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Fredda giornata di gennaio, siamo a Trento, in mezzo alle Alpi. Un luogo d’incontro fra la cultura tedesca e quella italiana. Il Trentino è patria di atleti e sport che fanno della montagna il loro perno: grandi campioni del ciclismo, dello sci di fondo e di quello alpino. Poi le Champions con la pallavolo e ora la meraviglia di un club di basket che da cenerentola è arrivato per 2 campionati consecutivi a contendersi la finale scudetto. A fianco allo sport tanta cultura, una delle migliori università d’Italia e centri di ricerca d’eccellenza. Forse doveva proprio nascere qui, questa startup che ha avvicinato la tecnologia a tutti coloro che, per lo sport, hanno sacrificato qualcosa, anche in termini di salute. Infortuni anche gravi che sollecitavano una risposta, arrivata nel 2012 con CoRehab, l’azienda che sta dotando i fisioterapisti di tutto il mondo di un potente strumento per la cura continua del paziente con la riabilitazione a domicilio. A Trento incontriamo David Tacconi, dottore in Ingegneria ed ex ricercatore, ora a capo della missione CoRehab di curare con la fisioterapia a domicilio chi ne ha bisogno.

Ciao David, eccoci qui per capire assieme come le nuove tecnologie porteranno a migliorare la vita ai pazienti, diminuendo il più possibile i costi e i disagi degli spostamenti verso gli ospedali. Come nasce Co-Rehab?

Ho sempre giocato a calcio a livello agonistico, ma purtroppo, nonostante una grande passione, mi sono sempre scontrato con infortuni più o meno gravi che mi hanno limitato nel gioco e costretto a molte ore di fisioterapia e riabilitazione. Quando mi sono ritrovato a fare esercizi in clinica e a casa, mi sono reso conto che mancava qualcosa, uno strumento che permettesse ai fisioterapisti di vedere cosa stavo facendo e a me di misurare i miei progressi. Lì mi è venuto in mente che usando dei sensori indossabili e sviluppando dei software “intelligenti” si sarebbe potuto semplificare la vita di molti pazienti e permettere ai fisioterapisti di svolgere meglio il loro lavoro, senza che si potessero più lamentare perché i pazienti a casa non fanno gli esercizi. Ne ho parlato con Roberto, che è molto più bravo e capace di me con la tecnologia e il software, e abbiamo messo a punto un prototipo che usava la pedana della Wii e una fascia cucita in cantina da mia mamma. Con quel prototipo, senza vergogna, siamo andati da investitori, medici, abbiamo fatto test nella mia cantina con oltre 30 persone e abbiamo capito due cose: primo che quel prototipo andava buttato e rifatto da zero, secondo che però l’idea piaceva e poteva avere un mercato.

Abbiamo così incontrato i nostri soci, Andrea Cappelletti, Vittorio Dusini e Daniel Moran, che hanno creduto in noi e nella nostra idea e nell’ottobre 2012 siamo partiti, io, Roberto e i nostri primi 4 dipendenti con cui abbiamo creato Riablo. Due di loro sono ancora con noi, e oggi siamo in 11, con oltre 250 prodotti installati in 12 paesi nel mondo e un portafoglio prodotti che sta suscitando l’interesse di medici, fisioterapisti, assicurazioni e grandi aziende del settore che ci propongono di collaborare.

Riablo è basato su un’idea semplice: i sensori inerziali e una pedana di movimento si collegano via bluetooth a un laptop e misurano i movimenti del paziente nello spazio. Il fisioterapista ha la possibilità di preparare delle schede di lavoro grazie alla nostra web application, scegliendo tra centinaia di esercizi e personalizzando i parametri. Il software di Riablo trasforma questi esercizi in videogiochi semplici da eseguire ma anche motivanti, che sono comandati dal paziente e che lo “costringono” a fare il movimento correttamente, quasi senza accorgersene. I risultati sono poi disponibili sulla web app per essere consultati in seguito. Per come è costruito, Riablo funziona sia in clinica che come
riabilitazione a domicilio .

Certo, l’effetto e di motivare il paziente a fare gli esercizi a casa ed essere supervisionato dal fisioterapista, che potrà andarlo a trovare regolarmente. Un servizio d’eccellenza, un passo avanti per la fisioterapia e la
riabilitazione a domicilio. Chi sono i pazienti e perchè usano questa tecnologia?

Siamo partiti dall’idea che i nostri prodotti fossero adatti solo a pazienti come me, giovani e sportivi. Ma cominciando a installare Riablo nelle cliniche riabilitative e nei centri di fisioterapia abbiamo visto un grandissimo interesse da parte di paziente anziani, con problemi di natura ortopedica e neurologica. Abbiamo però ancora una buona fetta di sportivi che utilizzano anche delle valutazioni clinicamente validate che abbiamo implementato in Riablo.

Per quale motivo i Fisioterapisti utilizzano questi nuovi strumenti e come lo fanno?

I fisioterapisti fanno spesso fatica a motivare i loro pazienti, specialmente quelli anziani, cronicizzati o con problematiche di natura neurologica. L’esercizio e l’autotrattamento in genere è una delle parti più importanti di un percorso di recupero (laddove questo è possibile), ma è anche la parte più noiosa e dove i pazienti mollano prima. La tecnologia, come Riablo, contribuisce a rendere misurabile l’esercizio e a motivare i pazienti con videogiochi, meccanismi di gamification e confronti nel tempo che oggettivano i miglioramenti e quindi motivano sempre di più il paziente.

Alcuni dei nostri clienti, ci hanno raccontato di sfide in palestra tra pazienti anche over 75 o di come i pazienti che vedono i propri “colleghi” fare gli esercizi con Riablo, chiedano anche stizziti “perchè lui sì e io no?”. E’ anche per questo che abbiamo realizzato il Riablo Space, uno spazio dove più Riablo lavorano in parallelo, fornendo la possibilità di lavorare insieme a più pazienti e quindi anche di moltiplicare il tempo dei fisioterapisti.

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verifica risultati con il fisioterapista per la riabilitazione a domicilio Credit: corehab

Quanto conta oggi lasciare il paziente a casa e cosa funziona – e cosa no – nella riabilitazione a domicilio?

La riabilitazione a domicilio, anzichè solo in ospedale, con tecnologia è un settore emergente e noi di CoRehab siamo tra gli apripista in Italia e in Europa. Molti fisioterapisti e molti medici intuiscono che ci sia bisogno di tecnologia per garantire un efficiente monitoraggio dei pazienti a domicilio e aumentare la compliance. Riablo Home poi garantisce una convenienza per tutti: per i pazienti, perchè possono fare gli esercizi da casa, per i fisioterapisti, perchè possono garantire un’elevata compliance a fronte di un impegno ridottissimo. Purtroppo però i modelli organizzativi della sanità non prevedono questo tipo di trattamento e molto spesso, nonostante la voglia dei pazienti, dei caregiver e anche dei terapisti stessi, ci si scontra con una impossibilità logistica o di natura economico finanziara a offrire servizi come Riabl oHome per avere un miglior trattamento a domicilio.

Quali evoluzioni ci saranno nel prossimo futuro nell’ambito della riabilitazione a domicilio e come andranno a migliorare la vita delle persone?

Nell’esperienza accumulata in questi anni, abbiamo visto come il tempo di permanenza in ospedale per alcune tipologie di pazienti si stia riducendo sempre di più, arrivando a volte a pochi giorni. Per questi casi abbiamo pensato di implementare una soluzione più semplice e meno accurata, ma che garantisce comunque il risultato atteso.

Stiamo svolgendo alcuni importanti studi clinici e progetti pilota per validare questa nuova soluzione da un punto di vista clinico, cercando di dimostrare che si possono avere gli stessi risultati facendo
riabilitazione a domicilio con uno strumento che aumenta la compliance piuttosto che tenendolo in clinica a fare esercizi.

Se così fosse, possiamo convincere il paziente che grazie ai nostri prodotti e alla nostra metodologia si può spostare buona parte del lavoro a domicilio, con un risparmio di tempo e risorse per tutti.

PENSI CHE LA RIABILITAZIONE A DOMICILIO FACCIA AL CASO TUO?