Applicazione e Identificazione microchip

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Applicazione e identificazione del microchip

Cos’è il microchip per animali?

Il microchip è un cosiddetto transponder, una piccolissima capsula biocompatibile che viene inoculata dietro l’orecchio sinistro dell’animale. Non provoca alcuna forma di rigetto o fastidio e viene iniettato, senza anestesia, in pochi secondi, grazie a una semplice iniezione sottocutanea.
Quando viene “attivato” da un apposito strumento in dotazione al personale specializzato, rimanda una serie di 15 cifre univoche che corrispondono alle cifre inserite sulle anagrafi preposte (canina o felina, per esempio) e dalle quali si può risalire al proprietario.

A cosa serve il microchip?

La legge ha predisposto tale strumento per permettere una più agevole ricerca del binomio animale/proprietario eseguendo una veloce ricerca del numero del microchip nella banca dati dell’anagrafe informatizzata.

In questo modo da una parte, nel caso di furto o smarrimento, si riesce agevolmente e risalire al proprietario, dall’altra si combatte il fenomeno dell’abbandono.

È chiaro che coloro che hanno intenzione di abbandonare l’animale o non hanno interesse alla salvaguardia dello stesso non metteranno il microchip, tuttavia questo atteggiamento, oltre ad essere deprecabile moralmente, è anche perseguibile.
Per l’ abbandono, per esempio, le pene sono state inasprite, sfociando nel penale: si rischia un anno di carcere e fino a 10.000€ di ammenda.
È opportuno ricordare inoltre che il ritrovamento di un animale microchippato di cui però non sia stata denunciata la scomparsa è passabile come abbandono e, quindi, sanzionabile.
Nel caso di cessione dell’animale basterà semplicemente comunicarlo all’anagrafe di riferimento insieme ai dati del nuovo proprietario. Comunicazione all’anagrafe da fare anche nel caso di decesso dell’animale.
La comunicazione può avvenire anche tramite il veterinario.

Il microchip è obbligatorio

Dal 2005 è obbligatorio per legge (281/1991) l’identificazione tramite applicazione del microchip sottocutaneo sull’animale e la contestuale iscrizione all’anagrafe regionale.

Prima dell’entrata in vigore della legge era obbligatorio il tatuaggio con codice alfanumerico (in genere la sigla della provincia seguito da numeri progressivi) all’interno del padiglione auricolare o sulla coscia, codice alfanumerico che doveva poi essere riportato su un’anagrafica cartacea locale, non completamente affidabile visto che poteva cancellarsi o potevano essere persi i documenti cartacei.

Per ottimizzare tale importante processo si è optato per il microchip, meno invasivo e per nulla doloroso per l’animale e si è informatizzato il registro, predisponendone un’unica versione a livello nazionale, di più facile consultazione.

Entro quando applicare il microchip

La legge sancisce inoltre le tempistiche per l’inoculazione del microchip: entro il secondo mese di vita, 60 giorni, prima anche di qualunque cessione o vendita.
La mancata osservanza di tale norma è punibile con una multa dai 50€ ai 233€.

Chi può applicare il microchip?

Le uniche figure qualificate nell’eseguire tale procedura sono i veterinari delle ASL o i veterinari privati autorizzati.
Pur essendo facile, come detto, l'inoculazione del microchip è comunque un procedimento che deve essere necessariamente eseguito da personale qualificato, diffidate dai non professionisti, anche se si tratta di una semplice iniezione.

L’applicazione del microchip è dolorosa?

Non vi è alcuna controindicazione nell’inoculazione del microchip sull’animale. Come detto è un dispositivo millimetrico e viene facilmente inserito con una comune iniezione sottocutanea, come se fosse un vaccino, non produce quindi dolore.
Oltretutto, grazie al rivestimento, il microchip non interagirà in alcun modo con elementi organici. Il microchip non produce alcuna onda e quindi non è nocivo per l’animale.

Tatuaggio o microchip?

Seppur alcune regioni permettano ancora l’utilizzo del tatuaggio è altamente consigliato l’innesto del microchip per una serie di ragioni:

  • non è doloroso;
  • non è pericoloso per la salute dell’animale;
  • è sempre leggibile;
  • è facilmente individuabile.

Molti considerano il microchip come una sorta di GPS, non è così. Il dispositivo, infatti, non geolocalizza l’animale, può essere letto solo in presenza del lettore.

In cosa ti saranno utili i veterinari di EpiCura

Il servizio di applicazione e identificazione del microchip effettuato dai veterinari a domicilio di EpiCura è un’ottima soluzione in casi particolari in cui non sia agevole trasportare l’animale fino ad uno studio veterinario o nel caso in cui vi sia necessaria un intervento tempestivo. I nostri veterinari si occuperanno dell’applicazione e della registrazione presso l’anagrafe informatizzata.

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