dei costi più importanti che il nostro Paese è chiamato ad affrontare. A tal proposito, l’assistenza a domicilio è un intervento di prevenzione in grado di produrre un risparmio rilevante. Ed ecco che ancora una volta la tecnologia ci viene in aiuto, essendo molte le innovazioni realmente in grado di migliorare la vita all’anziano ipomobile, delle persone a lui care e di tutti coloro che se ne occupano, siano essi medici, OSS o infermieri. Una delle conquiste recenti più efficaci è il cosiddetto Internet of Things (IoT), neologismo che indica l’evoluzione dell’uso del web: gli oggetti acquisiscono “intelligenza” grazie alla capacità di poter comunicare dati e accedere ad informazioni esterne. Tra questi figura la poltrona smart realizzata da Ergotek (una delle aziende che ha collaborato al progetto Habitat), che permette di valutare la postura del paziente e facilitarne la seduta. I sensori di pressione di cui è dotata e il relativo modulo per l’elaborazione dei dati sono realizzati per prevenire posture scorrette e potenzialmente pericolose.

Le tecnologie che migliorano l’assistenza a domicilio per anziani

A quanto detto, si aggiungono innovazioni come la radio-frequenza e l’intelligenza artificiale. Lo scopo di questi sistemi è garantire un monitoraggio costante e affidabile di tutti i comportamenti tenuti dai soggetti fragili, che in tal modo possono facilmente restare connessi con gli assistenti sanitari e con le figure di riferimento familiari. Il controllo da remoto della persona allettata è reso possibile da un dispositivo situato di fianco alla postazione del paziente. Stiamo parlando di My Doro Manager: grazie a questo l’anziano può configurare una lista di numeri cui rivolgersi in caso di emergenza, restando in contatto con chi di dovere. La stessa azienda, leader nel settore della telefonia “semplificata”, ha creato anche una rete privata cui possono prendere parte soltanto utenti autorizzati. Grazie a questa, il paziente può chiedere supporto per alzarsi dal letto, per la spesa o per sbrigare altre mansioni domestiche. Il suo nome è Doro Connect & Care.

Le aziende italiane attive nel settore delle tecnologie rivolte agli anziani

Uno dei progetti più interessanti tra quelli presentati di recente è CollegaMENTI, ideato da Cba Group, società informatica con sede in provincia di Trento. L’obiettivo del sistema è realizzare una rete virtuale composta dai tre principali protagonisti dell’assistenza a domicilio, ovvero anziani, familiari e operatori, mettendoli in comunicazione tra loro. La piattaforma richiede l’inserimento di alcuni dati relativi allo stato di salute dell’anziano, onde permettere alle figure coinvolte di interagire e ai familiari di restare costantemente informati circa le condizioni dell’assistito, grazie alle notifiche inviate su smartphone. Non manca la possibilità di effettuare videoconferenze, alle quali possono partecipare tutti i soggetti coinvolti. Con App Storygram, ideata dalla stessa azienda, è possibile realizzare un album digitale dei ricordi, caricandovi racconti, foto e aneddoti: una sorta di diario virtuale teso alla stimolazione cognitiva dell’anziano.

Particolarmente interessante HeartWatch, un dispositivo in grado di monitorare la situazione dell’anziano senza andare ad ostacolarlo con fili o altri dispositivi. Così ne parla ad Epicura il co-founder Roberto Salamina:

Le nostre soluzioni, pensate per le case di riposo per anziani e gli ospedali, si basano su una combinazione di tecniche avanzate di face recognition, elaborazione dei segnali e machine learning per frequenza cardiaca. respiratoria e movimenti dei pazienti al fine di prevenire eventuali patologie. Il software, viene abbinato ad una qualsiasi telecamera che inquadrando la persona estrae le informazioni sopracitate e permette di generare allarmi in caso di pericoli o anomalie.

Quali sono i principali vantaggi per l’anziano?

Le famiglie possono dormire meglio, sapendo che i loro cari sono più sicuri .

Gli operatori sanitari possono lavorare meglio e in modo più efficiente. La nostra soluzione non aggiunge peso alla routine quotidiana, essendo completamente passiva, senza contatto e automatica. La sicurezza è preservata, specialmente quando si tratta di pazienti con problemi neurodegenerativi (Alzheimer, demenza …), poiché non è più necessario un contatto fisico / presenza per svolgere operazioni di sorveglianza e controllo

WiMHome è il frutto di una startup nata da poco, tesa a sfruttare le tecnologie più recenti a vantaggio dell’assistenza a domicilio per anziani, favorendone l’indipendenza e la domiciliarizzazione. Il sistema consente di monitorare l’ambiente domestico e di ottenere informazioni circa la regolarità di tutte le attività casalinghe dell’anziano. WiMHome funziona grazie ad alcuni sensori ambientali e segnala anche eventuali anomalie (cadute, abbandono del letto, fuga dall’appartamento, etc.).

L’importanza di un monitoraggio costante

Sensor-Care è un’altra invenzione tutta italiana, pensata per consentire all’anziano di conservare la propria indipendenza. Il dispositivo opera in maniera discreta, rispettando la privacy dell’assistito. Non impiega microfoni o telecamere, ma riesce comunque a garantire informazioni H24, sia agli assistenti domiciliari che ai familiari. Il monitoraggio permette di individuare eventuali situazioni anomale, tra cui alterazioni improvvise dei ritmi alimentari, nell’igiene personale o nel rapporto veglia/sonno. Le informazioni vengono elaborate in tempo reale, segnalando automaticamente (mediante email, notifiche su smartphone o sms) le anomalie rilevate di recente, valutate tali in seguito alla comparazione con i dati storici. Al sistema possono essere collegati sensori opzionali, in grado di evidenziare eventi potenzialmente pericolosi, come la presenza di fumo, acqua o gas.

Anche Cardea nasce per migliorare il monitoraggio delle abitudini dell’anziano, la cui alterazione può costituire la spia di un problema. La diminuzione dell’attività motoria, ad esempio, potrebbe essere sintomo di una difficoltà a deambulare.

Infine, Carely è l’app che permette di tenere traccia di tutte le visite mediche dell’anziano (con i relativi risultati) e di condividerle con chiunque. In questo modo, i parenti possono collaborare nell’assistenza al malato evitando possibili incomprensioni.

Lo Specialista a casa dell’Anziano

Assistenza a domicilio per anziani, ambienti di vita assistiti e tecnologie in grado di migliorare la qualità della vita sono alcuni degli obiettivi che qualsiasi società progredita dovrebbe perseguire. Ed è ciò in cui da sempre si impegna EpiCura che, grazie all’operato dei propri specialisti, pratica assistenza domiciliare ad anziani e pazienti allettati su tutto il territorio italiano, in particolare assistenza domiciliare a Milano, Torino, Roma, Firenze, Bologna, Brescia, Napoli, Catania e Genova. In un’epoca durante la quale la tecnologia sta conquistando tutti i settori, anche l’assistenza domiciliare può e deve sfruttarne al meglio le enormi potenzialità.

Eccoci al termine di questa prima tappa, se pensi che ci siano altre innovazioni nei servizi o nelle tecnologie, utili per l’assistenza a domicilio dell’anziano, non esitare a scriverle nei commenti.

Chi è l’anziano fragile e come averne cura

Chi è l’anziano fragile e come averne cura

Cosa si intende per fragilità e cosa comporta?


L’essere umano è una macchina complessa, costituita da più livelli collegati tra loro: la dimensione fisica, quella psicologica, cognitiva, spirituale e sociale. Invecchiando, diventa inevitabile affrontare una netta riduzione delle riserve funzionali, condizione che finisce per esporre a un aumentato rischio di disturbi e patologie (sia cronici che transitori). La condizione di vulnerabilità che riguarda l’organismo in questa fase della vita è in grado di alterare l’equilibrio individuale, esponendo di fatto la persona ad eventi negativi che trascendono la sfera fisica e che rischiano di coinvolgere anche quella psichica e sociale. In questo caso è possibile parlare di fragilità dell’anziano. La letteratura medica ha affrontato spesso l’argomento, definendo fragile l’anziano affetto da una stabilità precaria delle condizioni fisiche e cliniche, con un rischio elevato di complicanze che possono sfociare nella progressiva perdita di autonomia. In genere, l’anziano fragile ha già oltrepassato i 75 anni ed è affetto contemporaneamente da più disturbi che rischiano di causarne l’ospedalizzazione, soprattutto in presenza di manifestazioni gravi o in seguito al riacutizzarsi di alcune malattie croniche.

Definizioni scientifiche riguardo la fragilità nell’anziano


Sono tanti i medici e gli autori che hanno trattato questo argomento nel corso del tempo. Secondo Gobbens l’anziano fragile è colui che sperimenta quella condizione dinamica in grado di causare perdite funzionali riguardanti uno o più domini (psichico, fisico e sociale). Tali perdite sono legate all’influenza negativa di numerose variabili individuali ed ambientali, capaci di causare danni evidenti. Nel 2007 Charles Rockwood ha proposto un “indice di fragilità” (FI) basato sui deficit registrati nel corso degli anni e facenti parte di una specifica lista di patologie e disturbi legati all’età. Tali definizioni si basano sul concetto secondo cui la fragilità è una condizione di “disorganizzazione fisiologica”, valutabile attraverso un’analisi delle malattie, dei deficit (sia cognitivi che fisici), dello stato funzionale e dei fattori di rischio. Purtroppo, invecchiando si va incontro ad una marcata riduzione delle capacità funzionali degli apparati e degli organi, in grado di esporre l’individuo ad un elevato rischio di inconvenienti, capaci di causare importanti ripercussioni sulla qualità della vita. Considerata la grande varietà delle cause alla base del processo (cliniche, biologiche, ambientali, etc), è molto difficile offrire una definizione precisa di fragilità e indicare con certezza i fattori scatenanti sui quali intervenire, sia in termini di prevenzione che di terapie.

I segni che caratterizzano la fragilità nell’anziano

In termini di cure e terapie riservate all’anziano, il concetto alla base della fragilità risulta particolarmente utile, in quanto semplifica l’approccio del personale medico, non più concentrato sulla singola patologia o sul distretto anatomico, ma focalizzato su una visione più ampia, comprensiva di tutti gli ambiti dell’individuo. La condizione di fragilità nell’anziano è caratterizzata da alcuni segni piuttosto evidenti, tra cui:

  • una importante perdita di peso (nell’ordine dei 4/5 Kg all’anno)
  • riduzione della forza fisica
  • riduzione della frequenza dei passi
  • riduzione delle funzionalità fisiche
  • stanchezza e affaticamento


Riconoscere la fragilità nell’anziano è molto importante. La maggior parte degli ultra 75enni sono chiamati a fare i conti con condizioni fisiche precarie o critiche, sebbene tale situazione possa riguardare anche individui più giovani. Il medico può ricostruire lo stato di salute dell’anziano fragile grazie ad alcune informazioni relative alla motricità, alle funzioni sensoriali, alle capacità cognitive, allo stile di vita e alle abitudini alimentari. Analizzando i dati in questione, il medico ha la possibilità di individuare eventuali campanelli d’allarme, pianificando interventi efficaci e tempestivi. Correggere i segnali più evidenti può tradursi in una minore esposizione alle patologie potenzialmente invalidanti e in una qualità della vita più elevata.

Assistere un anziano fragile


La fragilità è uno stato che spesso tende a manifestarsi in maniera improvvisa e prepotente, anche perché la quantità di disturbi e malattie che possono colpire la persona e renderla vulnerabile è molto ampia. Questa condizione può determinare eventi a cascata potenzialmente irreversibili: una funzionalità muscolare ridotta predispone l’anziano fragile ad una peggiore termoregolazione e a un rischio più elevato di cadute. Si osserva anche un calo delle difese immunitarie e un rallentamento delle capacità di recupero. Di conseguenza, diventa più frequente la necessità di cure mediche e ricoveri, nonostante ciascun intervento (soprattutto chirurgico) tenda ad indebolire ulteriormente il paziente, aggravandone lo stato di salute. L’anziano fragile, infatti, necessita di un approccio particolare, garantito dal geriatra, responsabile della definizione di un programma ad hoc, improntato sulle necessità del paziente e sulle sue condizioni di salute. La valutazione multidisciplinare serve ad individuare tempestivamente i deficit più importanti e a migliorare la qualità della vita dell’anziano mediante un supporto personalizzato. Ad alleviare le condizioni dell’anziano fragile contribuiscono i familiari, ma soprattutto infermieri, OSS e fisioterapisti impegnati in un programma di assistenza domiciliare su misura. A fornire tali servizi partecipa anche il poliambulatorio online EpiCura, in grado di raggiungere qualsiasi paziente in meno di 24 ore.

Aver cura dell’anziano fragile: consigli pratici


Il lavoro di squadra è fondamentale per offrire un supporto adeguato all’anziano fragile: è indispensabile affidarsi ad un’organizzazione forte, composta dal medico, dagli assistenti domiciliari come da esperti in riabilitazione. Ecco perché affidarsi ad un poliambulatorio specializzato, in grado di assistere qualsiasi paziente, indipendentemente dal luogo del domicilio e dalle condizioni di salute dell’anziano. Tali servizi servono anche a sollevare da responsabilità importanti i parenti coinvolti nell’assistenza, che avranno più tempo per se stessi e per i propri impegni. È molto importante aver cura dell’alimentazione dell’anziano e della sua igiene personale: sarà opportuno mantenere elevata la frequenza dei bagni, onde evitare possibili infezioni. Con l’avanzare dell’età si ha la tendenza a diventare più suscettibili, pertanto è preferibile aiutare l’anziano genitore solo quando strettamente necessario, lasciando che svolga autonomamente le attività che è ancora in grado di eseguire per conto proprio. In caso contrario, l’anziano potrebbe impigrirsi o sentirsi svilito. Quando il bagno non è necessario, è possibile ricorrere a spugnature o a detergenti senza acqua, tra cui shampoo secchi e salviette igieniche. Ci sono numerose nuove tecnologie per l’anziano che aiutano a migliorarne la vita, cercate di farvi aiutare anche da queste. Nel caso l’anziano denunci grosse difficoltà di movimento, allora sarà necessario restare sempre a disposizione, in modo da offrirgli assistenza per muoversi e deambulare. Infine, dispositivi quali corrimano (da installare nei bagni, nei corridoi e negli altri ambienti critici) e deambulatori possono aumentare la sicurezza dell’anziano.

Frattura femore anziano, un vademecum per le cure a casa

Frattura femore anziano, un vademecum per le cure a casa


La frattura del femore nell’anziano: localizzazione e tipologie

Il femore è l’osso più resistente, voluminoso e lungo dello scheletro. È situato nella coscia, sorregge tutto il peso del corpo e congiunge l’anca al ginocchio. Nel punto in cui si articola con l’osso dell’anca, sono situate l’articolazione coxo-femorale e la cosiddetta testa del femore. Ed è proprio questo il tratto maggiormente a rischio in caso di cadute, spesso vittima di infortuni anche piuttosto gravi. I pazienti più funestati dalle fratture al femore sono gli anziani oltre i 70 anni. I motivi di questo aumento del rischio in età avanzata sono legati soprattutto alla riduzione del tessuto osseo e alla variazione della sua densità (spesso aggravata da una patologia come l’osteoporosi), fattori che possono predisporre alla frattura anche in occasione di traumi lievi. I classici sintomi di una frattura includono dolore, un accorciamento della gamba e un suo eventuale posizionamento anomalo, oltre alla perdita delle funzionalità. La frattura può essere composta o scomposta. Nel primo caso, i segmenti dell’osso mantengono inalterata la loro posizione; nel secondo, invece, si spostano dalla loro sede. Una frattura può essere anche multipla, qualora si verifichi la rottura contemporanea di più porzioni del femore. Attualmente, una frattura al femore nell’anziano può essere affrontata mediante il ricorso ad alcune tecniche particolarmente efficaci. Tuttavia, è fondamentale che l’intervento chirurgico avvenga tempestivamente e che il paziente venga supportato da un fisioterapista che lo aiuti a recuperare la sua indipendenza.

Cause, sintomi e complicanze

La causa principale di frattura del femore nell’anziano riguarda le cadute, che a causa di una densità ossea ridotta, rischiano di tradursi in una rottura dell’osso. Più rare sono le fratture legate alla degenerazione ossea, sintomo di alcune malattie quali l’artrite reumatoide e il diabete. Generalmente, la sintomatologia di una frattura al femore include un dolore intenso e sordo che tende ad irradiarsi verso ginocchio, inguine e caviglia, incapacità a muovere la gamba, a stare in piedi e soprattutto a caricare il peso del corpo sull’arto, gonfiore e lividi a livello dell’anca e un leggero accorciamento dell’arto. Ogni frattura, se non curata in maniera tempestiva ed adeguata, rischia di evolvere negativamente ed apportare complicazioni anche piuttosto gravi, tra cui infezioni, artrosi, danni permanenti alle strutture nervose (che si evidenziano attraverso fastidio, infiammazioni e formicolio) e deformità delle strutture ossee. Nel peggiore dei casi è possibile sviluppare la “sindrome compartimentale“, una patologia abbastanza rara che si manifesta attraverso una compressione eccessiva di muscoli, vasi sanguigni e nervi. Tale condizione riduce l’apporto di ossigeno ai tessuti e può persino comportare la necrosi e la conseguente perdita dell’arto. In particolare per quanto riguarda l’anziano, consideriamo i sistemi di monitoraggio che le tecnologie per l’anziano mettono a disposizione, consideratele particolarmente importante quando il soggetto si trova spesso solo o comunque lontano dai cari.

Frattura femore anziano
Frattura femore anziano

La riabilitazione che segue una frattura del femore

In seguito a una frattura del femore, l’anziano deve attenersi all’iter riabilitativo prescritto dal medico. La maggior parte delle fratture riguarda i pazienti che hanno già superato i 70 anni, il cui equilibrio può rivelarsi precario a causa di patologie specifiche o di condizioni legate all’età avanzata. In caso di rottura del femore, la soluzione è un approccio multidisciplinare, l’unico in grado di assicurare il pieno recupero fisico al paziente. Pertanto, sarà molto importante pianificare un programma adeguato insieme a tutte le figure mediche di riferimento. A tal proposito, EpiCura mette a disposizione numerosi servizi utili, riguardanti l’assistenza domiciliare e l’intervento di specialisti quali OSS, infermieri e fisioterapisti. Subito dopo l’operazione, il paziente avrà bisogno di un supporto medico professionale, che monitori la situazione e scongiuri l’insorgere di eventuali complicazioni. Successivamente, sarà il momento di affrontare l’iter riabilitativo, volto a garantire il recupero della deambulazione e delle funzionalità dell’arto. Il supporto medico include anche una riabilitazione di tipo nutrizionale, che intende fornire al paziente tutti gli elementi necessari per un corretto recupero delle energie.

L’importanza della fisioterapia

In relazione alla tipologia e alla sede in cui è avvenuta la rottura, è possibile distinguere numerose tipologie di frattura del femore (addirittura 15 secondo la classificazione proposta da Winquist-Hansen). Pertanto, la durata e la qualità del trattamento riabilitativo saranno di volta in volta differenti e legate ad un gran numero di variabili, che includono anche l’età del paziente e le sue condizioni prima dell’infortunio. Il principale obiettivo della riabilitazione è rendere autonomo il paziente, migliorandone il tono muscolare e la capacità di carico sull’arto infortunato. Il trattamento fisioterapico si compone di alcune fasi necessarie. La prima ha come obiettivo il pieno recupero dell’articolarità, mediante esercizi sul controllo del dolore e movimenti di auto-mobilizzazione; quindi sarà il momento di rinforzare il tono muscolare della regione interessata dall’infortunio: quadricipite, adduttori, glutei, flessori dell’anca, polpacci e muscoli del “core”. Contestualmente, sarà possibile riprendere in maniera progressiva le attività indicate dal fisioterapista. Dopo aver ritrovato le forze, il paziente dovrà completare la riabilitazione con l’obiettivo di recuperare i normali schemi motori e rieducare il movimento.

Consigli pratici in caso di frattura del femore nell’anziano

La rottura del femore anziano è un evento frequente e potenzialmente invalidante, da trattare con la massima cautela e senza lasciare nulla al caso. Ragion per cui è necessario affidarsi alle cure di uno degli specialisti che operano per conto di EpiCura, il poliambulatorio al quale richiedere assistenza a domicilio in qualsiasi parte d’Italia. Durante la fase post operatoria sarà necessario provvedere alla movimentazione dell’arto, in quanto la prolungata immobilità può causare sindrome da allettamento (o immobilizzazione), a sua volta in grado di comportare danni irreversibili. Naturalmente, sarà il caso di chiedere l’ausilio di un fisioterapista esperto, che spiegherà ai parenti dell’assistito come comportarsi in sua assenza. Un altro obiettivo è prevenire le ferite da decubito, possibile solo aiutando il paziente a cambiare frequentemente posizione. In presenza di infortuni di questo tipo è necessario procedere per gradi: quando il medico permetterà al paziente di alzarsi, sarà opportuno sorreggerlo prima di cominciare la deambulazione. Oltre al sostegno fisico, potrebbe essere utile ricorrere a un deambulatore. Durante il movimento è importante prestare molta attenzione alle posizioni assunte dalla gamba infortunata, soprattutto in presenza di protesi all’anca. Infine, per recuperare il tono muscolare, la cyclette rappresenta un ottimo alleato, naturalmente non senza il supporto di una dieta adeguata, precedentemente concordata con il medico (ricca di proteine, calcio, vitamina C e vitamina D).